S.A. – AA.VV. Iscrizioni funerarie romane, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1991, p. 295

Antropologia/Anthropology, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Bibbia/Bible, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Cristianesimo/Christianity, Custodia di Terra Santa/Custody of the Holy Land, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Filosofia/Philosophy, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Gesuiti/Jesuits, Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Roma Antica/Ancient Rome, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia Antica/Ancient History, Storia/History, Teologia/Theology, Terra Santa/Holy Land

por simonebocchetta

btr

Messaggio di Natale 2019 | Fr. Francesco Patton – Custode di Terra Santa

Custodia di Terra Santa/Custody of the Holy Land, Terra Santa/Holy Land
Christian Media Center
https://cmc-terrasanta.org/it/media/christmas/18920/messaggio-di-natale-2019-%7C-fr-francesco-patton—custode-di-terra-santa

dicembre 16, 2019

Messaggio di Natale 2019
Fr. Francesco Patton- Custode di Terra Santa

“ Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia ” ( Lc 2,7)

Otto secoli fa san Francesco ha avuto la grazia di venire pellegrino in Terra Santa. Fu in quella occasione che incontrò disarmato il Sultano d’Egitto e gli annunciò il Vangelo. Grazie a quell’incontro poté poi probabilmente visitare questo luogo speciale, la mangiatoia di Betlemme, dove la Vergine Maria, depose con amore e con premura il suo Figlio Gesù dopo averlo dato alla luce e avvolto in poveri panni.

Qui san Francesco ha probabilmente contemplato quello che anche oggi noi e i pellegrini possiamo vedere: la mangiatoia e accanto l’altare sul quale viene celebrata l’Eucaristia.

Forse è per questo che ha voluto poi festeggiare il Natale a Greccio con questi semplici elementi: una mangiatoia vuota ed un altare sul quale celebrare l’Eucaristia. Ce lo ha ricordato anche papa Francesco nella sua recente visita a Greccio e con la Lettera Apostolica dedicata all’Ammirabile Segno del presepe. In molti dei suoi “Scritti” lo stesso san Francesco ci parla contemporaneamente della nascita di Gesù da Maria e del suo rendersi presente in modo umile nell’Eucaristia, come nell’Ammonizione I, nella quale ci dice:

“Ecco, ogni giorno il Figlio di Dio si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote”
(S. Francesco, Ammonizione I,16-18: FF 144).

Questo luogo, la mangiatoia di Betlemme, impreziosita quest’anno dal dono che papa Francesco ci ha fatto di una reliquia della santa culla in cui Maria depose il bambino Gesù, e l’altare sul quale quotidianamente celebriamo l’Eucaristia, devono perciò e prima di tutto riempirci il cuore di stupore e di riconoscenza. Quale meraviglia: il Figlio di Dio che si è fatto bambino continua a donarsi a noi in modo umile attraverso l’Eucaristia. Così ogni altare diventa la mangiatoia di Betlemme, le mani del sacerdote diventano la mangiatoia di Betlemme, ognuno di noi diventa la mangiatoia di Betlemme nella quale viene deposto con amore il Figlio di Dio nella sua piccolezza ed umiltà.

Che la celebrazione del Natale ci porti a seguire ed imitare l’umiltà di Dio: la mangiatoia e l’altare, luogo in cui riceviamo il dono quotidiano del Figlio di Dio che si umilia per noi, impegnino anche noi a farci piccoli, a donare noi stessi, ogni giorno.

A chi si sente solo, abbandonato e umiliato, a chi soffre a causa della prepotenza, della violenza e della guerra, a chi sente spegnersi la gioia e la speranza, a ciascuno di voi e alle vostre famiglie:

Buon Natale dalla Mangiatoia di Betlemme,
Buon Natale dall’altare di Betlemme,
Buon Natale dal luogo in cui il Figlio di Dio si è fatto bambino per la nostra salvezza!

La tesi del Dio alieno di Mauro Biglino smontata pezzo per pezzo

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APPROFONDIMENTI

Mauro Biglino © Gabriele Geraci/CC | Alien © adike/Shutterstock. Giovanni Marcotullio/Aleteia Italia | Mag 09, 2017

Molti dei suoi lettori cercano in lui semplicemente un puntello per sorreggere la loro ostilità al cristianesimo e alla Chiesa, ma non pochi tra loro restano turbati dai suoi libri per difetto di strumentario tecnico

Pare che il paradossale apologeta inglese non l’abbia mai scritta, questa cosa, ma certamente è innegabile il suo sapore chestertoniano: «Quando la gente smette di credere in Dio non è vero che non crede più a niente: anzi, comincia a credere a tutto». Mi torna in mente ogni volta che vedo qualcuno levarsi dal collo “il giogo della fede” e caricarsi quello delle superstizioni… ma anche quello delle dicerie, dei complottismi, delle “fake news”.

Ci penso una volta di più leggendo Antico e Nuovo testamento, libri senza Dio, di Mauro Biglino. Nelle intenzioni dell’autore, questo libro dovrebbe replicare ad alcune delle obiezioni fondamentali mosse ai suoi lavori precedenti da alcuni lettori critici. Recentemente, la Uno Editori ha raccolto questo titolo con i due precedenti, del medesimo autore, ed ha accorpato il tutto con un capitolo inedito. Evidentemente autore ed editore guardano a questi scritti considerandoli in qualche modo un punto d’arrivo, un traguardo di compiutezza.

Meglio così: se non altro sappiamo che leggendo queste pagine attingiamo a uno stadio tendenzialmente stabile della loro proposta. Per quanto nell’introduzione all’ultimo volume della trilogia, appunto, si legga:

Questo nuovo libro è come un fiume, una corrente il cui flusso scorre con i pensieri che si richiamano gli uni con gli altri senza suddivisioni didascaliche.

(p. 12)

A dire il vero, una suddivisione mi sembra ravvisabile fin dall’indice: i capitoli 1-4 si concentrano sulla questione del termine “אֱלוֹהִים” [“Elohîm”]; i capitoli 5-6 entrano nel Nuovo Testamento e discutono le narrazioni sulla figura di Gesù; mentre gli ultimi capitoli (7-9) ambiscono a tirare le somme di tutte le considerazioni precedenti, appurando una buona volta se «quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso» o no. Chiaramente Biglino ritiene di sì, cioè che grossomodo tutte le credenze accumulate e trasmesse nei secoli mediante e riguardo ai testi biblici siano nient’altro che un sistema di controllo e di dominio delle coscienze. Invenzioni «costruite a tavolino – recita il sottotitolo del libro – per mantenere il potere».

Non una tesi inedita, a ben pensare: da Marx in qua, una siffatta critica è stata rivolta a ogni religione, e in particolare al cristianesimo. Anche il bersaglio di Biglino, si parva licet…, è in prima e fondamentale istanza la tradizione cristiana (e cattolica in specie), ma ciò comporta infine un attacco a ogni credenza religiosa. Neppure Marx aveva inventato qualcosa di eccezionale, a dirla tutta: almeno da Cicerone in qua si ammette che nell’età classica le liturgie romane fossero meri instrumenta regni (strumenti di governo), e che nessuno dei ceti alti credesse davvero alle divinità. A chi non conosca le tesi di Biglino sembrerà forse strano, ma in effetti l’accostamento alla testimonianza ciceroniana parrebbe portare acqua al suo mulino, poiché è convinzione dell’autore che il “dio unico” di Israele altro non sia che uno dei tanti “dèi” discesi dal cielo chissà come e chissà quando, che le religioni tutte siano in sostanza un inganno ordito dagli alieni per assoggettare gli uomini e che vi sia sempre stato qualcuno “messo a parte” del segreto – qualcuno che avrebbe tratto maggior frutto dalle mistificazioni religiose – e Cicerone sarebbe un candidato meraviglioso da portare a supporto di questa tesi. Anzi, strano che non se ne trovi traccia, nelle pagine di Biglino…

Ma forse il lettore ignaro dell’opera di Biglino sta rimanendo disorientato dall’eterogeneità degli argomenti chiamati in causa: filologia semitica, archeologia, letteratura classica, ufologia… No, non mi sono sbagliato: c’è davvero tutto questo nelle sue singolari tesi.

 Leggi anche: Mauro Biglino? Gli danno torto sia gli ebrei antichi e credenti sia quelli atei e moderni

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Il profeta Ezechiele descrive davvero un UFO?

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APPROFONDIMENTI

EZECHIELE UFO

Pixabay – Domaine Public Simone Venturini | Gen 29, 2018

Tra i profeti d’Israele, quelli che più di ogni altro sono entrati in contatto con i misteri del mondo e del tempo di Dio sono indubbiamente Ezechiele e Daniele. A dire il vero erano più dei mistici – una specie di odierni santoni – che vissero esperienze assai misteriose. Ezechiele (in ebraico, yechezeqel, “Dio rafforzerà”) visse alla fine del VI secolo a.C. Era figlio di un sacerdote chiamato Buzì (Ezechiele 1,3) e perciò anch’egli apparteneva alla classe sacerdotale. Dovette lasciare la sua amata patria giudaica durante la prima deportazione, nel 597 a.C., quando Nabucodonosor condusse a Babilonia tutta la casa reale di Gerusalemme, insieme ai notabili della città (cfr. 2 Re 24,10-17). Profeta assai singolare, a differenza di Isaia o Geremia, non formulò delle vere e proprie previsioni, bensì ricevette numerose visioni (Ezechiele, capitoli 138-113740-48). In particolare, si dice spesso che la mano del Signore lo avesse afferrato e portato in luoghi anche assai distanti da Babilonia (cfr. 8,1-3; 37,1; 40,1). Così leggiamo, per esempio, in questo emblematico testo (tradotto direttamente dall’originale): «Uno spirito mi acciuffò per per i capelli, mi sollevò fra terra e cielo e mi portò in visioni divine (in ebr. mar’òt ’elohìma Gerusalemme» (Ezechiele, 8,3). L’espressione mar’òt ’elohìm può essere tranquillamente tradotto con “estasi”, soprattutto a motivo di ciò che subito prima era stato detto: «uno spirito divino mi sollevò tra terra e cielo», ovvero Ezechiele era stato misteriosamente portato a mezz’aria. Effettivamente si tratta di una dimensione che sta nel mezzo, anche se il fatto che Ezechiele sia stato condotto in questa zona intermedia da uno spirito impedisce di dare all’espressione un senso troppo materiale.

Recentemente, alcuni esperti hanno accostato queste ed altre esperienze al fenomeno della trance, tipico tra gli sciamani, per mezzo del quale un uomo o una donna possono essere guidati da uno spirito e fare così delle esperienze impossibili in un normale stato di coscienza.

 Leggi anche: La prima apparizione della Madonna fu un atto di bilocazione, ed è la sua invocazione più antica

Senza allontanarsi troppo dalla cultura occidentale, nella mistica cristiana è ben noto il fenomeno della bilocazione, per mezzo della quale una persona – per esempio, padre Pio – poteva trovarsi simultaneamente in più di un luogo. Tuttavia, questo fenomeno suscita non poche perplessità nella comunità scientifica, poiché la copia della stessa persona in genere viene vista a grande distanza dall’originale, mentre in nessun caso la persona sdoppiata si troverebbe a pochi metri di distanza, permettendo così una “verifica” sperimentale. Inoltre, non sarebbe possibile che una copia perfetta in carne e ossa appaia in un altro luogo, se non l’anima. Probabilmente, l’estasi di Ezechiele è un fenomeno profetico assai singolare. L’espressione «tra cielo e terra» era stata usata anche nella Genesi (cfr. 1,1) per dire che tutto ciò che esiste è in qualche modo originato da Dio. Al di fuori di questo quadro di riferimento, penso che sia difficile esplorare il mistero del luogo in cui fu trasportato Ezechiele.

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Avventure nel viaggiare in treno … Diario del 16 aprile 2019

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16 aprile 2019Br. Guy Consolmagno

Notizie di viaggio! Sono a Tucson oggi; Ecco dove sono stato, e dove andrò …

Altre statistiche: dal  2 aprile abbiamo aggiunto 60 persone in più per ricevere notifiche su questi post tramite Twitter, Facebook o direttamente per richiedere aggiornamenti via email qui. E abbiamo aggiunto altri due abbonati a pagamento, ora fino a 124. Grazie, e benvenuto! Se potessimo raddoppiare la dimensione dei lettori, raddoppieremmo il numero di sostenitori? Probabilmente non è così semplice … ma sarebbe certamente d’aiuto.

Due sacerdoti-astronomi, p. Matteo Galaverni e p. Alessandro Omizzolo, mi ha raggiunto per un tour a Padova; più tardi, Alessandro mi ha portato in cima a quella torre, sede del dipartimento di astronomia dell’Università di Padova.

Altri viaggi: ho terminato il mio mese in Italia con un viaggio a Padova, dove ho visitato la storica torre di astronomia dell’Università di Padova e i telescopi all’Osservatorio di Asiago. Ma poi, seguendo uno splendido treno notturno da Padova a Parigi e un treno ad alta velocità per Bruxelles, ho potuto assistere alla storica presentazione della prima immagine di un Black Hole e alla celebrazione del 100 ° anniversario della IAU. E qui, è appeso un racconto …

Per leggere il resto di questo post, devi essere  un membro pagato di Sacred Space , e loggato come tale!Serie Navigation<< ⓜ Diario del 2 aprile 2019

Relazionato

Ⓜ Diario del 2 aprile 2019

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1 aprile 2019

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Br.  Guy Consolmagno

A proposito di Br. Guy Consolmagno

Il fratello Guy Consolmagno SJ è direttore dell’Osservatorio Vaticano e Presidente dell’Osservatorio Vaticano. Nativo di Detroit, nel Michigan, ha conseguito la laurea e il master presso il MIT e un dottorato in Scienze planetarie presso l’Università dell’Arizona; era un ricercatore post-dottorato presso Harvard e il MIT, prestò servizio nel Corpo di pace degli Stati Uniti (Kenya) e insegnò fisica universitaria al Lafayette College prima di entrare nei gesuiti nel 1989.

All’Osservatorio Vaticano dal 1993, la sua ricerca esplora le connessioni tra meteoriti, asteroidi e l’evoluzione di piccoli corpi del sistema solare, osservando le comete di Kuiper Belt con il telescopio del Vaticano di 1,8 metri in Arizona, e applicando la sua misura delle proprietà fisiche dei meteoriti alla comprensione delle origini degli asteroidi e struttura. Insieme a più di 200 pubblicazioni scientifiche, è autore di numerosi libri popolari tra cui Turn Left a Orion(con Dan Davis), e più recentemente Will You Baptize a Extraterrestial? (con padre Paul Mueller, SJ). Ha anche ospitato programmi scientifici per BBC Radio 4, è stato intervistato in numerosi film documentari, è apparso su The Colbert Reporte per più di dieci anni ha scritto una rubrica scientifica mensile per la rivista cattolica britannica, The Tablet .

Il lavoro del dott. Consolmagno lo ha portato in tutti i continenti della Terra; per esempio, nel 1996 ha trascorso sei settimane a collezionare meteoriti con una squadra della NASA nelle regioni di ghiaccio blu dell’Antartide orientale. Ha fatto parte dei consigli di amministrazione della Società Meteoritica; la Divisione American Astronomical Society for Planetary Sciences (di cui è stato presidente nel 2006-2007); e IAU Commission 16 (Planets and Satellites). Nel 2000, il comitato per la nomenclatura dei piccoli corpi della IAU nominò un asteroide, 4597 Consolmagno, in riconoscimento del suo lavoro. Nel 2014 ha ricevuto la Carl Sagan Medal dall’American Astronomical Society Division for Planetary Sciences per l’eccellenza nella comunicazione pubblica nelle scienze planetarie.

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Beresheet si è schiantata sulla Luna

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UN PROBLEMA AL MOTORE PRINCIPALE

Era un grande sogno – forse troppo grande, per il budget a disposizione – quello della compagnia israeliana SpaceIL: un atterraggio morbido sul nostro satellite. Un sogno che si è infranto poco prima di mezzanotte a una dozzina di km dal suolo, quando il lander ha iniziato ad andare fuori controllo di Marco Malaspina   venerdì 12 Aprile 2019 @ 00:52

Fotogramma tratto dalla diretta streaming. Crediti: SpaceIL

Allacciatevi le cinture, stiamo per atterrare sulla Luna. Con questo titolo aveva avuto inizio la diretta su YouTube della fase finale di approdo della navicella spaziale israeliana Beresheet sulla Luna. Ma le cinture non sono bastate: dopo quasi due mesi di navigazione, proprio durante gli ultimissimi minuti della fase di discesa, a pochi km dalla superficie del nostro satellite naturale – come una rete subita al novantesimo – qualcosa è andato storto.

“Pare che ci sia un problema al motore principale”, si sente dire dal commentatore al minuto 36:24della diretta YouTube. Il problema, stando agli indicatori, è che il motore non va. I responsabili della missione decidono a questo punto di tentare una manovra disperata: un reset completo di Beresheet per riavviare il motore. Per un istante il miracolo sembra avverarsi: le spie si accendono, scatta l’applauso. Ma dura meno di un secondo: subito le luci tornano grigie. “No, no”, si sente, mentre l’applauso ancora deve smorzarsi.

Fotogramma tratto dalla diretta streaming. Crediti: SpaceIL

La persistenza del problema la si intuisce osservando la brusca impennata nella velocità verticale di discesa del modulo, passata dai 25 metri al secondo prima che si interrompesse la telemetria – quando la sonda era ancora a 13 km di distanza dal suolo – ai 60, poi 70 e infine oltre i 100 metri al secondo. La telemetria si interrompe definitivamente quando la navicella è a 149 metri dal suolo.

È la fine del sogno di Israele di posarsi sulla Luna. Per ora. Un grande sogno per un piccolo paese che ambiva a diventare il quarto – dopo l’ex Unione sovietica, gli Usa e la Cina – a posare un proprio lander sulla Luna. Soprattutto, un grande sogno per un minuscolo budget: la cifra investita nell’impresa – 100 milioni di dollari di costo complessivo, versati quasi interamente da privati – era forse troppo ridotta rispetto all’ambizioso obiettivo. Ma essere arrivati così vicini alla meta significa che non è un sogno impossibile: superata la delusione iniziale, Israele potrà riprovarci. Comunque è entrato a far parte del ridotto club di paesi che sono riusciti a entrare in orbita lunare. E insieme al dispiacere, insieme alle congratulazioni – a partire da quelle del capo della Nasa Jim Bridenstine – per esserci arrivati a un soffio, è già giunto anche un primo segnale concreto di incoraggiamento a riprovarci: il presidente della X Prize Foundation, Peter Diamandis, ha infatti annunciato con un tweet che SpaceIL riceverà in ogni caso il milione di dollari del Moonshot Award per continuare a lavorare su Beresheet 2.0.

Don’t stop believing! We came close but unfortunately didn’t succeed with the landing process. More updates to follow.#SpaceIL #Beresheet pic.twitter.com/QnLAwEdKRv

— Israel To The Moon (@TeamSpaceIL) April 11, 2019

#SOUL – Padre Guy Consolmagno ospite di Monica Mondo

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Tv2000it

Pubblicato il 31 mar 2019

Padre Guy Consolmagno è Direttore della Specola Vaticana, l’istituzione scientifica di astronomia e astrofisica più antica e celebre, con sede originaria in Vaticano e poi a Castelgandolfo, dove si formarono generazioni di scienziati, Galileo compreso. Oggi a Tucson, in Arizona, dove le menti migliori collaborano con scienziati di ogni continente per esplorare i segreti dello spazio. Averlo in Italia, e soprattutto libero di regalarci mezz’ora di dialogo è un miracolo. Di solito si interpella Consolmagno per chiedergli del rapporto conflittuale scienza-fede, o se esistono esseri alieni e fanno parte del disegno di Dio: essendo uno spirito dotato di sense of humor,(si definisce un nerd della fede e della scienza!) sa dare risposte spiazzanti e brillanti. Conta di più capire che la ricerca della verità è lo scopo di chi fa scienza, e di chi vive la fede; la capacità di cercare insieme, anche a chi apparentemente è lontano culturalmente; lo stupore e l’umiltà necessari a camminare nell’indagine, senza pretendere di costringere in un universo o nel nostro pensiero il mistero di Dio. Da Galileo a Interstellar, fino alle presunte scoperte di alcuni scienziati russi sulla possibilità che alcune particelle tornino indietro nel tempo…

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“Friends of the Vatican Observatory”

http://www.friendsofthevaticanobservatory.wordpress.com

“Amigos del Observatorio Vaticano”

http://www.amigosdelobservatoriovaticano.wordpress.com

“Amigos do Observatório do Vaticano”

http://www.amigosdoobservatoriodovaticano.wordpress.com

“Amici della Specola Vaticana”

http://www.amicidellaspecolavaticana.wordpress.com

“The Church and the Extraterrestrial”

http://thechurchandtheextraterrestrials.wordpress.com

“La Iglesia y los Etraterrestres”

http://laiglesiaylosextraterrestres.wordpress.com

“A Igreja e os Extraterrestres”

http://aigrejaeosextraterrestres.wordpress.com

“La Chiesa e gli Extraterrestri”

http://lachiesaegliextraterrestri.wordpress.com

“John Paul Christian Rome”

http://johnpaulchristianrome.wordpress.com

“Juan Pablo Roma Cristiana”

http://juanpabloromacristiana.wordpress.com

Papa Francesco chiede di pregare per i cristiani perseguitati

Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Cristianesimo/Christianity, Custodia di Terra Santa/Custody of the Holy Land, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Gesuiti/Jesuits, Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Papa Francesco/Pope Francis, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Terra Santa/Holy Land

CHIESA

VIDEO PAPA MARZO

©La Rete Mondiale di Preghiera del PapaAleteia | Mar 05, 2019

Nel Video del Papa per il mese di Marzo, l’appello per i credenti che vivono in luoghi in cui la libertà religiosa e i diritti umani non sono garantiti

Farsi il segno della croce, leggere la Bibbia, andare la domenica a Messa, parlare di Gesù, recitare il Rosario, sono cose che ci sembrano normali e quotidiane. Tuttavia, in molti luoghi del mondo, non è così, e farlo significa rischiare la propria vita, essere assassinati, lapidati o finire in campi di lavoro forzato.

Il Video del Papa per Marzo 2019

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Quest’anno è iniziato con un attentato durante una Messa nella cattedrale di Jolo, nelle Filippine, in cui sono morte 23 persone. L’anno scorso nel mondo sono stati assassinati 40 missionari, 35 di loro sacerdoti. Due erano della Repubblica Centrafricana, massacrati a fine novembre insieme a 80 fedeli nel campo profughi di Alindao. Senza dimenticare i casi clamorosi come quello di Asia Bibi, la madre pakistana accusata di blasfemia, condannata a morte e liberata dopo 9 anni di prigione. O quello dei 21 egiziani decapitati nel 2015, o ancora il massacro di Peshawar nel dicembre del 2014, quando furono massacrati più di 130 scolari.

Ci sono migliaia di casi come questi di cui non veniamo a conoscenza perché non arrivano ai mezzi di informazione. Secondo il Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), i cristiani sono la religione più perseguitata al mondo. Questo diritto fondamentale dell’uomo è seriamente minacciato in 38 paesi, 21 dei quali sono classificati come persecuzione. “In molte parti del mondo la libertà religiosa non è un’idea; è una questione di sopravvivenza. Non si tratta di essere più o meno a proprio agio con i fondamenti ideologici che sono alla base della libertà religiosa; si tratta di evitare un bagno di sangue”, ricorda Thomas Heine-
Geldern, presidente esecutivo di ACN”.

Nel Il Video del Papa del mese di marzo, progetto della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, Francesco indica che “forse sembrerà difficile da credere, ma oggi ci sono più martiri che nei primi secoli”, perché “dicono la verità e annunciano Gesù Cristo”, “anche in paesi che in teoria e sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani”. E chiede a tutti noi di pregare, “per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti”.

Padre Frédéric Fornos SJ, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa e del Movimento Eucaristico Giovanile, ha affermato dal canto suo che “la situazione dei cristiani perseguitati nel mondo sembra sempre meno lontana e astratta. Sono loro, ma potremmo essere noi. Come dice il Santo Padre, anche in Paesi che in teoria e sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani può essere presente una sottile discriminazione. “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia” (Matteo 5,11).

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Tags:CRISTIANI PERSEGUITATIPAPA FRANCESCO

Sacra è la cenere. La Quaresima del cristiano

Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Cristianesimo/Christianity, Custodia di Terra Santa/Custody of the Holy Land, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Gesuiti/Jesuits, Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Papa Francesco/Pope Francis, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Terra Santa/Holy Land

Sacra è la cenere. La Quaresima del cristiano

di occhetta.f

La cenere – imposta sul capo dei credenti il mercoledì delle ceneri – è spiegata in una poesia di Pär Lagerkvist:

Solo quel che arde / diviene cenere. /Sacra è la cenere.
Tu mi sfiorasti / e io divenni cenere.
Il mio io, il mio essere divenne cenere,
consumato da te.
Così dice l’amante e il credente. / Tu mi sfiorasti. Io sono sacro.
Non io ma la mia cenere è sacra
”.

La cenere è debolezza e finitudine, è vita passata e mortalità ma soprattutto è tutto ciò che la mano di Dio infuocata d’amore tocca nella vita fino a bruciarla e a trasformarla in cenere. E proprio in quella cenere la mortalità conserva tutta la Sua eternità, per la potenza della risurrezione.

La quaresima è un periodo di lotta spirituale che ricorda i 40 giorni di Gesù nel deserto, quando è stato condotto dallo Spirito Santo appena dopo il suo battesimo. La lotta per non perdere la memoria della nostra cenere e della nostra finitudine è descritta anche nell’Antico testamento, per esempio nel libro del Siracide dove si legge all’inizio: “Uomo se vuoi servire il Signore preparati alla tentazione”. 
Le tre tentazioni di Gesù nel deserto, sono le tentazioni dell’uomo di sempre. «Le grandi tentazioni non sono quelle di cui è preoccupato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle, ad esempio, che riguardano il comportamento sessuale, ma quelle che vanno a demolire la fede» (O. Clément).

Anche il Talmud ricorda che nella vita per comprendere il senso della cenere occorre essere “ricco”, “potente” e “sapiente”. Sono però rivoluzionari le definizioni però a cui siamo chiamati: “Ricco: è colui che si accontenta di quello che ha. Potente è colui che controlla i suoi istinti. Sapiente é colui che è in grado di imparare da tutti”.

Radice di ogni male di vivere sono l’apparire, l’avere e il potere. Delle tre il potere è il male assoluto, decentra da sé, porta a svendersi, fa sentire “gonfi” ma alla fine è un narcotizzante per non far guardare in faccia la cenere che siamo. 
Così nel periodo di Quaresima occorre custodire tre grandi segreti insegnati dalla Chiesa per relazionarci con gli altri, con se stessi e con Dio: l’elemosina, il digiuno e la preghiera… Ha scritto il Papa quest’anno: “Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”.

Non sono solo pratiche, ma un’appartenenza a una relazione, quella con Dio, e a una comunione con i fratelli che può far riaccendere nel (proprio) mondo il fuoco che si nasconde sotto la cenere del dolore, della malattia, della finitudine e della mortalità.