Osservatorio del Teide, il miglior posto per osservare il cielo

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L’Osservatorio del Teide è indubbiamente uno dei migliori luoghi nei quali osservare il cielo e in grado di offrire un’esperienza unica ed indimenticabile, unendo allo spettacolo delle stelle l’apprendimento del funzionamento dei telescopi.

Volcano Teide organizza visite guidate al fine di conoscere il più grande osservatorio solare del mondo insieme a quello del Cile e delle Hawaii, un’allettante opportunità per turisti e famiglie che, accompagnati da una guida esperta, si addentreranno nei misteri del cielo e delle stelle.

L’Osservatorio del Teide, situato a 2.390 metri sul mare, gode di circa 300 notti limpide all’anno, e i suoi telescopi, sia notturni che solari, si dedicano all’osservazione solare e all’astronomia robotica.

Il tour di visita generalmente inizia nel centro visitatori dove i partecipanti, circondati da immagini di galassie, macchie solari e supernove, vengono raggiunti dalla guida che fornisce loro informazioni interessanti sullo spettro elettromagnetico, prima di assistere alla proiezione di un video con immagini spettacolari sui due osservatori delle Canarie, il Teide e il Roque de los Muchachos nell’isola di La Palma, tra le quali una relativa alla più antica pioggia di stelle dell’universo, risalente quasi al Big Bang.

Nel percorso guidato all’interno dell’Osservatorio si possono poi vedere 8 telescopi robotici oltre a un paesaggio spettacolare che include, oltre al cielo, il Teide sullo sfondo, mentre le torri dei telescopi solari non sono visitabili.

Il tour si conclude con una visita al telescopio professionale IAC-80, il primo al mondo ad avere scoperta la prima nana bruna, chiamata Teide-1.

Per poter visitare l’Osservatorio del Teide e dare uno sguardo al cielo, occorre prenotare poiché il numero di posti è limitato; è bene arrivare con 20 minuti di anticipo e indossare abbigliamento comodo, un cappello, una buona crema solare ed essere provvisti di una bottiglia di acqua, visto che un tratto del tour è all’aria aperta.

Marco Bortolan

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GLI AMBASCIATORI DELL’UE SI ADDENTRANO NELLO SPAZIO PROFONDO

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DETTAGLI

Aperto chiuso
  • Titolo Gli ambasciatori dell’UE si addentrano nello spazio profondo
  • Rilasciato il 26/10/2018 alle 14:31
  • Copyright ESA / G. Billig
  • DescrizioneIl 26 ottobre, un gruppo di ambasciatori dell’UE in Australia (tra cui Australia, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Slovenia) ha visitato la stazione di base dello spazio profondo dell’ESA a New Norcia , nell’Australia occidentale.La nuova stazione di Norcia è una delle tre stazioni dello spazio profondo gestite dall’ESA, appartenenti alla rete globale di stazioni terrestri di Estrack dell’ESA . Insieme alle stazioni di Cebreros, Spagna, Malargüe e Argentina, fornisce copertura globale per il monitoraggio continuo di veicoli spaziali.Le stazioni spaziali profonde dell’ESA presentano alcune delle migliori tecnologie di localizzazione delle stazioni e consentono comunicazioni con astronavi che percorrono centinaia di milioni di chilometri nello spazio.La posizione geografica della stazione di New Norcia nella parte occidentale dell’Australia consente di comunicare non solo con le missioni che viaggiano nel profondo del nostro sistema solare, ma anche di tracciare i razzi lanciati dallo Spaceand dell’ESA a Kourou, nella Guyana francese, acquisendo i “primi segnali” di recente satelliti orbitanti.Gerhard Billig, responsabile della gestione del supporto per il monitoraggio dei lanciatori presso il  centro operativo ESOC dell’ESA in Germania, ha mostrato gli ambasciatori attorno alla stazione, informandoli sul supporto fondamentale offerto ad alcune delle missioni più note dell’ESA, tra cui Exomars, BepiColombo e Gaia.Agli ambasciatori è stato anche dato un tour dell’antenna da fondo profonda di 35 m – nell’agosto 2016 questa stazione ha ricevuto segnali dalla navicella spaziale Cassini in orbita attorno a Saturno, attraverso oltre 1,4 miliardi di km di spazio, la “presa” più lontana mai fatta da ESA.Il tour includeva anche il piattino ” NNO-2 ” e le attrezzature tecniche. Il piatto NNO-2 è stato istituito nel 2015 e da allora ha catturato i segnali dei satelliti appena lanciati, tra cui l’ultimo, Aeolus e BepiColombo.Durante la visita, Gerhard ha evidenziato l’importante relazione tra l’ESA e l’Australia e ha discusso i potenziali sviluppi futuri per il sito.
  • Id 402045

MAPPARE LA NOTTE

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DETTAGLI

Aperto chiuso
  • Titolo Mappare la notte
  • Rilasciato il 13/11/2018 alle 18:18
  • Copyright ESA / NASA
  • DescrizioneImaging Earth from space è il passatempo preferito dagli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale. Possono impostare le proprie telecamere per scattare automaticamente le foto mentre lavorano, ma spesso fanno il tempo necessario per guardare la Terra e scattare le proprie foto.L’astronauta dell’ESA Alexander Gerst ha scattato questa foto dell’Europa di notte a settembre, sottotitolandola: “Dallo spazio è abbastanza chiaro che l’Europa appartiene insieme”.E ‘anche abbastanza chiaro che l’Europa è molto ben illuminata di notte, forse inutilmente così.L’eccessiva luce artificiale è nota come inquinamento luminoso ed è spesso un problema nelle aree urbane. Molte piogge meteoriche sono passate inosservate dalle popolazioni urbane e l’abitante medio della città può distinguere pochissime stelle e costellazioni nel bagliore sintetico.Una considerazione più seria dell’inquinamento luminoso è l’efficienza energetica. Mentre il mondo è alle prese con i cambiamenti climatici e le fonti di energia più pulite, il modo in cui tale energia viene utilizzata è un argomento luminoso.Un progetto di scienze dei cittadini spera di affrontare il problema dell’inquinamento luminoso e dell’efficienza energetica nelle città creando una mappa del mondo di notte.Cities at Night è una piattaforma online che invita i cittadini a sfogliare mezzo milione di fotografie della Terra di notte scattate finora dagli astronauti della Stazione Spaziale per identificare le città.A questo proposito, gli esseri umani sono molto più efficienti dei computer, che richiedono complicati algoritmi per categorizzare le immagini. L’occhio umano, d’altra parte, può rapidamente differenziare una fotografia di una città da quella delle stelle.Il risultato finale di Cities at Night sarà la mappa della Terra che è accessibile a chiunque. I ricercatori vogliono utilizzare la mappa per individuare le inefficienze energetiche nelle città urbane per sollecitare l’attenuazione delle luci. Ciò richiederebbe anche il recupero di parte del cielo notturno per gli abitanti delle città.Scopri come puoi aiutare e migliorare la tua conoscenza della geografia con il progetto Cities at Night . Con una quantità impressionante di dati sul nostro pianeta e con la disponibilità delle ultime tecnologie digitali, i progetti di citizen science come questi sono solo un modo per aiutare a interpretare i dati e ci sono innumerevoli opportunità per l’innovazione. La settimana ES dell’ESA, in corso questa settimana , esplora il modo in cui i dati e le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e la blockchain possono avvantaggiare business, industria e scienza per portare benefici a tutti.
  • Id 411677

Quando la coppia sprizza raggi gamma

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FLUSSO AUMENTATO DI 10 VOLTE IN UNA SOLA NOTTE

Una campagna congiunta con i telescopi Magic e Veritas ha rilevato un’emissione di raggi gamma ad alta energia da un sistema binario insolito: una stella massiccia e una pulsar. Angelo Antonelli (Inaf): «È un’osservazione che apre una nuova finestra sullo studio dello stadio finale delle stelle nella nostra galassia»di Elisa Nichelli   martedì 13 novembre 2018 @ 15:12

Rappresentazione artistica di un sistema binario formato da una pulsar e una compagna gigante. Crediti: Nasa/Goddard Space Flight Center

Ci sono voluti tredici anni per capire che tipo di sorgente fosse, e altri due perché si accendesse come un albero di Natale nei raggi gamma, ma oggi abbiamo la conferma: il sistema indicato con la sigla Psr J2032+412 è composto da una stella di neutroni altamente magnetizzata e da una compagna massiccia. Il risultato è stato ottenuto grazie a una campagna di osservazioni congiunte che ha visto impegnati i telescopi Magic a La Palma e Veritas in Arizona, ed è stato appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters.

I sistemi binari che emettono raggi gamma sono oggetti celesti abbastanza rari. Per osservarne uno dobbiamo imbatterci in una coppia di stelle formata da un corpo molto compatto, come una stella di neutroni o un buco nero – in entrambi i casi il prodotto finale dell’evoluzione di una stella massiccia – e da una compagna di grossa taglia che sta attraversando la fase stabile della sua vita. È questo il caso del sistema formato da Psr J2032+412 e Mt91 213, rispettivamente una pulsar, ovvero una stella di neutroni rotante con un intenso campo magnetico, e una stella di grande massa. Quando una coppia di stelle emette raggi gamma ad altissima energia non è sempre facile individuare la natura della componente compatta. In questo caso ci sono voluti tredici anni.

I primi indizi che in quella porzione di cielo ci fosse una sorgente ad alte energie sono arrivate nel 2002, ma la corretta interpretazione dell’emissione nei raggi gamma è arrivata solo nel 2008, quando il satellite Fermi ha puntato il suo Large Area Telescope in quella direzione, individuando la presenza di una pulsar fortemente magnetizzata. Un’ulteriore sorpresa è arrivata nel 2015, quando gli scienziati hanno scoperto che questa pulsar ha anche una compagna. Grazie a una serie di osservazioni è stato possibile determinare che la pulsar impiega circa 50 anni a compiere un giro completo attorno alla sua compagna, e che il momento di massimo avvicinamento tra le due sarebbe avvenuto di lì a poco, verso la fine del 2017.

I telescopi Magic (sopra) e Veritas (sotto). Crediti: Wikimedia Commons

A questo punto la comunità scientifica si è messa in allerta, preparando un’estesa campagna di osservazioni nei raggi gamma. Per fare questo sono stati coinvolti due osservatori terrestri che riescono a captare i segnali luminosi prodotti dall’impatto con l’atmosfera della luce altamente energetica: la rete di telescopi Magic a La Palma, alle isole Canarie, e Veritas, in Arizona.

«Ci aspettavamo che un sistema di questo tipo emettesse raggi gamma ad altissima energia durante l’incontro ravvicinato con la compagna, e non potevamo perderci questa occasione», spiega Alicia López Oramas, ricercatrice all’Instituto de Astrofísica de Canarias e una delle principali autrici dello studio.

Già nel corso del 2016 i due osservatori hanno iniziato a monitorare il sistema di stelle, trovando però solo un’emissione debole. «Quello che abbiamo visto è molto probabilmente una nebulosa, ciò che resta di un’antica esplosione di supernova, attualmente alimentato dalla pulsar», dice Ralph Bird, ricercatore all’Università della California e coautore dell’articolo. «L’emissione del 2016 era talmente debole che poteva essere rivelata solo dopo 50 ore di osservazioni».

L’attenzione dei ricercatori ha iniziato ad accendersi a settembre del 2017, un paio di mesi prima del previsto avvicinamento tra le due stelle. In quei giorni gli astronomi hanno notato un sensibile aumento nell’emissione da parte della sorgente. «Il flusso di raggi gamma ha raddoppiato il suo valore», ricorda Tyler Williamson, dell’Università del Delaware, che ha partecipato allo studio. «Durante la fase di massimo avvicinamento tra la stella e la pulsar, il flusso è aumentato di 10 volte in una sola notte», aggiunge Jamie Holder, sempre dall’Università del Delaware.

«Questa osservazione apre di fatto una nuova finestra sullo studio dello stadio finale delle stelle nella nostra galassia», dice Angelo Antonelli, responsabile Inaf presso la collaborazione internazionale Magic. «L’aver osservato con Magic e Veritas questa sorgente è estremamente incoraggiante per poter avviare uno studio sistematico di tutte le sorgenti dello stesso tipo con il Cherenkov Telescope Array che rappresenta l’immediato futuro di questo tipo di osservatorio».

Il Cherenkov Telescope Array (Cta) è la nuova generazione di osservatori Cherenkov, come Magic e Veritas, ovvero telescopi che sono in grado di raccogliere informazione luminosa su sorgenti alle altissime energie studiando gli effetti del passaggio in atmosfera dei raggi gamma provenienti dal cosmo. Cta ha da poco inaugurato il prototipo di quello che diventerà il suo primo Large Sized Telescope (Lst-1), presso l’Observatorio del Roque de Los Muchachos a La Palma.

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