Un Viaggio Verso la fine dell’Universo

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IL LATO POSITIVO
12 ott 2019

Che cosa ci succederà tra qualche centinaio di anni? O mille? E quando finirà l’Universo? Come diamine faccio io a saperlo? Ehi, nessuno lo sa con certezza, ma possiamo raccogliere tutte le teorie esistenti e scoprirlo insieme. Tra 100 anni, Tra un secolo, gli umani saranno la prima specie vivente al di fuori della Terra. Tra 1.000 anni, l’umanità avrà accettato la tecnologia, non solo come parte integrante della quotidianità, ma anche all’interno del proprio corpo. Hai mai sentito parlare dei cyborg? Se per te è troppo fantascientifico, beh, preparati: è esattamente quello che diventeremo. Fra 100.000 anni molte delle costellazioni che conosciamo diventeranno irriconoscibili a causa del movimento naturale delle stelle. E proprio nello stesso momento, la Terra celebrerà l’evento con un’eruzione super-vulcanica, con magma caldo e cenere che ricopriranno migliaia e migliaia di miglia di chilometri quadrati….

Segnalibri:

Colonizzazione di Marte 0:37
Diventeremo cyborg? 1:01
Un’eruzione super-vulcanica 1:56
Distruzione di massa sulla Terra 2:17
L’esplosione di Betelgeuse 2:34
Cosa succederà a Marte? 2:45
Quando cesserà di esistere la vita sul nostro pianeta? 3:25
La nascita di una nuova galassia 3:54
Non ci saranno più nuove stelle 4:53
L’era del declino 5:10
L’era del buco nero 6:43
L’era in cui il tempo non conta 7:21
La nascita di un nuovo universo 8:07

SOMMARIO:

– Tra 100 anni, Tra un secolo, gli umani saranno la prima specie vivente al di fuori della Terra.
– E andiamo a … 10.000 anni da oggi. Antares, la stella supergigante rossa, che è la quindicesima più luminosa nel nostro universo, esploderà in una supernova.
– Fra 100.000 anni molte delle costellazioni che conosciamo diventeranno irriconoscibili a causa del movimento naturale delle stelle.
– Tra 500.000 anni, il nostro pianeta sarà colpito da un enorme masso: un asteroide di circa 800 metri di diametro. Se non troveremo un modo per evitare l’impatto, causerà una distruzione di massa sulla Terra
– In 1 milione di anni, su Urano due lune di su quattro si scontreranno, causando il caos.
– Solo 400.000 anni dopo, Phobos, uno dei due satelliti di Marte, si spezzerà a causa della gravità crescente e il pianeta rosso avrà una serie di anelli, proprio come Saturno.
– Tra 110 milioni di anni il Sole diventerà più luminoso dell’1%. Cambierà il clima su ogni pianeta del sistema solare, rendendolo molto più caldo.
– Tra 4 miliardi di anni la galassia della Via Lattea si scontrerà con la galassia di Andromeda.
– Tra 7,9 miliardi di anni, il Sole aumenterà trasformandosi in un gigante rosso, inghiottendo i pianeti più vicini. Compreso quel pezzo di roccia rovente che una volta era la Terra.
– Tra 100 miliardi di anni, l’Universo si allungherà così tanto e così velocemente che le galassie non si vedranno nemmeno più.
– Tra 1 trilione di anni, nuove stelle smetteranno di apparire nello spazio.
– Tra 100 trilioni di anni inizierà l’era del declino. Senza carburante, le nuove stelle smetteranno del tutto di formarsi, anche se qualche tentativo ci sarà.
– Tra 120 trilioni di anni, al posto delle stelle normali resteranno solo le stelle nane bianche e marroni.
– Tra 1 quadrilione di anni, tutti i pianeti verranno espulsi dalle loro orbite e inviati alla deriva, nel freddo e buio dello spazio esterno.
– Tra 1 quintilione di anni ciò che una volta erano stelle verranno espulse dalle loro galassie, vagando nell’Universo vuoto per il resto dei millenni.
– Ora, per quintilioni di quintilioni di anni, non ci sarà più nulla; questo periodo si chiama Era Oscura, e il tempo non avrà più importanza.
– Il falso vuoto si è appena gonfiato, si è riscaldato raggiungendo temperature estreme, esplodendo nello spazio vuoto e riempendolo di nuova energia.
– Dando vita a un nuovo universo, e forse non soltanto uno solo. Conosci questo evento come il Big Bang. Ecco come è nato il nostro Universo e come probabilmente rinascerà dopo miliardi e miliardi di anni.

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Chi sono e cosa hanno scoperto i Premi Nobel per la Fisica 2019 ?

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17 ott 2019

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Dov’è il Centro dell’universo e dove sono i Margini? https://youtu.be/5e6tHLv1hRY
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5 incredibili oggetti nell’Universo, che nessuno è in grado di spiegare

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L’Inspiegabile
17 ott 2019

Il mio libro “L’Inspiegabile” (https://amzn.to/2l4O0SE), edito da De Agostini, è già disponibile in tutte le librerie.

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Se vuoi suggerirmi nuovi argomenti, puoi mandarmi un’email all’indirizzo: linspiegabile@gmail.com

Vi sono oggetti nell’Universo che, a tutt’oggi, rappresentano un grande mistero per l’umanità. Oggi te ne farò conoscere 5 che, incredibilmente, la scienza non è ancora stata in grado di spiegare.

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Intrattenimento

Un religioso BIG BANG

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IL DIRETTORE DELLA SPECOLA VATICANA Angelo Secchi FU IL PIONIERE DELLA SPETTROSCOPIA

«Scusi, ma come fa ad essere sicuro che l’universo è nato 13,7 miliardi di anni fa?». Siamo a il Festival della Scienza, l’auditorium è gremito di spettatori di tutte le età e, dalle domande al termine della conferenza, si percepisce un curioso imbarazzo. Sul palco c’è un prete che parla di astronomia e dice cose che non tutti si aspettavano di ascoltare.
«Immaginiamo di comprimere la storia dell’universo in un solo anno», dice padre José Gabriel Funes SJ. «Il Big Bang è avvenuto il primo gennaio. A febbraio è nata la Via Lattea e il 3 settembre la Terra. Le scoperte di Galileo, risalgono a un secondo fa». Perché quando a parlare sul tema «L’evoluzione dell’universo» c’è il direttore della Specola Vaticana – avamposto astronomico della Chiesa dal 1891 – il pubblico si divide fatalmente in due: quelli che sperano di sentirgli dire che il creazionismo è una fandonia, e quelli che sperano di ascoltare parole sulla supremazia della fede sulla scienza.
Ma non aspettatevi questo da José Gabriel Funes SJ, nato a Cordoba in Argentina , astronomo e gesuita che si divide fra Città del Vaticano e Tucson, in Arizona, dove la Specola Vaticana ha un osservatorio celeste. «Il Big Bang – risponde padre Funes a quel ragazzo che nutre dubbi sull’esplosione primordiale – è la migliore spiegazione che abbiamo oggi sulla nascita dell’universo: è comprovata scientificamente da numerose osservazioni e non è in contrasto con la fede. La Bibbia non è una spiegazione scientifica del mondo: è stata scritta da uomini ispirati da Dio, migliaia di anni fa».
«Non c’è nessuna contraddizione, fra essere un teologo e un astronomo», ci assicura più tardi, seduto davanti a un caffè. Difatti, a nominargli Galileo, risponde con la facilità di chi si è sentito fare mille volte la stessa domanda. «Non è facile ammettere i propri errori e la Chiesa, seppur tardivamente, lo ha fatto. Credo sia il momento di voltare pagina e guardare avanti. Per quanto mi riguarda, è grazie a Galileo, se io sono qui».
Per l’esattezza, è grazie a Gregorio XIII – l’artefice del Calendario gregoriano – se il Vaticano cominciò già nel lontano 1582 a occuparsi di astronomia. Il primo osservatorio era a San Pietro ma, per difendersi dall’inquinamento luminoso, è stato prima spostato a Castel Gandolfo (1935) e poi sul monte Graham in Arizona (1993). «Nessuno dovrebbe meravigliarsi: padre Secchi diceva le stesse cose che dico io», si schernisce Funes. Angelo Secchi, gesuita, nato nel 1818, è il suo più insigne predecessore alla direzione dell’Osservatorio Vaticano: fu il primo astronomo a classificare le stelle a seconda del loro spettro o, se volete, della loro temperatura.
La questione però, come dimostra il composito pubblico genovese, è decisamente più spinosa: non tutti, dentro alla Chiesa, la pensano come Secchi e soprattutto come Funes, ora che nell’ultimo secolo la scienza ha guardato meglio dentro al cosmo. Perché, in qualche modo, una visione più moderna del mondo non vede più il genere umano al centro del creato.
«Si calcola che ci siano 100 miliardi di galassie – dice Funes al suo pubblico – ovvero 15 galassie per ogni essere umano vivente. Ognuna, può contenere 100 miliardi di stelle». «Non abbiamo ancora la prova che esistano altre civiltà, ma ci sono alte probabilità e questa sarebbe una delle scoperte più importanti della storia. E chi dice che questa non sia la posizione della Chiesa? Non è vero». E ancora: «La teoria della stringhe è molto interessante, seppur tutta da confermare. Qualora si rivelasse esatta, invece di un solo universo, potrebbero essercene molti. E se ce n’è uno con 100 miliardi di galassie, perché non ce ne possono essere tanti?».
L’astronomo Funes è sicuro che l’universo sia nato 13,7 miliardi di anni fa. Il teologo Funes è convinto che sia opera di un Creatore. «Non si può spiegare tutto con la scienza, perché nell’essere umano c’è molto più di quel che si può scientificamente osservare. Ma se la religione si chiude alla scienza diventa fondamentalista, con tutti i suoi rischi». Del resto, «sia la scienza che la religione, ci dicono che chi cerca la verità, la troverà». E così sia.


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Quando esplose il centro della galassia

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MEDIAINAF TV
10 ott 2019

Per saperne di più: https://www.media.inaf.it/2019/10/10/…

Nel 2003 sono stati scoperti per la prima volta i residui di un’intensa emissione di energia dal centro della nostra galassia, una gigantesca esplosione che ha prodotto due lobi di gas, uno sopra e uno sotto il disco della Via Lattea.

Se il primo a intravedere questa struttura fu un prototipo di satellite spia per missili intercontinentali, è stato poi nel 2010 l’osservatorio spaziale Fermi della Nasa a disegnarne i precisi contorni in raggi gamma, mostrando l’enorme potenza dell’evento che ha dato origine a tale poderosa struttura, ora denominata bolle di Fermi.

Evento che, come spiega Joss Bland-Hawthorn dell’Università di Sidney, uno degli scopritori delle bolle, deve essere stato originato dal buco nero centrale della nostra galassia, Sagitarrius A*, a causa – diciamo così – di un pasto eccessivamente abbondante e frettoloso. Tuttavia, finora non si aveva idea di quando fosse avvenuta questa esplosione.

Ora, uno studio guidato dallo stesso ricercatore, è riuscito a determinare che il pantagruelico banchetto deve essere avvenuto circa tre milioni e mezzo di anni fa: un battito di ciglia nella vita di una galassia!

Per arrivare al risultato il gruppo di ricerca, ha preso in considerazione la cosiddetta corrente magellanica, un flusso d’idrogeno che scorre dalle Nubi di Magellano, formato dall’interazione gravitazionale tra la Via Lattea e le due piccole galassie satelliti.

Il getto energetico prodotto dal buco nero centrale, durato per qualcosa come 300mila anni, ha dato origine a due enormi “coni di ionizzazione” che si sono espansi sempre più mano a mano che uscivano dalla galassia, arrivando a interessare alcune zone della corrente di Magellano, ionizzando l’idrogeno presente.

Grazie ad osservazioni spettroscopiche con il telescopio Hubble, che hanno sfruttato la luce retrostante di alcuni quasar, i ricercatori sono riusciti a ricostruire a ritroso la storia della bolle di Fermi, datando la loro origine, come si diceva, attorno ai 3 milioni e mezzo di anni fa.
Un’epoca in cui sulla Terra un nostro progenitore, alzando gli occhi verso il centro della Via Lattea, avrebbe probabilmente potuto scorgere uno strano bagliore.

Servizio di Stefano Parisini, Media Inaf Crediti video: J. Josephides/T. Tepper-Garcia/ASTRO 3D, NASA/Goddard Space Flight Center Musica: Obscure, Ghibli on Dune, gentilmente concesse da Andrea Michele Vincenti

Per saperne di più leggi l’articolo su Media Inaf con l’intervista all’italiana Magda Guglielmo dell’Università di Sidney: https://www.media.inaf.it/2019/10/10/…

MediaInaf Tv è il canale YouTube di Media Inaf (http://www.media.inaf.it/)

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Scienze e tecnologie

Scienziati scoprono un enorme vuoto nei pressi della nostra Galassia

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IL LATO POSITIVO
7 ott 2019

“Il cosmo è in costante espansione.” Lo avrai sentito dire chissà quante volte, eppure siamo sicuri di averci mai ragionato su? Se la Terra è uno dei pianeti del sistema solare, il quale a sua volta è una minuscola parte della Via Lattea, la quale a sua volta è solo una delle infinite galassie sparse per l’universo… Immagina se casa tua, anziché trovarsi in un grazioso quartiere con belle stradine, boschetti con scoiattoli e chioschi di gelati, fosse isolata in mezzo al nulla. Fuori casa vedresti nient’altro che un vuoto inabitabile, a perdita d’occhio. Bene, quella casa è la nostra galassia, appesa nel cosmo in un immenso mare di nulla. Un nulla che peraltro continua ad espandersi, esponenzialmente.

SEGNALIBRI:

L’inizio di tutte le cose 1:13
Un’area di Nulla appena accanto a noi 3:20
Come mai è così interessante per gli scienziati 3:49
Una mappa 3D della galassia 5:37
Perché è definito “vuoto”? 7:25
… E di che cosa è composto? 7:52

#spazio #astronomia #illatopositivo

SOMMARIO:

– Tutto iniziò con il Big Bang. Nello spazio di piccole frazioni di secondo (per la precisione, una frazione a 31 zeri!), l’universo ebbe inizio e ragazzi ne ha fatta di strada da allora!

– La nostra galassia, la Via Lattea, fa parte di un gruppo con altre galassie, denominato “Gruppo Locale”.

– Il Gruppo Locale è solo una piccola ramificazione di un gruppo ancora più grande, chiamato Supercluster di Laniakea. Ne fanno parte oltre 100.000 galassie, e la nostra è solo una delle tante.

– Accanto a noi esiste un’area immensamente vasta di puro nulla, che gli astronomi hanno battezzato Vuoto Locale.

– La Via Lattea si sta allontanando da questo vuoto a più di 250 km al SECONDO!

– La gravità spinge le galassie ad avvicinarsi tra loro, di conseguenza il vuoto si espande sempre di più.

– Gli astrofisici sperano inoltre che queste regioni “vuote” ci facciano capire qualcosa di più sull’energia oscura.

– L’autore dello studio, R. Brent Tully, è stato anche a capo del team che ha scoperto il vuoto locale, nel 1987.

– Grazie ai dati raccolti nelle loro osservazioni e alle misurazioni di tutto ciò che hanno visto o soltanto intuito, i ricercatori hanno potuto ricostruire una mappa 3D del nostro angolino di universo.

– La mappa dimostra che, così come tutto l’universo, anche il Vuoto è in espansione.

– Nel corso degli ultimi 30 anni, gli astronomi hanno lavorato sodo per capire meglio il moto della Via Lattea, di Andromeda e delle varie galassie nane. Dai risultati sembra chiaro che il loro moto precede l’espansione dell’universo di circa 600 km al secondo.

– Ma quindi davvero nel vuoto locale c’è unicamente il nulla, per 150 milioni di anni-luce? Praticamente sì.

– Ironicamente, proprio a causa del fatto che questi immensi spazi vuoti nel cosmo contengono poca o nessuna materia, finiscono col riempirsi di qualcos’altro. E quel qualcos’altro è l’Energia Oscura.

– La scienza non ha ancora chiarito di cosa si tratta, ma molto probabilmente c’entra con il vuoto cosmico e lo spazio-tempo.

– Tornando al vuoto locale, quello vicino alla nostra galassia, lì dentro c’è praticamente il nulla assoluto, perciò l’energia oscura ha via libera.

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Gli Scienziati hanno appena Scoperto 300.000 Galassie nascoste

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IL LATO POSITIVO
25 lug 2019

Avete mai guardato il cielo notturno e siete rimasti affascinati da quella brillante fascia luminosa di stelle? Beh, quella è la Via Lattea, la galassia dove si trova il nostro sistema solare. E il sole non è l’unica stella nella Via Lattea, e la Via Lattea non è l’unica galassia nell’universo. Da tempo gli astronomi stanno cercando di scoprire esattamente quante galassie ci sono nell’universo e non crederai ai numeri che hanno tirato fuori! Oggi abbiamo telescopi sia a terra che nello spazio, che osservano costantemente il vasto universo per rilevare le galassie più deboli e distanti. Nel 2016, uno studio condotto da un team di astronomi, guidato da un astrofisico dell’Università di Nottingham, ha utilizzato un modello 3D delle immagini raccolte in 20 anni dal telescopio spaziale Hubble per determinare il numero di galassie esistenti. Quello che hanno trovato è stato sorprendente…

Segnalibri:

Le stelle variabili 1:17
125 miliardi di galassie? Beh, non sono molte… 3:11
Che cos’è l’universo osservabile è 3:46
La galassia più lontana (è davvero molto, molto lontana) 4:28
La stella che vediamo a 4 anni nel passato 5:10
Quanti anni ha l’universo? 5:54
La stella più lontana che abbiamo visto fino ad oggi 7:18
E che dire di 300.000 nuove galassie? 8:44

#lospazio #pianeti #latopositivo

SOMMARIO:

– Con il passare del tempo, man mano che gli umani progredivano, anche la nostra visione dell’universo si trasformava.

– Per gran parte della storia umana, abbiamo considerato la Via Lattea come l’unico universo.
E abbiamo pensato che tutte le stelle che vediamo appartengano ad essa.

– La nostra convinzione non cambiò fino al 1900, quando scienziati come Henrietta Swan Leavitt ed Edwin Hubble identificarono le stelle la cui luminosità sembrava cambiare quando osservata dalla terra.

– Poi venne Hubble, che, usando il telescopio “Hooker” al “Mount Wilson Observatory”, in California, identificò molte di queste stelle variabili.

– Oggi abbiamo telescopi sia a terra che nello spazio, che osservano costantemente il vasto universo per rilevare le galassie più deboli e distanti.

– Gli scienziati hanno determinato che ci sono circa 125 miliardi di galassie.
Ma quel numero era nulla rispetto a ciò che gli scienziati avrebbero scoperto qualche anno dopo.

– Nel 2016, un team di astronomi ha affermato che ci sono oltre 2 trilioni di galassie.
Queste galassie si trovano in quello che è noto come l’universo osservabile.

– La luce del nostro Sole, che è solo circa 150 milioni di km lontano dalla Terra, impiega 8 minuti e 20 secondi per arrivare qui.
E così, se la luce della stella più vicina, Alpha Centauri, ci mette più di 4 anni per raggiungerci, significa che noi vediamo quella stella a 4 anni nel suo passato.

– È ormai constatato che l’universo ha circa 13,8 miliardi di anni.

– Un aspetto molto affascinante, eppure a volte confuso, è che la sua dimensione non è permanente.
Invece, sta crescendo da quando è stata creata dal Big Bang.

– L’enorme stella blu soprannominata “Icaro” è la stella individuale più lontana che abbiamo visto fino ad oggi.
– Ma anche con questi sistemi avanzati, gli scienziati dicono che finora sono stati in grado di tracciare solo il 2% del cielo.

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l’UNIVERSO è MOLTO più GRANDE di Quanto Pensi

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Prestigio
8 set 2019

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6 ott 2019

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L’Universo dei record

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AsiTV
7 ott 2019

Ecco gli oggetti più grandi del cosmo

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