Across the Universe: Faith in the search

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Cristianesimo/Christianity, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
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6 settembre 2018

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 8 di 184 nella serie  Across the Universe

Questa colonna è stata pubblicata per la prima volta su The Tablet  a ottobre 2016

L’istituto SETI nella Silicon Valley in California utilizza notoriamente una serie di radiotelescopi per cercare segnali da extraterrestri intelligenti.Incontrandosi come parte del loro Science Advisory Board [nel 2016], ho sentito la fondatrice Jill Tarter insistere sul fatto che il loro lavoro era basato sulla scienza razionale, non sulla “fede”. Non ero d’accordo.”Non puoi ancora provare che la vita aliena esiste”, ho spiegato. “Ma devi avere fiducia che è lì, nonostante la mancanza di prove; è per questo che continui a cercare. “

Una delle cose più belle dell’essere un astronomo vaticano è che posso uscire con persone davvero fantastiche … come Jill Tarter e Frank Drake al SETI Institute

La vita extraterrestre è un esempio di qualcosa che crediamo dovrebbe esistere, dato come pensiamo che l’universo funzioni, anche senza prove precedenti.Recentemente abbiamo avuto successo cercando cose del genere: il Bosone di Higgs, le Onde gravitazionali.Quelle ricerche richiedevano rivelatori incredibilmente complessi e costosi e enormi team di scienziati per trovare cose che non eravamo sicuri fossero effettivamente lì.

Più spesso in astronomia, però, crediamo nelle cose che non possiamo vedere perché influenzano le cose che possiamo vedere. Infatti, quasi tutti i circa 100 scienziati dell’Istituto SETI lavorano effettivamente su queste domande più tangibili, come trovare pianeti attorno ad altre stelle e capire come potrebbero sostenere la vita. Ora conosciamo migliaia di stelle con sistemi di pianeti non troppo diversi dal nostro sistema solare. Recentemente, la stella più vicina al nostro Sole, Proxima Centauri, è stata aggiunta alla lista più breve di stelle con un pianeta paragonabile alla Terra.

Una manciata di astronomi sta attualmente guardando all’interno del nostro sistema solare per un “pianeta nove” non ancora visto, molto al di là di Nettuno e Plutone. Come ha detto a Space.com Scott Sheppard del Carnegie Institute di Washington, “ci sono un sacco di cose strane che sembrano andare avanti e che potrebbero essere spiegate abbastanza bene con l’esistenza di una specie di pianeta enorme là fuori”. 

Quelle strane cose comprendono una mezza dozzina di pianeti nani distanti le cui orbite insolite sembrano essere state spinte da un corpo del genere. In effetti, il lavoro recente annunciato questo mese suggerisce che potrebbero esserci almeno due di questi pianeti invisibili. Persino qualcosa di così grande come Marte sarebbe difficile da individuare così lontano da noi; ma analizzando le orbite di questi pianeti nani, si può avere una migliore idea di dove esattamente cercare.

Siamo in grado di inviare navi spaziali per visitare questi mondi? La sonda spaziale New Horizons, viaggiando a velocità fino a 84.000 km / h, impiegò quasi dieci anni per arrivare a Plutone. Lo sconosciuto Planet Nine potrebbe essere il doppio più lontano. Per raggiungere Proxima Centauri (40 trilioni di chilometri di distanza) a quella velocità ci sarebbero voluti 55.000 anni.Eppure, possiamo almeno immaginare un simile viaggio.

Dopo il nostro incontro all’Istituto SETI sono volato a Roma per partecipare alla 36ª Congregazione Generale dei Gesuiti. Qui siamo impegnati in un diverso tipo di ricerca. All’età di 80 anni, e in mancanza di salute, il nostro attuale Padre Generale p. Adolfo Nicholás ha presentato le sue dimissioni. Ora stiamo cercando di trovare l’uno tra i 200 di noi come suo successore.Secondo le regole dei gesuiti nessuno può candidarsi né a se stesso né a nessun altro. Invece, passiamo una settimana in preghiere e conversazioni tranquille, uno a uno. 

Sebbene il nostro metodo non richieda attrezzature complesse o costose, sono colpito da quanto sia simile alle nostre ricerche scientifiche. Entrambe richiedono osservazioni accurate, alla ricerca di cambiamenti talvolta sottili … movimenti questa volta non di pianeti, ma delle nostre disposizioni interiori. Abbiamo fede che in questo modo scopriremo colui che lo Spirito Santo, che non possiamo vedere, spinge nella nostra orbita.

Fr. Arturo Sosa SJ ha visitato la VATT in Arizona nel 2015, un anno prima di essere eletto padre generale dei gesuiti. Ha scoperto la neve!

Aggiornamento 2018: il pianeta 9 non è ancora stato scoperto; così come ogni traccia di extraterrestri intelligenti. Tuttavia, nella Congregazione Generale, abbiamo eletto p. Arturo Sosa SJ come nostro nuovo Padre Generale. Il suo precedente lavoro era stato assistente del Padre Generale incaricato di case gesuite internazionali come la Comunità gesuita dell’Osservatorio Vaticano; come tale, ci ha visitato più volte. In realtà, lo abbiamo portato a vedere il Grand Canyon quando ha visitato Tucson, dove ha visto per la prima volta la neve; ed è stato catturato in una bufera di neve.)

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Across the Universe: Reaching out

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21 settembre 2017

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 139 di 184 nella serie  Across the Universe

Questa colonna è stata pubblicata per la prima volta su The Tablet  settembre 2015

Ottanta anni fa, 29 settembre 1935, Papa Pio XI dedicò nuove abitazioni all’Osservatorio Vaticano e ai telescopi nel suo palazzo d’estate a Castel Gandolfo.Per celebrare l’anniversario, a settembre 2015, abbiamo tenuto un simposio a Castel Gandolfo, tra cui una visita alle vecchie cupole che Pio XI aveva dedicato. La festa si è conclusa in un’udienza privata a Roma con Papa Francesco (meno di 24 ore prima che partisse per Cuba e gli Stati Uniti).

Dopo averci dato un breve discorso, il Papa alzò lo sguardo e attirò la mia attenzione. Sorrise e disse: “Ah! Il nuovo direttore! “

È vero. Da quel giorno in poi, sono diventato il nuovo direttore dell’Osservatorio Vaticano. (In realtà non ho creduto fino a quando non ho sentito.)

Pranzo con il Cardinale Segretario di Stato nella sala della Pontificia Accademia delle Scienze, celebrando la mia nuova posizione come direttore nel settembre 2015. Ignorare il pazzo con la barba racconta una barzelletta;controlla il soffitto!

Continuerò a scrivere articoli come questi (per tablet)?Sì, finché c’è un posto per me. Non è solo perché amo far parte di questo diario. Quando Papa Leone XIII fondò l’Osservatorio Vaticano nel 1891 fu così che “il mondo poteva vedere chiaramente” la Chiesa sostenendo la buona scienza. Fare una buona scienza è, ovviamente, essenziale; altrimenti non abbiamo nulla da mostrare. Ma lo “spettacolo” è anche essenziale.

L’abbiamo fatto in base ad hoc negli ultimi 20 anni. Ora sto cercando di organizzare un approccio più sistematico alla nostra educazione e consapevolezza pubblica. Stiamo sviluppando programmi per un laboratorio di fede e di astronomia per parrocchiani educatori (il prossimo si terrà in un anno, nel gennaio 2019), per un numero di partenariati delle scuole superiori, la pagina del nostro blog di astronomi cattolici. Le mie colonne fanno parte di quel lavoro.

Gran parte del mio impegno è sempre stato attraverso colloqui pubblici nelle chiese, nelle scuole e nelle convenzioni di fantascienza . Ad esempio, l’estate 2015 dell’estate sono stato ospite d’onore ad una convention di Chicago per gente che ama armeggiare e inventare;poi, alla Sasquan World Science Fiction Convention di Spokane, in agosto, ho tenuto la conferenza sulla scienza di base, in parte i miei doveri come medaglia Carl Sagan di quest’anno. [Nel 2017 sono stato ospite d’onore a  due  convention di fantascienza!] Ahimè, una volta saputo del mio nuovo lavoro, ho dovuto cancellare tre settimane di colloqui nel Regno Unito; Avevo bisogno di essere qui per firmare tutte le pratiche burocratiche e imparare dove trovare gli ingranaggi e le leve del nuovo lavoro.

Eventi come le convention di fantascienza sono il luogo ideale per parlare di scienza. Qui trovi persone brillanti e curiose che amano ascoltare l’astronomia e metterla nel contesto umano. Questo contesto, dopotutto, è ciò che è la fantascienza. Il contesto umano include la religione, in tutte le sue forme, organizzata e personale e tutto il resto.

Solo un’altra bella astrofotografia gratuita, in questo caso, la Nebulosa Testa di Cavallo riprodotta al Vaticano Advanced Technology Telescope.

Anche questo contesto ha avuto una forte connotazione nel nostro simposio. Storici e filosofi hanno parlato eloquentemente di come la scienza modella gli scienziati (e la loro cultura). Ma anche gli astronomi hanno sottolineato, più e più volte, che le decisioni umane sono necessarie in punti critici del nostro lavoro, dalla scelta dei nostri esperimenti alla riduzione dei dati. I coinvolgimenti attivi di ogni Papa nel nostro lavoro durante tutti questi anni ci ricordano l’importanza che hanno attribuito al nostro lavoro.Dopotutto, questo Osservatorio era un’idea del Papa, non nostro!

Ma noi facciamo questo lavoro non solo perché un Papa vuole che lo facciamo. Tutto ciò che facciamo, dalle convenzioni di fantascienza ai pezzi di pensiero nelle riviste intellettuali, riflette un’altra qualità che motiva tutto ciò che facciamo nell’astronomia: un senso di gioia. Le stelle sono gloriose, ed è un piacere essere impegnati nel loro studio … perché la loro gloria proclama la Gloria del loro Creatore.

L’astronomia è una professione gioiosa e intendo divertirmi in questo lavoro. Per citare il poeta e.e. cummings:  c’è un inferno di un buon universo della porta accanto; Andiamo! 

Across the Universe: Father’s Day

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13 giugno 2019

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 184 di 184 nella serie Across the Universe

Questa colonna di The Tablet è stata pubblicata per la prima volta nel giugno 2018

Gli studenti della scuola estiva biennale dell’osservatorio vaticano (argomento dell’anno 2018, variabilità stellare nell’epoca delle grandi indagini) sono stati ricevuti da Papa Francesco in un’udienza privata il 14 giugno 2018. Presentandoli, ho detto al Papa che insieme a quattro settimane di pesante astrofisica, la nostra scuola include anche lezioni speciali per riflettere non solo su ciò che stiamo studiando, ma sul perché lo studiamo.

Questa foto è stata scattata al nostro pubblico con la scuola estiva nel 2018 … quello che mi stava dicendo, è nell’ultimo paragrafo.

“Perché il Vaticano ha un Osservatorio?” Quella domanda comune è quella più grande, perché qualcuno fa l’astronomia. Contrariamente a quanto predica la nostra cultura, l’astronomia non ti rende ricco, potente o sexy. (Forse è per questo che i miei voti da gesuita di povertà, castità e obbedienza mi sono sembrati così naturali). Ciò che l’astronomia fa, tuttavia, è darvi lo spazio per contemplare domande più grandi di “cosa c’è per pranzo?”

Fare scienza è un modo per diventare intimi con la creazione, e quindi con il Creatore. L’impulso a conoscere la verità sopra ogni altra cosa è comune a tutti gli scienziati, anche a quelli che non riconoscono che la loro devozione alla verità è una devozione a Dio. Per me è un atto di preghiera. 

Ma c’è un livello più profondo alla domanda. Perché ogni singola persona sceglie di diventare un astronomo? Intervistando ognuno dei nostri 25 studenti delle scuole estive, ho scoperto che indipendentemente dalla cultura o dalla nazione da cui provengono, un tema comune è il ruolo che le nostre famiglie svolgono nelle nostre vocazioni. 

Certamente nel mio caso, non era tanto “Padre nostro” quanto mio padre. Mio padre avrebbe descritto la sua infanzia distesa sul tetto del garage dietro la sua casa nella periferia di Boston, osservando le stelle e aspettando di vedere se qualcuno “cadeva”. Vedendo gli zeppelin volare sopra la sua testa, sognava di essere un pilota. Invece, la sua cattiva vista e le più alte abilità matematiche gli valsero un posto come navigatore negli Stati Uniti Air Air Corps … dove gli insegnarono le stelle per la navigazione.

Guidò uno squadrone di B-17 verso le Hawaii per cercare la flotta giapponese prima della Battaglia di Midway, e poi come parte del 306 ° Gruppo di Bombardieri fu tra i primi volantini americani ad arrivare in Gran Bretagna alla fine del 1942. Nell’aprile 1943 egli Sono stati abbattuti sul Belgio e spediti a Stalag Luft III. Lì, la sua mente agile era pronta a non risolvere problemi astronomici, ma a scrivere lettere a casa che corteggiavano contemporaneamente una certa dolce ragazza irlandese-americana a New York e contenevano anche messaggi in codice di intelligence militare.

Dopo la guerra, le sue capacità di scrittura gli procurarono un lavoro come giornalista. Da lui ho imparato la scrittura e la narrazione … e i nomi delle stelle più luminose. Nel frattempo, il suo lavoro ha pagato la mia formazione in scienze planetarie al MIT. Anni dopo, scrivendo queste colonne scientifiche per The Tablet , gli scrivevo sempre il mio ultimo lavoro per i suoi commenti prima di inviarlo. (Ha ottenuto il suo primo computer di casa alla fine degli anni ’70 ed era uno dei primi utenti di Internet.) Una volta, quando gli è stata chiesta una recensione per un libro che aveva comprato online, ha risposto, “Sono lieto di accontentarlo, perché è un ottimo libro; e perché è curato da mio figlio. Mi è costato $ 26 da Amazon. E l’insegnamento di Guy al MIT. “L’aveva comprato prima che potessi mandargli una copia. Ha spiegato, “Quando ho passato novanta, ho smesso di aspettare per le cose.”

Alla nostra udienza del 14 giugno, Papa Francesco ha parlato in privato per offrirmi le sue condoglianze personali … mio padre, Joseph Edwin Consolmagno, è morto l’11 giugno 2018. Aveva 100 anni.

PADRE FUNES: LA FEDE NON È IN CONTRASTO CON LA SCIENZA

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INTERVISTA A PADRE FUNES

22/12/2014  «La chiesa si rallegra per le scoperte scientifiche», dice l’astronomo gesuita, direttore della Specola vaticana, l’Osservatorio della Santa sede, che oggi e il 25 dicembre è ospite del programma Rai “Nautilus”, dedicato alla stella cometa.

Paolo Perazzolo

PaoloPerazzolo1

Una delle immagini utilizzate durante la trasmissione "Nautilus" del 22 e 25 dicembre. In alto: padre Funes con i conduttori della trasmissione.

Una delle immagini utilizzate durante la trasmissione “Nautilus” del 22 e 25 dicembre. In alto: padre Funes con i conduttori della trasmissione.

Oggi e il 25 dicembre il programma “Nautilus” sarà dedicato a un tema natalizio per eccellenza, la stella cometa. Ospite d’eccezione della puntata sarà padre José Gabriel Funes, il gesuita astronomo direttore della Specola vaticana,l’Osservatorio della Santa sede. 

L’appuntamento è il 22 e il 25 dicembre alle 21.00 su Rai Scuola, canale 146 del Digitale terrestre. 

Ecco l’intervista di Federico Taddia a padre Funes.

Che cos’è la Specola Vaticana? 
«È l’osservatorio del Papa, è un osservatorio astronomico come tanti altri nel mondo. Nato nel 1891 per volontà di Papa Leone XIII, a causa dell’inquinamento luminoso, l’osservatorio si è spostato dal Vaticano a Castel Gandolfo e poi da lì in Arizona». 

Questo Papa era particolarmente appassionato di astronomia o c’è una stretta connessione tra teologia e astronomia? 
«C’è da sempre questa connessione tra scienza, cielo e le diverse religioni, anche certamente il cristianesimo. Papa Leone XIII era molto attento alle questioni sociali e anche alle questioni scientifiche, per questo motivo ha voluto fondare la Specola Vaticana per far capire che la Chiesa è a favore della scienza». 

Lei Padre ha ben tre lauree, in astronomia, teologia e filosofia; ha fatto il dottorato in astronomia all’Università di Padova , su quale argomento? 
«Con la mia tesi di dottorato ho aiutato a pesare le galassie, a misurare la quantità di materia che c’è nelle regioni centrali delle galassie. Provo a segnalare quelle galassie che in qualche modo sono candidate ad avere un buco nero super massiccio al centro». 

Ha visto “Interstellar”? 
«Sì, l’ho visto e mi è piaciuto molto, credo sia un bel film, ha molti a argomenti su cui poter riflettere, dal futuro della terra al futuro dell’agricoltura, la ricerca di altri pianeti , tutta la relatività, i buchi neri… tutti temi molto interessanti». 

Nel suo presepe la mette la stella cometa? 
«Certo, mettiamo anche i Re Magi con dei piccoli telescopi, sono i nostri santi Patroni». 

A proposito del suo duplice ruolo di scienziato e religioso, esiste un punto di contatto tra sacre scritture e ricerca scientifica? 
«Rispondo come scienziato e come religioso. Come scienziato quello che mi muove è la curiosità di capire come si è formato l’universo, le stelle i pianeti… in questo condivido la stessa passione dei miei colleghi scienziati. Com’è nata la vita sulla terra è ancora un’ipotesi, noi non sappiamo come sia successo, ma sono fiducioso che in futuro, la scienza, saprà dircelo. E questo non è in contrasto con la fede, la Chiesa si rallegra quando gli scienziati fanno delle scoperte, perché la Chiesa è come una madre e qualsiasi genitore è orgoglioso dei progressi dei suoi figli». 

Rosetta quindi non è in contrasto con il libro della Genesi, sono due cose che possono convivere?
 

«Certamente non è in contrasto, ricordiamoci che il libro della Bibbia non è un libro scientifico, se noi cerchiamo risposte scientifiche a domande scientifiche non possiamo cercarle lì. La Bibbia è il libro ispirato da Dio, è una lettera d’amore che Dio ha scritto al suo popolo. Il linguaggio è quello di duemila anni fa e l’autore sacro non sapeva niente della relatività generale o della fisica quantica o della gravitazione di Newton. “Le scritture ci dicono come si va in cielo ma non come va il cielo”, diceva Galileo Galilei». 

Oggi a che punto siamo tra la Chiesa e Galileo?
«Siamo ad un buon punto, San Giovanni Paolo II ha riabilitato Galileo. Credo che non si possa negare che ci sia stato un conflitto e che Galileo Galilei abbia sofferto. Probabilmente ha sofferto molto, ma bisogna dire che Galileo era un buon cattolico, ha obbedito alle autorità del tempo. Galileo era un buon cattolico e anche un buon scienziato, i conflitti ci saranno sempre e ci sono stati, non si può negare. Il punto è che questi conflitti, sulle diverse visioni del mondo, non dico andranno a diminuire, ma almeno se ne potrà discutere attraverso un dialogo sincero; questa è la missione di tutti noi, promuovere il dialogo e non un dibattito sterile, fine a se stesso».

PADRE FUNES, UN GESUITA TRA LE STELLE

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Cristianesimo/Christianity, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Papa Francesco/Pope Francis, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

ESPLORAZIONE DELLO SPAZIO

PADRE FUNES, UN GESUITA TRA LE STELLE

12/11/2014  L’astronomo argentino dal 2006 dirige la Specola Vaticana. Il rapporto tra fede e scienza, tra Genesi e Big Bang. “L’extraterrestre è mio fratello” titolò l’Osservatore Romano pubblicando una chiacchierata con lui.

Agnese Pellegrini

In comune, con Fabiola Gianotti ha due certezze: che la scienza – e l’astronomia – sono veicoli di pace. Ma anche che non esiste contraddizione tra evoluzionismo e fede. «Non solo possono convivere, ma si aiutano a vicenda. Le scoperte della scienza arricchiscono la fede», dichiara padre José Gabriel Funes, uno dei primi a congratularsi con la Gianotti, la “signora delle particelle”, di recente nominata direttrice del Cern. Il gesuita argentino dal 2006 guida la Specola Vaticana, l’imponente osservatorio della Santa Sede che possiede anche un telescopio ad alta tecnologia in Arizona e vanta un team di scienziati che fa invidia a quello della Nasa. Inaspettatamente, ma solo per chi crede che scienza e fede siano due universi paralleli, è padre Funes è un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale e, come spiega in quest’intervista, anche la fede considera la scienza una grande alleata. 

Non è usuale incontrare un sacerdote astronomo. Come è nata la sua passione per le stelle?
 
«Diciamo che quella sacerdotale è una vocazione dentro la vocazione! Fin da piccolo, infatti, ero affascinato dall’osservazione del cielo. Ero all’Università, studiavo al corso di laurea in astronomia e, al terzo anno, ho sentito la chiamata di Dio. Ho atteso la laurea e poi sono entrato in seminario, iniziando quel bellissimo viaggio di formazione personalizzata tipico di noi gesuiti. Soltanto dopo l’ordinazione, ho svolto a Padova un master in astronomia, e poi sono stato destinato alla Specola, a Roma». 

Perché alla Chiesa interessa lo studio dell’universo? 
«Alla Chiesa sta a cuore tutto ciò che è umano e, a mio parere, una delle scienze più umane è proprio l’astronomia, che ha da sempre affascinato e ispirato la cultura umana, ci aiuta a capire da dove veniamo e verso dove andiamo». 

Non c’è però il rischio che lo studio dell’astronomia ci allontani da Dio? 
«No, anzi. L’aver compreso, ad esempio, che l’uomo non è più al centro dell’universo deve aiutarci a essere più umili. Papa Francesco ci ha più volte ricordato che siamo “alla periferia”, e possiamo dire addirittura di trovarci ai confini non soltanto del mondo, ma dell’universo! Questo cambio di prospettiva è importante, soprattutto perché ci dimostra che la nostra centralità di uomini non è data dalla posizione in cui ci troviamo, ma dall’incarnazione, dal fatto che Gesù si è fatto uno di noi. È questo evento a darci la dignità, a concederci uno spazio speciale nell’universo. L’incarnazione – ovvero la venuta di Dio che, come il buon pastore, si è messo alla ricerca della nostra umanità smarrita – non deve però farci credere che siamo al di sopra delle altre creature: dobbiamo avere rispetto e cura per la nostra Terra».

Padre Funes con papa Francesco.

Padre Funes con papa Francesco.

Come si armonizza l’incarnazione con la possibilità di altre galassie e, quindi, di altra vita? 
«La fede ci aiuta a trovare una spiegazione. L’incarnazione è un evento unico nello spazio e nel tempo dell’universo. Dio si è fatto uomo 2000 anni fa, non prima né dopo. E si è anche fatto uomo in un luogo preciso: in Palestina, nella Terra Santa, non in Italia o in Argentina. Questo non toglie che, come scritto da Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptor hominis, Dio nell’incarnazione si è unito a tutti gli esseri umani, quelli che sono esistiti prima di Gesù e quelli che vivranno dopo. Così possiamo dire che se ci fossero – e c’è un grande se – esseri intelligenti nell’universo, anche loro sarebbero uniti a Gesù».

In un periodo di crisi economica, ha senso spendere soldi per fare ricerca nello spazio?«È meglio che spendere soldi nelle armi! In realtà, anche i poveri hanno diritto di conoscere cosa accade nell’universo, tutti dovremmo avere accesso alla conoscenza scientifica, sapere che l’universo ha un’età di 14 miliardi di anni… perché questo ci rende umani. La scienza deve essere condivisa e comunicata. E poi, se vogliamo parlare da un punto di vista pratico, le missioni spaziali danno lavoro a molta gente. Del resto, è assolutamente giusto e necessario che gli Stati investano in educazione e ricerca. Forse, sono ben altri i costi che andrebbero tagliati…». 

È da poco arrivata la nomina alla direzione generale del Cern per l’italiana Fabiola Gianotti che, due anni fa, annunciò la scoperta del bosone di Higgs. Come possono convivere scienza e fede?
 
«Non solo possono convivere, ma possono aiutarsi a vicenda, perché offrono diverse interpretazioni della stessa realtà. Nessuna di queste interpretazioni è assoluta, perché la scienza offre una visione parziale, valida, vera, ma pur sempre parziale: non possiamo ridurre tutto alla conoscenza scientifica. Così, anche la religione ha bisogno di un pensiero critico e razionale, altrimenti diventa fondamentalismo. Le scoperte della scienza arricchiscono la fede». 

E la cosiddetta “particella di Dio”? 
«La chiamano così, ma Dio non c’entra niente con la particella!». 

Come è nato l’universo? 

«La migliore spiegazione che abbiamo è quella data dalla teoria del Big Bang. Dio è il creatore, ma non possiamo pensarlo come un orologiaio o un ingegnere che “gioca” con i pezzi per costruire questo universo. Dio è la condizione di possibilità, sostiene l’essere e l’universo, permette a noi uomini di pensare, di fare scienza».

Il gesuita padre José Gabriel Funes, dal 2006 direttore della Specola Vaticana.

Il gesuita padre José Gabriel Funes, dal 2006 direttore della Specola Vaticana.

Padre Funes, un astronomo-gesuita come la mette con l’evoluzionismo?
«Tra fede è scienza ci sono stati conflitti in passato e ce ne saranno in futuro: è normale. L’importante, però, è superare col dialogo tutte le tensioni che possono nascere». 

Quali sono le attività di ricerca della Specola? 
«Siamo un piccolo istituto di astrofisica, eppure cerchiamo di fare ricerca in tutti i settori. Ci occupiamo del sistema solare, in particolare degli oggetti che potrebbero colpire la terra, siamo stati coinvolti nelle attività di ricerca di vita dell’universo, studiamo le galassie vicine e quelle lontane e la cosmogonia, la spiegazione della vita». 

C’è quindi vita oltre la Terra?
 
«La ricerca continua. È difficile e fino a oggi non abbiamo notizie di scoperta neppure di vita primitiva nel nostro sistema solare. Ci sono dei luoghi più idonei di altri per trovare la vita, come sotto la superficie di Marte o nei satelliti di Giove, ma finora non si è trovato nulla. Sappiamo solo che milioni di anni fa su Marte scorreva l’acqua. Cerchiamo pianeti simili alla Terra, sempre però nella nostra galassia, non nelle altre, che orbitino attorno a stelle simili al nostro sole. Grandi telescopi, come quelli che si stanno costruendo, permetteranno di trovare atmosfere simili a quelle della Terra». 

Ormai, non esistono più dubbi sull’esistenza delle altre galassie… 
«È un dato di fatto. Ci sono 100 miliardi di galassie, ognuna ha 100 miliardi di stelle. Se dividiamo il numero di galassie per la popolazione umana, ogni persona avrebbe 14 galassie da studiare! Con le 100 miliardi di stelle ognuna, ovvio…». 

Dove sta andando l’universo? 

«Si espande, in maniera accelerata, ovvero sempre con velocità maggiore. È infinito, perché non ha un limite spaziale». 

Quali sono i prossimi impegni della Specola? 
«Il 2015 è l’anno internazionale della luce, con i 100 anni della relatività di Einstein. In Vaticano, stiamo organizzando dei convegni scientifici di ampio respiro». 

Una curiosità: quali telefilm vedeva da piccolo? 
«Star Trek, tutta la serie! Sono cresciuto con le vicende dell’Enterprise». 

Un’ultima cosa: quando lei guarda il cielo, prevale il sacerdote o l’astronomo?
«Prevale il gesuita (ride)».

FRATEL GUY CONSOLMAGNO: «VEDO DIO TRA LE STELLE DEL COSMO»

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Cristianesimo/Christianity, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

FEDE E ASTRONOMIA

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FRATEL GUY CONSOLMAGNO: «VEDO DIO TRA LE STELLE DEL COSMO»

13/06/2019  Il Gesuita statunitense che dirige l’Osservatorio astronomico del Vaticano racconta come è nata la sua vocazione. «La scienza? È continuare a porsi nuove domande… Come la religione»

Romina Gobbo

«Nell’universo vedo la mano di Dio, la sua gloria, la sua intelligenza, la sua bellezza. Ma questo è possibile solo se già credi». Non c’è contrapposizione fra scienza e fede per fratel Guy Consolmagno. «Papa Giovanni Paolo II scrisse una lettera a sir George Coyne, mio predecessore, dicendo che “la scienza è importante per la religione perché può debellare la superstizione, cioè le false credenze”. Galileo è stato maltrattato dai poteri forti della Chiesa per questioni politiche», spiega, «nessuno ha mai messo in discussione i suoi studi. D’altra parte, nel 1600 le persone non avevano un’idea chiara delle differenze tra scienza e religione. Le loro sicurezze erano state messe in discussione dagli assunti di Galileo e questo provocò in loro dubbi e paura».

Classe 1952, astronomo gesuita, direttore dal 2015 della Specola Vaticana (l’osservatorio astronomico dello Stato dei Papi), Consolmagno racconta così le origini delle sue scelte: «Ho scoperto la fede da bambino servendo a Messa come chierichetto; ho scoperto la fantascienza nella biblioteca del collegio dove studiavo negli Stati Uniti. Entrambe hanno cambiato la mia vita. La fede mi ha condotto a prendere i voti come Gesuita. La fantascienza mi ha spinto a scegliere la scienza come professione, mi ha fatto vedere che essere uno scienziato poteva essere un’avventura incredibile, e mi ha anche fatto riscoprire la bellezza di essere cattolico».

CIBO PER LO SPIRITO

«Avevo una trentina d’anni ed ero un ricercatore al Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston con una carriera ben avviata, ma mi sentivo vuoto», racconta il religioso. «Mi chiedevo perché occuparmi di astronomia quando ci sono questioni ben più importanti, come la grande povertà che affligge tante persone nel mondo. Allora ho mollato tutto e sono partito per l’Africa con le forze di pace statunitensi. Arrivato in Kenya, nei pressi di Nairobi, ho chiesto alle persone che incontravo che cosa potevo fare per loro. E loro, che sapevano che ero un astronomo, mi hanno detto che desideravano vedere le stelle. Lì ho capito che davvero non di solo pane vive l’uomo.Nessuno può esistere senza il cibo per lo spirito, indipendentemente da quale sia la parte del mondo in cui si trova. Questo ci distingue come esseri umani».

TRE VIE VERSO DIO

Ma gli esseri umani hanno anche un’altra peculiarità, quella di porsi interrogativi esistenziali. «Qui la fantascienza ci viene in aiuto», sottolinea Consolmagno. «Perché in queste storie affascinanti, che di solito raccontano che cosa accade in altri pianeti attraverso avventure, esplosioni, navicelle spaziali, battaglie, ritroviamo i nostri temi etici. E le parabole di Gesù che cosa sono se non storie? La risurrezione di Lazzaro, Giona nella balena, il ricco epulone: un insieme di fantasia e ironia. La verità è che ciò che è accaduto, la storia, è come la raccontiamo, e va raccontata bene. Se c’è cattiva narrazione, c’è cattiva spiritualità. La storia non è la verità. La scienza non è lo stesso della natura. La religione non è lo stesso di Dio. Ma tutte e tre sono vie per incontrare Dio».

Esperto di meteoriti («pezzi di spazio che cadono sulla terra»), Consolmagno ha all’attivo pubblicazioni e articoli scientifici. «La scienza è continuare a porsi nuove domande. Oggi c’è ancora tanto da imparare dell’universo e c’è tanto ancora da sapere di Dio. Se conosci già le risposte, non vai più a cercare. Questo è tipico dei fondamentalismi».

UN GESUITA “NERD”

Gli studi scientifici supportano la fede di Consolmagno, che nei libri di scienza e fantascienza trova tracce di Dio. «Amo Harry Potter, così come Il signore degli anelli di Tolkien. Sono i libri più religiosi che esistono. Non parlano esplicitamente di Dio, ma tutte le sfide della religione vi sono presenti. Gli eroi non sono perfetti e i malvagi non sono completamente tali. L’errore può essere commesso da tutti, non c’è separazione totale fra il bianco e il nero, così come avviene nella vita. Anzi, qualche volta la salvezza viene proprio dal cattivo. Così nella fantasia ritroviamo la realtà. Questa è una lezione che dobbiamo imparare».

Consolmagno ha preso i voti, ma non è diventato sacerdote. Forse perché sarebbe stato più difficile dedicarsi alla scienza? «No, la maggior parte degli scienziati sono preti. Il più famoso prete scienziato è Gregor Mendel, lo scopritore delle leggi della genetica. Anche chi ha formulato la teoria del Big Bang era un sacerdote cattolico, il belga Georges Lemaître. Io ho sentito una forte vocazione per entrare nella congregazione dei Gesuiti, ma non ero chiamato a essere un prete. I migliori preti sono quelli che sanno ascoltare, io invece nel profondo della mia anima sono un nerd».

Nel 2000 l’Unione astronomica internazionale ha chiamato “4597 Consolmagno” un nuovo asteroide, conosciuto anche come “Little Guy”. «Aiuta avere amici che hanno scoperto un asteroide. Siccome non posso essere papà, mi hanno detto: “Ti diamo un asteroide”».

IN LIBRERIA. STRANE DOMANDE ALLA RICERCA DI UN SENSO

La domanda che fa da titolo all’ultima pubblicazione di fratel Consolmagno (e del suo vicedirettore, padre Paul Müller) Battezzeresti un extraterrestre? (Rizzoli, 368 pagg., 19 euro) è davvero inusuale, eppure è stata effettivamente posta ai due religiosi da ospiti della Specola vaticana. «Ammettiamolo», replica fratel Guy nel preludio al libro, «la maggior parte di noi sa quanto sia remota la possibilità di imbattersi in un extraterrestre nel prossimo futuro… Eppure la gente ci tiene a sapere. Perché? Questo libro parla delle motivazioni che spingono le persone a fare questo genere di domande».

Foto di Nicola Allegri

Scienziati religiosi: mons. Georges Lemaître (1894-1966), padre del Big Bang

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Telescope Consortium of the Events Horizon (EHTC), Cristianesimo/Christianity, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Telescope of the Events Horizon (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
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26 maggio 2019

Robert Macke

Questa voce è parte di 4 della serie Religious Scientists of the Catholic Church

Mille grazie a Dominique Lambert, che mi ha fornito numerosi articoli e una biografia completa che è stata usata per creare questo post.

Georges Lemaître era un prete della diocesi di Lovanio, in Belgio. Il proponente di ciò che sarebbe diventata nota come la Teoria del Big Bang (The Big Bang Theory) fu uno degli astrofisici più influenti della storia. Albert Einstein saltò una volta una delle sue apparizioni pubbliche per conversare con Lemaître su profondi problemi cosmologici.

Fr. Georges Lemaître con Albert Einstein

Schizzo biografico:

Georges Lemaître è nato il 17 luglio 1894 nella città mineraria di Charleroi, in Belgio. Studiò alla scuola dei Gesuiti “Collège du Sacre Coeur” e si preparò a studiare ingegneria mineraria, come era tipico degli studenti brillanti della zona. Con l’avvento della prima guerra mondiale, si arruolò e servì con l’artiglieria, dove ricevette un rimprovero formale per aver corretto un errore nel manuale dell’artiglieria. Dopo la sua dimissione, ha deciso di studiare fisica e matematica.

Nel 1920 andò in seminario per le vocazioni tardive e fu ordinato sacerdote nel 1923.

Con una borsa di studio all’estero, è andato all’Università di Cambridge per un anno, dove ha studiato con Sir Arthur Eddington e ha sviluppato un interesse per i modelli cosmologici nella relatività generale di Einstein. Quindi, dopo una breve esperienza in Canada, si è recato all’Osservatorio del Harvard College per continuare i suoi studi con Harlow Shapley. Poiché l’Osservatorio di Harvard non aveva un programma di dottorato di ricerca, si è iscritto al vicino Massachusetts Institute of Technology (MIT) [mia alma mater!], Dove ha completato il dottorato.

Nel 1925, Lemaître apprese della misurazione di Hubble delle distanze di diverse galassie, il che confermò che si trovavano fuori dalla Via Lattea. Visitando il Caltech, ha imparato a conoscere i raggi cosmici di Milliken. Durante una visita all’Osservatorio Lowell, ha anche appreso delle misurazioni del redshift delle galassie.

La combinazione di questi dati portò al suo articolo del 1927 in cui pose il suo modello dell’universo in espansione da un atomo primordiale, con una sezione in cui propose una relazione velocità-distanza tra le galassie dovuta a questa espansione. Il documento è stato originariamente pubblicato in Belgio, in francese. Nel 1929, Hubble pubblicò la sua relazione sulla distanza di velocità, che divenne nota come Legge di Hubble.

Con l’aiuto di Eddington, il lavoro di Lemaître fu ripubblicato in inglese nel 1931. Il documento, con il suo modello cosmologico dell ‘”atomo primordiale”, stabilì la sua fama di astrofisico. Tuttavia, Lemaître ha omesso la parte con la relazione velocità-distanza perché ha considerato i dati obsoleti e imprecisi. Quindi, Hubble ha continuato a ricevere tutto il merito per quella legge fino a poco tempo fa.

(A sinistra) Il documento originale del 1927 di Lemaître, pubblicato negli Annali della Società Scientifica di Bruxelles. (A destra) la traduzione del 1931, pubblicata nelle Comunicazioni mensili della Royal Astronomical Society .

Anche la sua vita sacerdotale era molto attiva. Pur essendo un prete diocesano, era membro di una confraternita sacerdotale Amis de Jesus e aveva pronunciato i voti di povertà, castità e obbedienza. I suoi impegni includevano un’ora di preghiera privata quotidiana e un ritiro silenzioso annuale di 10 giorni. Mentre era ad Harvard / MIT, era un celebrante regolare a St. Paul. Tornato a Lovanio, fu pesantemente coinvolto nella cappellania degli studenti cinesi. (Aveva imparato il cinese diversi anni prima).

La firma di Lemaitre nel libro degli ospiti dell’Osservatorio Vaticano, il 31 maggio 1937, insieme a Hugh Stott Taylor, Peter Debye e altri. Era il giorno prima dell’inaugurazione formale della Pontificia Accademia delle Scienze il 1 ° giugno 1937.

Nel 1936, Lemaître fu uno dei membri fondatori della Pontificia Accademia delle Scienze, e sarebbe diventato il suo presidente nel 1960. Era presente alla riunione del 1951 dell’Accademia quando Papa Pio XII disse che la scienza moderna “era riuscita a essere testimone di quel primordiale Fiat Lux . “Lemaître aveva un sano rispetto per l’autonomia della scienza da considerazioni teologiche ed era consapevole dei pericoli di equiparare l’ipotesi dell’atomo primordiale con il momento teologico della Creazione, sia per la scienza che per la teologia. Con l’aiuto di p. Daniel O’Connell SJ direttore dell’Osservatorio Astronomico Vaticano (Specola Vaticana) di allora, intervenne presso il Papa nel 1952 per impedire qualsiasi dichiarazione formale della sua teoria come prova per la creazione biblica.

Busto di Georges Lemaitre presso la Pontificia Accademia delle Scienze (con P. Gabriele Gionti SJ dell’Osservatorio Vaticano)

Georges Lemaître subì un infarto nel 1964 e fu ricoverato nel giugno del 1966. In ospedale, il suo amico Odon Godart lo informava della scoperta di Penzias e Wilson della Radiazione Cosmica di Fondo (Cosmic Microwave Background), che confermava la teoria dell’espansione dell’universo dal Big Bang. Qualche giorno dopo, il 20 giugno 1966, moriva.

Contributi scientifici:

Il principale contributo scientifico di Lemaître fu l’ipotesi dell’atomo primordiale, quella che è diventata nota come la teoria del Big Bang. Aveva una notevole capacità di sintetizzare le informazioni e di portarle avanti. Il suo modello cosmologico proveniva direttamente dalle equazioni di Einstein e combinava le soluzioni di Einstein e de Sitter. Questo modello ibrido è iniziato in uno stato statico completamente riempito, omogeneo (“l’atomo primordiale”), espandendosi da lì verso uno stato finale in perenne espansione verso una densità di massa pari a zero.

Non è stato il primo a sviluppare questa soluzione per le equazioni; il fisico russo Alexander Friedmann propose la stessa soluzione matematica molti anni prima. Tuttavia, Lemaître fu il primo a vedere le implicazioni cosmologiche di questa soluzione ed a collegarla con i dati astronomici. Ha anche considerato l’espansione dell’universo (due anni prima del lavoro di Hubble sull’argomento) e ha stimato l’età dell’universo basandosi su questo. Da varie considerazioni, ha stimato che doveva essere tra 10 e 100 miliardi di anni.

Mentre la soluzione di Lemaître era derivata scientificamente dalle equazioni e osservazioni astronomiche, i suoi detrattori principali tendevano a basare le loro obiezioni su motivi anti-teologici. I detrattori come Fred Hoyle insistevano su un universo statico, infinitamente antico. Un universo che ha avuto un’origine nel tempo implicava per loro un Creatore che non erano disposti a prendere in considerazione. Hoyle ha persino creato un nome scherzoso per la teoria per diminuirne l’importanza, l’ha chiamata la “teoria del Big Bang”. (Devo notare che, nonostante i loro disaccordi, Lemaître e Hoyle erano amici e andavano anche in vacanza insieme!)

La specifica soluzione di Lemaître – che parla di un universo che sospende per un periodo di tempo la sua espansione per formare le galassie prima di espandersi ulteriormente – dipendeva dall’esistenza di una costante cosmologica diversa da zero. Einstein aveva tentato di scartare la costante cosmologica dopo aver scoperto che l’universo non era statico, ma Lemaître continuava a sostenere la sua inclusione. Negli ultimi anni, con la scoperta che l’espansione dell’universo sta accelerando, sembrerebbe che la sua esistenza sia stata confermata e perciò Lemaître non sbagliava a difenderla.

La sua teoria cosmologica nutriva anche l’interesse di Lemaître per i raggi cosmici ad alta energia, le cui origini erano sconosciute. Ha ipotizzato che i raggi cosmici fossero il risultato della disintegrazione dell’atomo primordiale. Questa ipotesi è stata in ultima analisi smentita, ma questo interesse da parte sua, ha portato a diversi contributi nella comprensione di questi ultimi, ad esempio sulla loro interazione con il campo magnetico terrestre.

Lemaître ha dato diversi contributi in matematica, ad esempio ha contribuito alla teoria degli spinori per l’uso di calcoli fisici. Era anche interessato ai metodi numerici per risolvere complicate equazioni. Ha sviluppato molti metodi matematici per aiutare nel calcolo di soluzioni numeriche. Una di queste tecniche era effettivamente la stessa della Fast Fourier Transform, che avvenne alcuni decenni dopo. Anche se l’ha insegnato ai suoi studenti il metodo, che a loro volta l’hanno insegnato a successive generazioni, non l’ha mai pubblicato.

Fu anche uno dei primi sostenitori dell’uso di macchine calcolatrici per aiutare a trovare soluzioni numeriche ai problemi fisici. Già negli anni ’30 utilizzava l’analizzatore differenziale di Vannevar Bush al MIT. A Lovanio, ha fondato il Laboratorio di ricerca numerica, il primo laboratorio informatico in Belgio. Con suo nipote Gilbert, ha sviluppato un linguaggio informatico chiamato AUTOCODE.

Anche Lemaître ha contribuito al problema dei tre corpi in fisica trovando un cambiamento di coordinate che semplificava i calcoli.

C’è un cratere lunare che porta il suo nome e anche un asteroide il (1565) Lemaître. Il veicolo di trasferimento automatizzato senza equipaggio dell’ESA (ATV-5) lanciato dalla Stazione Spaziale Internazionale nel 2014 è stato nominato Georges Lemaître .

La metrica di Friedmann-Lemaître-Robertson-Walker nella relatività generale porta il suo nome.

Nel 2018 l’Unione Astronomica Internazionale votò per aggiungere il nome di Lemaître alla Legge di Hubble sull’espansione dell’universo. ( Puoi leggere il nostro post sul blog sulla legge Hubble-Lemaître. )

Per ulteriori letture: Dominique Lambert. L’atomo dell’universo: la vita e il lavoro di Georges Lemaître. (Cracovia: Copernicus Center Press, 2015)

Avventure nel viaggiare in treno … Diario del 16 aprile 2019

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16 aprile 2019Br. Guy Consolmagno

Notizie di viaggio! Sono a Tucson oggi; Ecco dove sono stato, e dove andrò …

Altre statistiche: dal  2 aprile abbiamo aggiunto 60 persone in più per ricevere notifiche su questi post tramite Twitter, Facebook o direttamente per richiedere aggiornamenti via email qui. E abbiamo aggiunto altri due abbonati a pagamento, ora fino a 124. Grazie, e benvenuto! Se potessimo raddoppiare la dimensione dei lettori, raddoppieremmo il numero di sostenitori? Probabilmente non è così semplice … ma sarebbe certamente d’aiuto.

Due sacerdoti-astronomi, p. Matteo Galaverni e p. Alessandro Omizzolo, mi ha raggiunto per un tour a Padova; più tardi, Alessandro mi ha portato in cima a quella torre, sede del dipartimento di astronomia dell’Università di Padova.

Altri viaggi: ho terminato il mio mese in Italia con un viaggio a Padova, dove ho visitato la storica torre di astronomia dell’Università di Padova e i telescopi all’Osservatorio di Asiago. Ma poi, seguendo uno splendido treno notturno da Padova a Parigi e un treno ad alta velocità per Bruxelles, ho potuto assistere alla storica presentazione della prima immagine di un Black Hole e alla celebrazione del 100 ° anniversario della IAU. E qui, è appeso un racconto …

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Br.  Guy Consolmagno

A proposito di Br. Guy Consolmagno

Il fratello Guy Consolmagno SJ è direttore dell’Osservatorio Vaticano e Presidente dell’Osservatorio Vaticano. Nativo di Detroit, nel Michigan, ha conseguito la laurea e il master presso il MIT e un dottorato in Scienze planetarie presso l’Università dell’Arizona; era un ricercatore post-dottorato presso Harvard e il MIT, prestò servizio nel Corpo di pace degli Stati Uniti (Kenya) e insegnò fisica universitaria al Lafayette College prima di entrare nei gesuiti nel 1989.

All’Osservatorio Vaticano dal 1993, la sua ricerca esplora le connessioni tra meteoriti, asteroidi e l’evoluzione di piccoli corpi del sistema solare, osservando le comete di Kuiper Belt con il telescopio del Vaticano di 1,8 metri in Arizona, e applicando la sua misura delle proprietà fisiche dei meteoriti alla comprensione delle origini degli asteroidi e struttura. Insieme a più di 200 pubblicazioni scientifiche, è autore di numerosi libri popolari tra cui Turn Left a Orion(con Dan Davis), e più recentemente Will You Baptize a Extraterrestial? (con padre Paul Mueller, SJ). Ha anche ospitato programmi scientifici per BBC Radio 4, è stato intervistato in numerosi film documentari, è apparso su The Colbert Reporte per più di dieci anni ha scritto una rubrica scientifica mensile per la rivista cattolica britannica, The Tablet .

Il lavoro del dott. Consolmagno lo ha portato in tutti i continenti della Terra; per esempio, nel 1996 ha trascorso sei settimane a collezionare meteoriti con una squadra della NASA nelle regioni di ghiaccio blu dell’Antartide orientale. Ha fatto parte dei consigli di amministrazione della Società Meteoritica; la Divisione American Astronomical Society for Planetary Sciences (di cui è stato presidente nel 2006-2007); e IAU Commission 16 (Planets and Satellites). Nel 2000, il comitato per la nomenclatura dei piccoli corpi della IAU nominò un asteroide, 4597 Consolmagno, in riconoscimento del suo lavoro. Nel 2014 ha ricevuto la Carl Sagan Medal dall’American Astronomical Society Division for Planetary Sciences per l’eccellenza nella comunicazione pubblica nelle scienze planetarie.

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#SOUL – Padre Guy Consolmagno ospite di Monica Mondo

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Pubblicato il 31 mar 2019

Padre Guy Consolmagno è Direttore della Specola Vaticana, l’istituzione scientifica di astronomia e astrofisica più antica e celebre, con sede originaria in Vaticano e poi a Castelgandolfo, dove si formarono generazioni di scienziati, Galileo compreso. Oggi a Tucson, in Arizona, dove le menti migliori collaborano con scienziati di ogni continente per esplorare i segreti dello spazio. Averlo in Italia, e soprattutto libero di regalarci mezz’ora di dialogo è un miracolo. Di solito si interpella Consolmagno per chiedergli del rapporto conflittuale scienza-fede, o se esistono esseri alieni e fanno parte del disegno di Dio: essendo uno spirito dotato di sense of humor,(si definisce un nerd della fede e della scienza!) sa dare risposte spiazzanti e brillanti. Conta di più capire che la ricerca della verità è lo scopo di chi fa scienza, e di chi vive la fede; la capacità di cercare insieme, anche a chi apparentemente è lontano culturalmente; lo stupore e l’umiltà necessari a camminare nell’indagine, senza pretendere di costringere in un universo o nel nostro pensiero il mistero di Dio. Da Galileo a Interstellar, fino alle presunte scoperte di alcuni scienziati russi sulla possibilità che alcune particelle tornino indietro nel tempo…

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