513. anniversario della fondazione del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia

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Foto © ZENIT – HSM

Presentazione degli nuovi elmi neri e serie clip – Comunicato stampa GENNAIO 22, 2019 16:58

REDAZIONEMEDIA E COMUNICAZIONE – PAPA & SANTA SEDE

In occasione del 513esimo anniversario della fondazione del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia il 22 gennaio 2019 verranno indossati i nuovi elmi, fabbricati in materia sintetica ASA con stampa in 3D.

Inoltre verrà pubblicata online la prima clip della serie “1506 – la Guardia Svizzera Pontificia si racconta” con il tema “servizio d’onore” [Vatican News].

Il 22 gennaio verrà festeggiato come da tradizione con la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa “Santa Maria della Pietà in Campo Santo Teutonico”. Sono invitati come ospiti d’onore i religiosi dell’ordine “Fatebenefratelli”, che prestano il loro servizio presso la Farmacia Vaticana come anche presso la Direzione dei Servizi di Sanità ed Igiene.

Al termine della Santa Messa le Guardie Svizzere marceranno verso il Quartiere Svizzero, uscendo dall’Arco delle Campane attraversando cosi la Piazza di San Pietro. Questo per commemorare l’arrivo in Piazza di San Pietro dei mercenari Svizzeri il 22 gennaio 1506, anno di fondazione del Corpo.

Dopo il rientro nel Quartiere avrà luogo l’atto militare. Per la prima volta le guardie indosseranno i nuovi elmi neri in materia sintetica ASA prodotti con la stampante in 3D in Svizzera. Lo stesso giorno verrà pubblicato sui nostri canali dei social media la prima clip della serie „1506 – la Guardia Svizzera si racconta“ con il tema “servizio d’onore“. Dopo la clip di Natale che ha suscitato molto interesse la Guardia Svizzera vorrebbe trasmettere ulteriori informazioni sulla vita del Corpo. Questa prima clip mostra le Guardie Svizzere durante la preparazione di un ricevimento di un capo di stato, in questo caso l’arrivo del Presidente della Confederazione Elvetica, il Sig. Alain Berset. Così, nel corso dell’anno, la Guardia Svizzera il 20 di ogni mese con una clip su un tema specifico.

Youtube:
https://youtu.be/zl2vpROxQmE
Informazioni sulla Guardia Svizzera Pontificia: www.guardiasvizzera.va

 GENNAIO 22, 2019 16:58

MEDIA E COMUNICAZIONE – PAPA & SANTA SEDE

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Papa Francesco@Pontifex_it·23h

La mitezza e la tenerezza: queste virtù umane sembrano piccole, ma sono capaci di superare i conflitti più difficili.

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Papa Francesco@Pontifex_it·28 Jan

Rendo grazie a Dio per averci dato la possibilità di condividere questi giorni e vivere nuovamente questa GMG. Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto con la loro preghiera e che hanno collaborato col loro impegno e il loro lavoro!

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Papa Francesco@Pontifex_it·27 Jan

Andate e testimoniate quello che avete visto e udito, non con tante parole ma con gesti semplici e quotidiani. Non so se ci sarò alla prossima GMG, ma Pietro sicuramente ci sarà e vi confermerà nella fede.

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Nella Messa mattutina, il Papa ricorda la missione di ogni prete: “Mediatore tra Dio e gli uomini, non funzionario che non si sporca le mani”

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La seconda predica d’Avvento si sofferma sul discernimento e spiega in cosa consiste il vero “esame di coscienza”: non la semplice esposizione dei propri peccati ma il lasciarsi ‘scrutare’ da Dio

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Nella prima predica d’Avvento, il cappuccino, a partire dalla “teologia del terzo articolo”, riflette sulla terza persona della Trinità: “la meno conosciuta e amata, nonostante sia l’Amore in persona”

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Il “Giudizio Universale” della Cappella Sistina: lo spettacolo offerto da Papa Francesco a 1300 poveri

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Cappella Sistina – Foto © Antoine Taveneaux [GFDL (Http://Www.Gnu.Org/Copyleft/Fdl.Html) Or CC BY-SA 3.0 (Https://Creativecommons.Org/Licenses/By-Sa/3.0)], From Wikimedia Commons

Elemosineria Apostolica – Comunicato Stampa

GENNAIO 28, 2019 15:37

REDAZIONEARTE SACRA E BELLE ARTI – MISERICORDIA – PAPA FRANCESCO

Nel pomeriggio di lunedì 28 gennaio 2019, Papa Francesco – attraverso l’Elemosineria Apostolica – ha invitato i poveri, i senzatetto, i profughi, un gruppo di carcerati, le persone e famiglie più bisognose, insieme ai loro volontari, a partecipare allo spettacolo permanente: Giudizio Universale – Michelangelo and the secrets of the Sistin Chapel.

Lo spettacolo, che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, ha debuttato il 15 marzo 2018 come il primo spettacolo permanente italiano presso l’Auditorium Conciliazione, proprio a pochi passi dalla vera Cappella Sistina. Creato da Marco Balich, prodotto dalla Artainment Worldwide Shows e realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, lo spettacolo della durata di 60 minuti è costruito per offrire un’esperienza complementare alla visita della famosa Cappella: attraverso le proiezioni immersive a 270°, la musica, gli attori, le luci e la danza, lo spettatore è condotto al centro della Cappella Sistina e accompagnato in un viaggio attraverso il tempo per scoprire la storia del capolavoro di Michelangelo e le meraviglie di quest’opera, che è stata definita dagli studiosi come un esempio eccellente di Biblia Pauperum.

E proprio ai meno abbienti e più bisognosi, oggi è riservata un’intera replica dello spettacolo. Questo evento di carità è stato reso possibile grazie all’Artainment Worldwide Showsche ha messo a disposizione gratuitamente tutti i 1.300 posti del grande auditorium per i poveri invitati dal Santo Padre.

GENNAIO 28, 2019 15:37

ARTE SACRA E BELLE ARTI – MISERICORDIA – PAPA FRANCESCO

Cerimonia di congedo da Panamá all’Aeroporto di Tocumen e rientro a Roma

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Partenza Da Roma (23/01/2019) – Foto © Servizio Fotografico – Vatican Media

Viaggio Apostolico di Papa Francesco a Panamá in occasione della
XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù (23-28 gennaio 2019) – Telegramma al Presidente della Repubblica di Panamá

GENNAIO 28, 2019 14:37

REDAZIONEGIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ – PAPA FRANCESCO – VIAGGIO APOSTOLICO

Alle ore 17.30 locali (23.30 ora di Roma) il Santo Padre Francesco è arrivato all’Aeroporto Internazionale di Tocumen dove ha avuto luogo la cerimonia di congedo da Panamá.
Al Suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica, Juan Carlos Varela Rodríguez, e dalla Consorte presso il salone appositamente allestito ove ha avuto luogo un breve
incontro.
Dopo l’esecuzione degli inni e il saluto ai vescovi, il Papa è salito a bordo di un B787 dell’AVIANCA per far ritorno in Italia.
L’aereo con a bordo il Papa di ritorno dal Viaggio Apostolico nella Repubblica di Panamá è decollato alle ore 18.25 locali (00.25 ora di Roma). L’arrivo all’Aeroporto di Roma-Ciampino è previsto per le ore 11.50 di lunedì 28 gennaio.

Telegramma al Presidente della Repubblica di Panamá
Subito dopo la partenza in aereo da Panamá, il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica, Sig. Juan Carlos Varela Rodríguez, il seguente messaggio telegrafico:

HIS EXCELLENCY JUAN CARLOS VARELA RODRIGUEZ
PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF PANAMA
PANAMA CITY

RETURNING TO ROME AT THE CONCLUSION OF MY APOSTOLIC VISIT TO PANAMA I ONCE AGAIN EXPRESS THANKSGIVING TO ALMIGHTY GOD FOR THE MANY GRACES RECEIVED OVER THE PAST DAYS. WITH RENEWED GRATITUDE FOR THE HOSPITALITY I HAVE RECEIVED, I ASSURE YOUR EXCELLENCY AND ALL THE BELOVED PEOPLE OF PANAMA OF MY CONTINUED PRAYERS FOR THE PEACE ANDPROSPERITY OF THE NATION. AS A PLEDGE OF JOY IN THE LORD, I GLADLY INVOKEUPON ALL OF YOU GOD’S ABUNDANT BLESSINGS.

FRANCISCUS PP.GENNAIO 28, 2019 14:37

GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ – PAPA FRANCESCO – VIAGGIO APOSTOLICO

TEORIA DEL GRANDE FILTRO – RISPOSTA AL PARADOSSO DI FERMI – ARE WE ALONE?

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[OBY] Divulgazione Scientifica

Pubblicato il 29 lug 2018

E ‘ possibile che una civiltà di creature tecnologicamente avanzate riesca a sopravvivere abbastanza a lungo per riuscire ad esplorare le galassie? https://arxiv.org/abs/1806.02404

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Scienze e tecnologie

E SE NON ESISTESSERO? [RIFLESSIONI]

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[OBY] Divulgazione Scientifica

Pubblicato il 24 lug 2017

Gruppo facebook [OBY] https://www.facebook.com/groups/12747…

Vi ripresento due vecchi video in uno, in cui vi propongo una lunga serie di riflessioni sulla vita aliena evoluta nell’universo. Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita aliena come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”. Partiamo da questa ipotesi di Fermi per cercarne la risposta attraverso una serie di motivazioni per cui gli alieni non sono stati ancora trovati o perché gli alieni non hanno trovato noi.

http://www.nickbostrom.com/extraterre…

http://www.lescienze.it/news/2007/12/…

http://www.nationalgeographic.it/scie…

http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/…

http://hypescience.com/aliens-10-moti…

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Scienze e tecnologie

Live: Siamo soli nell’Universo?

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MEDIAINAF TV

Trasmesso dal vivo in streaming il 12 gen 2019

Conosciamo ormai migliaia di pianeti extrasolari, e sappiamo che le condizioni per trovare forme di vita elementari ci sono anche in alcuni satelliti dei giganti gassosi nel nostro sistema solare. Ma quindi quanto manca a un incontro con un extraterrestre? Per rispondere a questa e ad altre domande, abbiamo ospiti Amedeo Balbi e Daniela Billi, dell’Università di Roma “Tor Vergata” e John Brucato dell’Osservatorio astrofisico di Arcetri dell’Inaf. A condurre l’incontro e raccogliere le vostre domande in diretta c’è Elisa Nichelli.

— MediaInaf Tv è il canale YouTube di Media Inaf (http://www.media.inaf.it/)

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Scienze e tecnologie

Una stella dal disco protoplanetario deformato

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Una stella dal disco protoplanetario deformato


02 gennaio 2019

Attorno a una stella in via di formazione è stato osservato un disco protoplanetario deformato, una caratteristica che potrebbe spiegare perché in diversi sistemi planetari extrasolari le orbite dei pianeti si trovano in piani differenti o diversi da quello dell’equatore stellare (red) 

Una protostella giovanissima, circondata da un disco di gas e polveri (detto disco protoplanetario) fortemente deformato, è stata individuata da un gruppo di astronomi dell’Università di Tokyo e del Riken Cluster for Pioneering Research a Saitama, in Giappone, grazie ai dati raccolti del radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), in Cile.

La scoperta – illustrata in un articolo su “Nature” – suggerisce che il disallineamento delle orbite dei pianeti osservato in vari sistemi extrasolari possa essere una conseguenza di analoghe distorsioni nel disco di polveri e gas da cui si sono formati i pianeti.

Nel nostro sistema solare i pianeti orbitano tutti in un piano che si discosta di poco da quello dell’equatore del Sole. Le osservazioni astronomiche hanno però mostrato che in altri sistemi le cose vanno altrimenti e a volte i pianeti si muovono in piani con differenti inclinazioni o con un’inclinazione diversa da quella dell’equatore stellare.

Una stella dal disco protoplanetario deformato
Raffigurazione artistica del disco protoplanetario di L1527 (Cortesia RIKEN)

Una possibile spiegazione è che alcuni di questi pianeti dall’orbita anomala siano stati sbalzati dalla loro orbita originaria da una collisione con qualche corpo celeste, per esempio, un altro pianeta in formazione, o in seguito a una perturbazione gravitazionale dovuta a una stella di passaggio. In alternativa, l’anomalia potrebbe essere legata a una deformazione del disco protoplanetario precedente alla formazione dei pianeti, una possibilità che non era stata ancora documentata.

La stella ora individuata da Nami Sakai e colleghi, chiamata L1527, si trova a circa 450 anni luce di distanza da noi, nella Nube del Toro, e si stima che abbia un’età di appena qualche decina di migliaia di anni. Il suo disco protoplanetario appare dotato di una struttura ritorta, in cui si puòdistinguere una parte interna che si estende fino a circa 40 unità astronomiche dalla stella, che ruota in un piano, ma poi si flette verso una parte  più esterna, che fra le 60 e le 80 unità astronomiche si muove in un piano diverso.

Ora si tratta di capire che cosa ha provocato la deformazione del disco. “Una possibilità – dice Sakai – è che siano ancora presenti le irregolarità nel flusso di gas e polvere della nube che condensandosi ha dato il via alla formazione della stella, e che queste irregolarità  si manifestino come una deformazione del disco. Una seconda possibilità è che il campo magnetico della protostella si trovi in un piano diverso dal piano di rotazione del disco, e che il disco interno venga stirato dal campo magnetico in un piano diverso dal resto del disco.” I ricercatori sperano che l’osservazione di altri casi come quello di L1527 permettano di dare una risposta al quesito.

Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia

Fisica/Physics, Genetica/Genetics, Neuroscienze/Neuroscience
Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia


31 dicembre 2018

Il tumultuoso passato del genoma umano, i virus come componente fondamentale della vita, gli enigmatici meccanismi della cognizione e della memoria: sono i temi più importanti che hanno segnato l’anno appena passato nel campo della biologia di John Rennie/Quanta Magazine
La legge di Metcalfe, che afferma che il valore di una rete cresce con il quadrato del suo numero di nodi, è un pilastro della teoria delle telecomunicazioni. Ma riguarda anche la biologia, perché anche l’insieme delle connessioni della vita è una rete.

Ogni anno che passa porta alla luce nuove varietà di interconnessioni e relazioni tra la sempre più ampia diversità di organismi, cellule, geni e biomolecole noti alla scienza. A causa dell’evoluzione, possiamo vedere come la rete della vita si estende anche nel tempo, con connessioni genomiche che collegano organismi molto diversi tramite antenati comuni.

Abbiamo una comprensione sempre più approfondita dei principi matematici che governano il modo in cui tutte le “infinite forme bellissime” di Charles Darwin sopravvivono, si adattano, si moltiplicano e prosperano.

Nel 2018, i ricercatori hanno acquisito informazioni utili sulle collaborazioni genetiche che producono cellule viventi e sui meandri del passato genomicamente tumultuoso della vita.

Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia
Illustrazione della doppia elica del DNA. Recenti risultati portano a formulare nuove ipotesi sui geni e sulle loro funzioni. (Science Photo Library / AGF) 

I virus iniziano a sembrare meno parassiti, propaggini quasi-vive di cellule “reali” e più simili a una componente cruciale della vita stessa. Anche molti talenti nascosti condivisi da cellule complesse stanno diventando più evidenti.

E sebbene siamo lontani dal comprendere veramente la più intricata e potente rete biologica, il cervello, i neuroscienziati hanno compiuto progressi significativi nella comprensione di aspetti della cognizione e della memoria, tra molti altri traguardi.

Di quanti geni hanno bisogno le cellule?
Quando si identifica un gene, la domanda che sorge spontanea è: “Che cosa fa?” Quali caratteristiche o tratti il gene determina o almeno influenza?

Spesso è difficile dirlo, e una ricerca sul lievito pubblicata in aprile ha mostrato il perché: i geni funzionalmente interconnessi o ridondanti sono così tanti che la loro piena importanza è difficile da valutare se considerati da soli. Il lavoro corrobora una recente proposta radicale per un modello di genetica definito “onnigenico”, in cui essenzialmente tutti i nostri geni esercitano un’influenza su ogni tratto.

Dove si nascondono gli ndizi cronologici sulla storia antica della vita
Molti dei principali eventi evolutivi nella storia profonda della vita, centinaia di milioni o miliardi di anni fa, potrebbero essere stati causati da trasferimenti “orizzontali” (trasduzioni) di geni tra microrganismi differenti tra loro.

La registrazione di quegli eventi, in linea di principio, dovrebbe essere scritta nel DNA degli organismi, ma sembrava probabile che la natura caotica di quei trasferimenti avesse anche confuso i dettagli genomici al di là di ogni possibile ricostruzione.

Eppure quest’anno due gruppi di ricerca hanno dimostrato che questo problema è stato risolto. Uno ha sviluppato algoritmi per ricostruire l’ordine in cui si verificavano con più probabilità insiemi di trasferimenti orizzontali; l’altro ha esaminato attentamente la trasduzione di un particolare insieme di geni per dedurre quanto tempo fa sono evoluti i microrganismi che producono metano.

La straordinaria importanza dei trasferimenti genici orizzontali per l’evoluzione batterica è apparsa chiara in un annuncio di ottobre. Mentre studiava un tipo di batteriofago (un virus che infetta i batteri), un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato un nuovo modo con cui i virus possono raccogliere frammenti di DNA batterico che potrebbero rendere i trasferimenti orizzontali mille volte più estesi. I trasferimenti orizzontali mediati da virus potrebbero infatti essere la principale spinta dell’evoluzione batterica.

Somiglianze di linguaggi
I virus stanno diventando sorprendentemente rilevanti anche per le comunicazioni intercellulari.

Le cellule comunicano abitualmente trasmettendo informazioni molecolari l’una all’altra, spesso tramite piccole vescicole extracellulari che somigliano decisamente a virus. Lavori recenti hanno dimostrato che la somiglianza è più che casuale.

I virus hanno dirottato alcuni meccanismi di comunicazione intercellulare per i loro scopi riproduttivi, ma le cellule hanno anche preso in prestito alcune molecole dai virus per perfezionare il processo di formazione delle vescicole.

Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia
I virus sono probabilmente una componente essenziale per la vita stessa: l’ipotesi emerge dalla loro somiglianza con le vescicole utilizzate dalle cellule per scambiarsi segnali. (Olena Shmahalo/Quanta Magazine) 

Come ha osservato uno degli scienziati che ha diretto questo lavoro, virus e vescicole extracellulari sembrano essere disposti su una sorta di continuum: può essere difficile dire categoricamente dove iniziano i virus e dove finiscono le vescicole extracellulari. (Le distinzioni tra virus e cellule diventano ancora più sfocate con la scoperta di un gruppo di virus giganteschi, più grandi di alcuni batteri, che hanno un insieme quasi completo dei geni necessari per la vita indipendente.)

Il segreto della ricrescita degli arti
Quando si tratta di guarire le ferite, nulla è più impressionante della capacità di alcuni organismi (ma ahimé, non degli umani adulti) di far ricrescere gli arti mancanti. L’impareggiabile campione della rigenerazione degli arti tra i vertebrati è la salamandra chiamata axolotl, e la scienza della rigenerazione ha fatto un grande passo in avanti all’inizio di quest’anno con la pubblicazione di una sequenza completa del genoma di un axolotl.

Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia
Un esemplare di Ambystoma mexicanum, meglio noto con il suo nome comune di axolotl (Science Photo Library / AGF)

Nel frattempo, studi correlati stanno esplorando l’idea non ortodossa che anche alcuni fenomeni bioelettrici, oltre a quelli biochimici, siano importanti durante lo sviluppo e la rigenerazione: alcuni dati suggeriscono che anche prima che il sistema nervoso funzioni, il cervello sfrutti segnali bioelettrici per guidare la crescita degli arti embrionali.

Predire il futuro per dare senso al presente
Capire come il cervello svolga compiti complessi di cognizione, percezione e memoria è una delle sfide più scoraggianti della scienza.

Una teoria controversa si basa sul concetto di codifica predittiva: lavorando a partire da un modello interno di realtà che prevede ciò che accadrà dopo, il cervello confronta costantemente le esperienze reali con le sue aspettative e quindi aggiorna il modello di conseguenza. È un’idea interessante, se i ricercatori riusciranno a capire in che modo il cervello potrebbe metterla in pratica.

Per ricordare, il cervello deve dimenticare attivamente
La memoria rappresenta un enigma formidabile persino tra i processi cognitivi.

Per decenni, i ricercatori hanno studiato come il cervello memorizza le informazioni sulle esperienze e gli errori di memoria sono stati spesso considerati semplici fallimenti del sistema. Questo potrebbe essere un errore: i neuroscienziati stanno accumulando prove che dimenticare è parte cruciale del nostro processo di apprendimento e che le tracce di memoria di nuove esperienze possono essere normalmente destinate a scomparire in modo automatico.

Genoma, virus e memoria: il 2018 della biologia
I meccanismi della memoria si basano su un continuo processo di oblio: è quanto emerso da recenti studi. (Toma Vagner for Quanta Magazine) 

Tuttavia, ciò non significa che i ricordi si possano sempre cancellare facilmente: monitorando quello che accade nel cervello durante i processi di apprendimento, alcuni ricercatori hanno osservato una riluttanza a rinunciare a modelli di risposta consolidati a favore di nuovi. E altri scienziati hanno avuto successo nel migliorare i ricordi di alcuni soggetti monitorando i loro ritmi cerebrali e applicando scosse precise al momento giusto.

(L’originale di questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2018 da QuantaMagazine.org, una pubblicazione editoriale indipendente online promossa dalla Fondazione Simons per migliorare la comprensione pubblica della scienza. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)