SPAZIO: NUOVE PROVE A FAVORE DELL’ESISTENZA DI UN NONO PIANETA

Astrofisica/Astrophysics, Astronomia/Astronomy, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fisica/Physics, Geologia/Geology, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Europeo Australe (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

E’ stato lo stesso Mike Brown, l’astronomo che aveva guidato il gruppo di ricercatori che aveva “retrocesso” Plutone a pianeta nano ad annunciare che al di la di Nettuno potrebbe esistere un grosso pianeta con una massa almeno 10 volte più grande della Terra in orbita attorno al nostro Sole.
Questo pianeta 9 o “Planet Nine” come viene ormai chiamato da tutti potrebbe essere di diritto il 9° pianeta ormai mancante del sistema solare.
Planet Nine si troverebbe così lontano dal sole da impiegare 10-20mila anni per compiere una rivoluzione completa attorno ad esso.
La sua distanza stimata dalla nostra stella è pari a circa 149 miliardi di chilometri, una distanza immensa (75 volte più lontano di Plutone) se si pensa che Nettuno il più lontano tra i pianeti si trova a 4.
5 miliardi di chilometri.
La sua esistenza è stata ipotizzata grazie comportamento orbitale anomalo di alcuni oggetti celesti situati all’interno della fascia di Kuiper, una ciambella che ruota attorno al sole oltre Nettuno costituita da asteroidi, piccoli pianeti e comete.
Ma Planet Nine sarebbe così lontano che non si potrebbe osservare con facilità, i grandi telescopi terrestri non riuscirebbero a vederlo, forse solo Hubble ma si dovrebbe sapere dove puntarlo.
Frenetica quindi l’attività di ricerca soprattutto di un team francese per stabilire l’area dello spazio in cui si potrebbe trovare.
Un grande aiuto potrebbe arrivare dalla sonda Cassini se si riuscisse ad allungare la sua permanenza attorno a Saturno fino al 2020.
Ma cassini è quasi a fine vita e l’anno prossimo i tecnici della NASA la faranno precipitare nell’atmosfera del gigante gassoso.

Fonte 3BMeteo

Annunci