Prossimo autunno caldo per Cheops, il “misura pianeti”

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MEDIAINAF TV

Pubblicato il 26 nov 2018

Il regno del piccolo sovrano Cheops ha ora una possibile data d’inizio compresa tra metà ottobre e
metà novembre 2019. Questa infatti è la finestra temporale individuata dall’Agenzia spaziale
europea per il lancio con un razzo Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana
francese, della prima delle missioni di classe small del nuovo programma “Cosmic Vision”: Cheops,
appunto, come il monarca che fece costruire una delle meraviglie del mondo antico, ora conosciuta
come di piramide di Cheope.

Le meraviglie di cui si occuperà questo satellite di appena 250 chili di peso appartengono ad altri
mondi: Cheops misurerà infatti la dimensione di pianeti extrasolari già conosciuti in quanto a
massa. Avendo a disposizione sia diametro che massa si potrà stabilire la densità di tali pianeti, e
dunque formulare ipotesi sulla loro struttura interna e sulla presenza di un’atmosfera.
Una volta nell’orbita di lavoro a 700 km da Terra, a finire nel mirino di Cheops saranno, in
particolare, stelle note per ospitare esopianeti con dimensioni comprese fra quella della Terra e
quella di Nettuno. La stima del diametro di ciascun pianeta avverrà sfruttando il metodo dei transiti:
essendo rivolto a esopianeti già noti, Cheops saprà in anticipo quando stanno per passare davanti
alla propria stella, e dunque li attenderà al varco, così da poterne calcolare le dimensioni misurando
esattamente di quanto la luminosità della stella si riduce a causa del parziale oscuramento. Misure
che si faranno via via più precise man mano che i transiti si ripeteranno, consentendo agli scienziati
di stimare le dimensioni anche dei pianeti più piccoli – quelli, appunto, più simili alla Terra.
Sviluppata congiuntamente con l’Ufficio Svizzero dello Spazio, il programma vede la guida
dell’Università di Berna in consorzio con altri 11 paesi europei, tra cui spicca il contributo dell’Italia,
che ha disegnato gli specchi raccoglitori e l’ottica a ridosso del piano focale, e che è stata inoltre
responsabile dell’integrazione e del collaudo del telescopio, la cui struttura meccanica è stata
fornita dall’Università di Berna.

Servizio di Stefano Parisini, Media Inaf

—MediaInaf Tv è il canale YouTube di Media Inaf (http://www.media.inaf.it/)

Categoria
Scienze e tecnologie
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