Ritorno al passato remoto per il clima

Fisica/Physics, Geologia/Geology

11 dicembre 2018

Ritorno al passato remoto per il clima
 (© Science Photo Library / AGF)

L’effetto serra sta invertendo una tendenza generale al raffreddamento della Terra, il cui clima nel giro di un secolo o poco più potrebbe tornare a somigliare a quello di circa tre milioni di anni fa, se non addirittura di 50 milioni di anni fa. La preoccupazione maggiore è che in tutta la sua storia la vita non ha mai dovuto affrontare cambiamenti così veloci(red)

clima ambiente scienze della terra

Se le emissioni di gas serra si stabilizzeranno entro il 2030, il clima futuro della Terra dovrebbe assestarsi in condizioni simili a quelle che esistevano nel Pliocene medio, circa 3,3 milioni di anni fa. In caso contrario, vale a dire in assenza di una mitigazione delle emissioni, fra il 2100 e il 2150 il clima globale dovrebbe somigliare a quello del primo Eocene, circa 50 milioni di anni fa. È la conclusione di un gruppo di ricercatori, che illustrano il loro studio sui “Proceedings of the Nartional Academy of Sciences”.

Nel Pliocene, caratterizzato da un clima generalmente arido, le temperature erano tra 1,8 e 3,6 °C più elevate di oggi, mentre nell’Eocene le temperature globali superavano in media quelle odierne di ben 13 °C e le regioni artiche erano coperte da foreste e paludi simili a quelle che si trovano oggi nel sud degli Stati Uniti.

Ritorno al passato remoto per il clima
Ricostruzione di Leptictidium, mammifero vissuto all’inizio dell’Eocene, nel suo ambiente. Anche in periodi molto più caldi del nostro la vita è prosperata, ma non ha mai dovuto affrontare cambiamenti climatici veloci come quello che si prospetta oggi. (© Science Photo Library / AGF)

Tutte le specie viventi attuali hanno antenati che sono riusciti a sopravvivere e anche a prosperare in quei climi, ma quello che preoccupa gli scienziati è la velocità con cui potrebbero avvenire questi cambiamenti: “Ci stiamo muovendo verso cambiamenti molto drastici in un arco di tempo estremamente rapido – ha osservato Kevin D. Burke, primo firmatario dell’articolo, dell’Università del Wisconsin-Madison– invertendo nel giro di pochi secoli una tendenza al raffreddamento planetario durata ere geologiche.” Di fatto, sottolineano i ricercatori, il cambiamento in atto sembra avvenire più velocemente di qualsiasi altro che la vita sul pianeta abbia mai sperimentato.

Per arrivare a questa conclusione Burke e colleghi hanno confrontato i diversi scenari climatici previsti dai modelli dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) con quelli, testimoniati da dati geologici, di diversi periodi del passato: a partire dall’era pre-industriale (prima del 1850) all’Olocene medio (6000 anni fa) all’ultimo periodo interglaciale (129.000-116.000 anni fa), per scendere progressivamente al più remoto passato, fino agli inizi dell’Eocene.

Nelle ere geologiche più lontane nel tempo, all’inizio furono le aree al centro dei continenti a risentire maggiormente dei cambiamenti, che poi ampliarono i loro effetti verso l’esterno: questo, dicono i ricercatori, è plausibile che avvenga anche in futuro. Rispetto al passato però c’è una differenza: in quasi il nove per cento del pianeta, in particolare in zone dell’Asia orientale e sudorientale, nell’Australia settentrionale e lungo le coste delle Americhe, dovrebbero presentarsi condizioni climatiche locali “nuove”, per le quali cioè i ricercatori non hanno trovato nulla di analogo nelle epoche preistoriche esaminate.

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