Pensieri e azioni sono decisi dal cervello o dalla coscienza?

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© pixologic Gelsomino Del Guercio | Gen 20, 2020

Il libero arbitrio è centrale per l’uomo. Sanguineti: amore e peccato sono imputabili alla libertà umana

L’io cosciente sarebbe più un notaio che certifica i fatti quando sono già accaduti (anche se poi si attribuisce ingiustamente la scelta) che non uno stratega. Ogni nostra attività sarebbe decisa dal cervello.

Il neurofisiologo di fama internazionale Piergiorgio Strata qualche tempo ha, presentando le ultime conoscenze sui meccanismi cerebrali, concludeva che il libero arbitrio è un’illusione. Un’affermazione “rivoluzionaria”, che ha scatenato parecchie polemiche.

Gli esperimento di Libet

Un’idea del genere negherebbe il funzionamento della coscienza. Il professore Juan José Sanguineti, ordinario di Filosofia della conoscenza alla Pontificia Università della Santa Croce, esperto di neuroscienze, è scettico:

«Secondo quanto l’articolo dice, mi pare che le obiezioni all’esistenza della libertà della parte della neurobiologia siano due. Prima di tutto, quando si dice che la decisione cerebrale avviene “qualche secondo prima che la coscienza intervenga”, è ovvia l’allusione ai famosi esperimenti di Libet, che risalgono agli anni ’80 e che poi sono stati ripetuti secondo diverse modalità».

ARTIFICIAL INTELLIGENCE

L’origine dei movimenti

Questi esperimenti, secondo Sanguineti, «dimostrano che movimenti volontari semplici eseguiti in laboratorio, come decidere arbitrariamente di muovere un dito o una mano entro un periodo di tempo prefissato, sono anticipati da un potenziale di preparazione corticale circa un secondo prima, e anche ancora prima, che il soggetto indichi di essere cosciente di aver compiuto la decisione di muovere il dito o la mano».

Allo stesso tempo non consentono di concludere semplicemente che le nostre scelte siano sempre precedute (e quindi causate, cioè che non siano vere scelte libere) da attivazioni cerebrali.

«La scelta di muovere arbitrariamente un dito in quelle condizioni di laboratorio non è l’esempio più tipico di atto libero. C’è stata anche la scelta di decidere di sottomettersi all’esperimento. In altri casi, si può scegliere di fare una cosa tra una settimana, o tra un anno. Alcune scelte immediate, invece, possono essere quasi automatiche, perché ci si è abituati, o perché si è scelto in anticipo di entrare in un corso di azione, come chi comincia una corsa o chi comincia a suonare la chitarra, dovendo compiere in seguito molti atti semi-automatici che comunque sono liberi».

Leggi anche: Perché la scienza non ha mai confutato il libero arbitrio…

Diversi tipi di azioni volontarie

Ci sarebbe, dunque, «molto da discutere» su questo esperimento, e «infatti la letteratura al riguardo è molto ampia e non tutti concludono che il libero arbitrio non esista».

Il problema, sostiene l’esperto, «è che ci sono molte modalità di atti volontari e che la genesi dell’atto volontario può essere più complessa di quanto possiamo immaginarci. Si pensi, ad esempio, che una cosa è la scelta libera, e un altra è l’espressione esterna di tale scelta – che poi è quello che l’esperimento di Libet misura – la quale ovviamente viene dopo nel tempo».

Libero arbitrio e patologie

In secondo luogo, le obiezioni alla libertà nell’articolo sembrano nascere da gravi patologie in cui il soggetto compie atti criminali (il caso del cannibale-serial killer americano Dahmer) o comunque atti moralmente diversi da quello che si era abituati a fare (come nel caso di Phineas Gage, l’uomo a cui una sbarra perforò l’occhio e che dopo l’incidente da persona tranquilla divenne iroso, asociale, senza inibizione).

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Il misticismo e il problema mente-corpo

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16 gennaio 2020

di John Horgan/Scientific American

© Westend61-RF / AGF 

Il misticismo può essere una risposta alle domande irrisolte sul rapporto tra mente e corpo? La questione, che include problemi come quelli della coscienza, del libero arbitrio e del senso della vita, è stata al centro di un seminario informale intitolato “Fisica, esperienza e metafisica”, che ha coinvolto fisici, filosofi, psicologi e studiosi di varie discipline umanistiche

Ho trascorso una settimana partecipando a un simposio sul problema mente-corpo, il più profondo di tutti i misteri. Porsi il problema del rapporto tra mente e corpo – che poi comprende quelli della coscienza, del libero arbitrio e del senso della vita – significa chiedersi che cosa siamo veramente. Siamo materia alla quale è semplicemente capitato di dare origine a una mente? O può essere invece, come tanti sapienti hanno …

La scienza da tenere d’occhio nel 2020

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31 dicembre 2019

di Davide Catelvecchi/Nature

Illustrazione del rover della missione Mars 2020 della NASA (©NASA/JPL-Caltech) 

L’agenda della ricerca per il prossimo anno è fitta di eventi: ecco i più attesi, dalla lotta al cambiamento climatico alla conquista di Marte, dalla superconduttività ad alta temperatura alle batterie a ioni di litio “a stato solido”

Attacco a Marte
Nel 2020 si assisterà a una vera e propria invasione di Marte poiché diversi veicoli spaziali, tra cui tre lander, si dirigeranno verso il pianeta rosso. La NASA lancerà il suo rover Mars 2020, che metterà da parte campioni di roccia che verranno riportati sulla Terra in una missione futura e porterà anche un piccolo drone-elicottero separabile. La Cina invierà su Marte il suo primo lander, Huoxing-1, che dispiegherà un piccolo rover. Se saranno risolti i problemi con il paracadute di atterraggio, un lanciatore russo porterà sul pianeta un rover dell’Agenzia spaziale europea (ESA). E gli Emirati Arabi Uniti invieranno un orbiter, nella prima missione su Marte di un paese arabo.

Più vicino a casa, la Cina ha in programma di inviare sulla Luna la missione di recupero dei campioni Chang’e-5. E in altre parti del sistema solare, la missione giapponese Hayabusa 2 dovrebbe riportare sulla Terra campioni dell’asteroide Ryugu, mentre OSIRIS-REx della NASA “assaggerà” un pezzo dell’asteroide Bennu.

Nuovi dati sul cosmo
Dopo il successo mediatico ottenuto nel 2019 dalla sua immagine di un buco nero supermassiccio al centro della galassia Messier 87, la collaborazione Event Horizon Telescope prevede di pubblicare nuovi risultati, questa volta sul buco nero al centro della Via Lattea, che potrebbero includere altre immagini e forse anche un video del gas che turbina attorno al colossale Sagittarius A*.

Nel corso dell’anno, la missione Gaia dell’ESA aggiornerà la sua mappa 3D della Via Lattea, che ha cambiato notevolmente il modo in cui gli scienziati comprendono la struttura e l’evoluzione della Galassia. E gli astronomi che si occupano di onde gravitazionali sveleranno le scoperte riguardanti le collisioni cosmiche osservate nel 2019 che hanno creato increspature nello spazio-tempo, tra cui molte fusioni di buchi neri e anche collisioni mai viste prima tra un buco nero e una stella.

La prima foto di un buco nero

di Davide Castelvecchi / Nature
Sogni di megacollider
Nel 2020, il CERN spera di ottenere i finanziamenti per un futuro megacollider. Nel mese di maggio, il CERN terrà una riunione straordinaria del suo consiglio direttivo a Budapest, dove un comitato deciderà sui futuri progetti nell’ambito dell’aggiornamento della Strategia europea per la fisica delle particelle del laboratorio. La proposta del CERN include una serie di opzioni per un futuro collider. Il laboratorio spera di costruire una macchina da 100 chilometri che potrebbe essere fino a sei volte più potente del Large Hadron Collider e costare fino a 21 miliardi di euro.

Negli Stati Uniti, il Fermi National Accelerator Laboratory, nei pressi di Chicago, dovrebbe svelare i risultati tanto attesi dal Muon g-2, una misura ad alta precisione di come i muoni – i fratelli maggiori degli elettroni – si comportano in un campo magnetico. I fisici sperano che lievi anomalie possano rivelare particelle elementari precedentemente sconosciute.

Un lievito sintetico
Nel 2020 dovrebbe concludersi un ambizioso progetto di biologia sintetica per ricostruire il comune lievito usato nella panificazione (Saccharomyces cerevisiae). Prima di ora, i ricercatori hanno completamente sostituito il codice genetico di organismi molto più semplici, come il batterio Mycoplasma mycoides, ma farlo nelle cellule di lievito è molto più impegnativo per la loro complessità. Il progetto, chiamato Synthetic Yeast 2.0, è una collaborazione tra 15 laboratori in quattro continenti. I ricercatori hanno sostituito pezzo per pezzo il DNA in ciascuno dei 16 cromosomi di S. cerevisiae con versioni sintetiche. Hanno anche sperimentato la riorganizzazione e la modifica del genoma, o l’eliminazione di suoi pezzi, per capire come si è evoluto l’organismo e come affronta le mutazioni. I ricercatori sperano che le cellule di lievito ingegnerizzate adotteranno metodi più efficienti e flessibili per ottenere una serie di prodotti, dai biocarburanti ai farmaci.

Microfotografia di Saccharomyces cerevisiae (©Science Photo Library/AGF)

Compiti a casa per il clima
Ad agosto, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente pubblicherà un importante rapporto sugli aspetti scientifici e tecnici della geoingegneria, l’insieme degli approcci che potrebbero essere adottati per combattere i cambiamenti climatici. Questi includono estrarre l’anidride carbonica dall’atmosfera e bloccare la luce solare. Sempre nel 2020, l’Autorità internazionale per i fondali marini dovrebbe emanare i tanto attesi regolamenti che consentiranno lo sfruttamento minerario del fondo del mare. Gli scienziati temono che non si sappia abbastanza su come la pratica possa danneggiare gli ecosistemi marini, con un impatto potenzialmente disastroso su ambienti già stressati.

Ma il grande evento sul clima sarà a novembre, quando la conferenza sul clima COP26 – un momento di verità per l’accordo di Parigi – prenderà il via a Glasgow, nel Regno Unito. In base all’accordo del 2015, i paesi devono presentare obiettivi aggiornati per ridurre le loro emissioni di gas serra per contribuire a limitare il riscaldamento globale a non più di 2 °C. Ma la maggior parte dei paesi è stata lenta ad agire secondo le promesse. E il futuro del trattato stesso è in bilico: ci si aspetta che gli Stati Uniti lo abbandonino formalmente in quel mese.

Verso le elezioni negli Stati Uniti
A novembre sono previste le elezioni per la Casa Bianca e il Congresso degli Stati Uniti, e il risultato potrebbe avere grandi implicazioni per la scienza, in particolare per il clima. Un secondo mandato in carica consentirebbe al presidente Donald Trump di continuare a sconfessare le politiche climatiche del suo predecessore e garantirebbe quasi sicuramente l’uscita formale degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi il giorno dopo le elezioni. I democratici potrebbero ostacolare questi piani conquistando la Casa Bianca o guadagnando la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso. Sono in palio i 435 seggi alla Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato.

Uomini e topi
Il sogno di far crescere organi sostitutivi per gli esseri umani in altri animali potrebbe farsi più vicino via via che i ricercatori avanzano in questa tecnica eticamente controversa. L’esperto di cellule staminali Hiromitsu Nakauchi dell’Università di Tokyo ha in programma di coltivare tessuti costituiti da cellule umane in embrioni di topo e di ratto. Quindi trapianterà quegli embrioni ibridi in animali surrogati, una pratica che non era consentita fino all’entrata in vigore di una nuova legge in Giappone lo scorso marzo. Nakauchi e collaboratori hanno anche fatto domanda per fare un esperimento simile usando embrioni di maiale. L’obiettivo finale della ricerca è produrre animali con organi che, alla fine, possano essere trapiantati nelle persone. Ma alcuni ricercatori pensano che sarà più sicuro ed efficace coltivare “organoidi” in laboratorio.

Contrattacco alle zanzare
Nella città indonesiana di Yogyakarta si concluderà un importante test su una tecnica che potrebbe arrestare la diffusione della febbre dengue. I ricercatori hanno rilasciato zanzare che veicolano i batteri Wolbachia, che inibiscono la replicazione dei virus trasmessi dalle zanzare che provocano dengue, chikungunya e Zika e hanno permesso la diffusione dell’infezione nella popolazione selvatica. Test più limitati in Indonesia, Vietnam e Brasile hanno dato risultati promettenti.

Inoltre, è promettente un vaccino contro la malaria che dovrebbe essere sperimentato sull’isola di Bioko, nella Guinea equatoriale. E nel 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità spera di eliminare la malattia del sonno, o tripanosomiasi africana, un enorme problema di salute pubblica. Questa famigerata malattia è causata dalla mosca tse-tse (Glossina spp.).

Femmina della zanzara Aedes aegypti, veicolo della febbre dengue (©agefotostock/AGF)

Sotto pressione
I fisici sperano di realizzare il sogno di creare un materiale che conduca elettricità senza resistenza a temperatura ambiente, anche se, per ora, quei materiali superconduttori funzionano solo a pressioni di milioni di kilopascal. In seguito al successo di composti noti come “superidruri” di lantanio, che nel 2018 hanno superato tutti i record di temperatura per superconduttività, i ricercatori sperano di sintetizzare superidruri di ittrio che potrebbero essere superconduttori a temperature fino a 53 °C.

Energia solida
Aziende grandi e piccole progettano di iniziare a vendere celle solari che utilizzano perovskiti, materiali promettenti che potrebbero essere più economici e più facili da produrre rispetto ai cristalli di silicio utilizzati nei pannelli solari convenzionali. Se abbinati al silicio in celle “tandem”, le perovskiti potrebbero produrre i pannelli solari più efficienti sul mercato.

Il settore energetico potrebbe raggiungere un altro traguardo durante i Giochi olimpici di Tokyo a luglio, quando si prevede che la Toyota svelerà il primo prototipo di un’auto alimentata da batterie agli ioni di litio “a stato solido”. Questi sostituiscono il liquido che separa gli elettrodi all’interno della batteria con un materiale solido, aumentando la quantità di energia che può essere immagazzinata. Le batterie a elettrolita solido durano più a lungo, ma tendono a caricarsi più lentamente.

 (L’originale di questo articolo è stato pubblicato su “Nature” il 20 dicembre 2019. 

Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati.)

I 10 eventi che hanno segnato la scienza del 2019

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20 dicembre 2019

La prima immagine di un buco nero (©EHT Collaboration)  

La rivista “Science” ha pubblicato la sua lista degli eventi scientifici più rilevanti per l’anno che sta per chiudersi: in cima alla top ten, la prima immagine di un buco nero. A seguire, i progressi dell’intelligenza artificiale e del calcolo quantistico, l’identikit dei Denisoviani, l’approvazione del vaccino per Ebola e di una terapia per la fibrosi cistica e altri ancora

Non poteva che esserci la straordinaria immagine di un buco nero pubblicata ad aprile in cima alla classifica dei dieci eventi scientifici più importanti dell’anno, stilata come di consueto dalla rivista “Science”. Quello che si vede è solo un anello di luce, ma rappresenta una conferma diretta di decenni di teorie sui buchi neri, che sono per definizione oggetti inosservabili, poiché catturano tutta la materia e la luce che entrano nel loro raggio di azione. Ma prima di finire inghiottiti per sempre, i gas diventano incandescenti ed emettono radiazione su un’ampia gamma di lunghezze d’onda, comprese le onde radio. Un segnale significativo, rilevabile con opportuni strumenti, come ipotizzato due decenni fa circa da alcuni astronomi.

L’occasione per ottenere un’immagine si è presentata con lo sviluppo della tecnica chiamata very-long baseline interferometry (VLBI) che combina i dati raccolti da strumenti molto distanti tra loro per simulare la capacità osservativa di un telescopio molto più grande e per rilevare così oggetti distanti con grande dettaglio. Il risultato, ottenuto con la rete globale di antenne radio Event Horizon Telescope (EHT) puntata verso la galassia Messier 87, è l’immagine che ha fatto il giro del mondo come la prima, storica fotografia di un buco nero.

La prima foto di un buco nero

di Davide Castelvecchi / Nature
I primi minuti della catastrofe
Circa 66 milioni di anni fa, scomparve il 76 per cento delle specie viventi del pianeta. Una delle ipotesi è che questa estinzione di massa sia stata causata da un evento catastrofico, e tutti gli indizi convergono sulla caduta di un asteroide nei pressi di Chicxulub, nel Messico meridionale. Sulla rivista  “Proceedings of the National Academy of Sciences” Robert De Palma, dell’Università del Kansas, e Jan Smit, della Vrije Universiteit di Amsterdam, hanno pubblicato una dettagliata descrizione del deposito fossilifero di Tanis, nel North Dakota, 3000 chilometri più a nord di Chicxulub. La ricca stratificazione di resti di pesci di acqua dolce e salata documenta ciò che accadde nei primi minuti del sisma e dello tsunami provocati dal cataclisma, fornendo una prova sperimentale diretta della teoria dell’asteroide.

I fossili raccontano l’inizio della catastrofe che cancellò i dinosauri

Un identikit per i Denisoviani
I tratti erano simili a quelli dei Neanderthaliani: bacino largo, fronte sfuggente e mascella sporgente. Ma avevano anche una faccia più ampia. Stiamo parlando dei Denisoviani, il cui aspetto è stato riscotruito in settembre, applicando una sofisticata tecnica di analisi genomica. I ricercatori hanno studiato le modificazioni chimiche del DNA chiamate metilazioni, e le hanno confrontate con un ampio database che le collega all’aspetto fisico. Ne è emerso un ritratto plausibile dei nostri antichi cugini filogenetici.

Faccia da Denisova

di Giovanni Sabato
Un vaccino contro Ebola
Ebola è un virus che provoca una terribile febbre emorragica. Già nel 2003, la casa farmaceutica Merck ha brevettato un vaccino contro l’infezione, somministrato a più riprese durante i diversi focolai che si sono succeduti negli anni e che hanno mietuto migliaia di vittime in Africa, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo. Quest’anno è arrivato il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) alla commercializzazione del vaccino, che così potrà essere stoccato e somministrato in modo capillare in caso di eventuali nuove epidemie.

Approvato il primo vaccino contro Ebola

di Ewen Callaway/NatureVerso il futuro a passi di qubit
Il futuro del calcolo automatico è nei computer quantistici, macchine che codificano l’informazione negli stati quantistici dei sistemi microscopici, sostituendo i bit – le unità d’informazione binaria – con i qubit, e determinando così un aumento esponenziale della capacità di calcolo. Queste sono le previsioni che si sentono ripetere ormai da decenni, perché le applicazioni pratiche sono ancora di là da venire. I risultati in ogni caso ci sono, anche se rimangono confinati entro le mura dei laboratori. L’ultimo in ordine di tempo è stato accolto dagli esperti come una vera e propria svolta verso la “supremazia quantistica”: i fisici di Google hanno annunciato di aver usato un chip contenente 53 qubit per fare un calcolo impossibile con macchine convenzionali. Il tempo impiegato è stato infatti di 200 secondi, contro i 10.000 anni che avrebbe impiegato uno dei migliori supercomputer attuali (anche se la stima di questo divario è stata contestata).

Google annuncia la supremazia quantistica

di Leonardo De CosmoGeni eucarioti negli Archea
Ci sono voluti 12 anni di studi per riuscire a sequenziare il genoma di un gruppo di archea chiamati Lokiarchea, in particolare del ceppo MK-D1 della specie Prometheoarchaeum syntrophicum. Ma alla fine il risultato è stato sensazionale, perché questo microrganismo possiede alcuni geni finora trovati solo nelle cellule eucariote, possedute da tutte le piante e tutti gli animali, compresi gli esseri umani. Le conseguenze sono di vasta portata perché la scoperta costringe a rivedere la suddivisione sistematica della vita cellulare: da tre domini – batteri, archea, eucarioti – bisognerà probabilmente passare a due – batteri e archea, con gli Eucarioti come sotto-dominio degli Archea – anche se la questione è ancora dibattuta.

La prima volta dei Lokiarchea in provetta

di Jonathan Lambert/NatureUn asteroide a due lobi
Nella Fascia di Kuiper, una regione di spazio oltre l’orbita di Nettuno, si trovano migliaia di asteroidi che conservano materiali che hanno subito poche modificazioni da quando si sono aggregati nelle epoche primordiali del sistema solare. Ma gli astronomi non hanno mai dato un sguardo ravvicinato a questi oggetti. Il 1° gennaio di quest’anno, la sonda spaziale della NASA New Horizons è passata vicino a uno di essi, rivelandone la strana forma: Arrokoth – questo il nome dell’oggetto – è formato infatti da due blocchi planetari uniti tra loro da uno stretto collo.

Un’immagine dell’asteroide Arrokoth (©NASA, Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, Southwest Research Institute, Roman Tkachenko)

Una speranza per la fibrosi cistica
Lo scorso mese di ottobre è stata posta una pietra miliare per il trattamento della fibrosi cistica: negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato una nuova associazione di tre farmaci, sviluppata dall’azienda farmaceutica Vertex, per il trattamento del 90 per cento delle forme di questa grave malattia ereditaria che determina un accumulo di muco denso nelle vie respiratorie con rischio di infezioni batteriche e danni ai polmoni. Negli studi clinici, il farmaco ha dimostrato di poter aumentare la funzionalità polmonare del 10-15 per cento. A smorzare gli entusiasmi per il risultato è arrivata però la notizia dell’esorbitante costo della terapia: circa 300.000 dollari all’anno, per un trattamento che dovrebbe essere protratto per tutta la vita.

Un microbioma per i bambini malnutriti
La malnutrizione colpisce ancora milioni di bambini nel mondo. E anche quando si riesce ad arrivare in tempo, ripristinando un’alimentazione sufficiente, il recupero della loro salute non avviene in modo completo: ciò è dovuto al fatto che il loro microbioma, l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino, non matura correttamente. Ma quest’anno un gruppo internazionale di ricerca ha sperimentato con successo un integratore alimentare, a basso costo e di facile preparazione, per stimolare la crescita dei batteri più vantaggiosi per l’organismo.

Bambini manutriti in un centro di assistenza in Bangladesh (© agefotostock / AGF)

L’IA più forte anche nel poker
Il no-limit Texas Hold ’em è una versione del poker che fino a quest’anno conoscevano solo gli appassionati del tavolo verde. Dallo scorso luglio invece il suo nome ha iniziato a circolare anche in ambito scientifico, da quando cioè è uscita la notizia che un algoritmo d’intelligenza artificiale ha battuto gli esseri umani anche in questo gioco, dopo gli storici successi negli scacchi e nel gioco di strategia di origine cinese Go. Il risultato è considerato una pietra miliare per l’IA, perché si tratta in questo caso di un gioco a informazione incompleta: i giocatori non conoscono le carte in mano gli avversari, che possono anche bluffare. (red)

Non giocate a poker contro quell’intelligenza artificiale

MARATONA UNIVERSI PARALLELI (9 video)

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[OBY] Divulgazione Scientifica
Trasmesso in anteprima il giorno 17 ago 2019

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PLAYLIST UNIVERSI PARALLELI
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Scienze e tecnologie



Top 10 buchi neri più massicci dell’universo – Parte 1 – #Astrocaffè

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Genetica/Genetics, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Neuroscienze/Neuroscience, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio del Sud Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio Europeo Australe (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio Europeo del Sud (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

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Pubblicato il 7 apr 2019

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Nella classifica di oggi scopriamo i primi 5 dei 10 più massicci buchi neri AD OGGI conosciuti (2019).
Ognuno di loro ha qualche particolarità, e a modo suo è un mostro senza pari!

Ecco altre info sui buchi neri
http://www.staff.science.uu.nl/~hooft…

COME NASCE UN BUCO NERO?
https://www.youtube.com/watch?v=EX11q…

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PER APPROFONDIMENTI SULLA PUNTATA

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EHI! ho scritto un nuovo libro sull’esplorazione del sistema solare, ed in particolare da Giove ad Ultima Thule, si chiama

“SU NETTUNO PIOVONO DIAMANTI”

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mentre il primo libro si intitola
“A PIEDI NUDI SU MARTE”
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In cosa si espande l’Universo? Dov’è il Centro e dove sono i Margini?

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Pubblicato il 24 lug 2012

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http://science.nasa.gov/astrophysics/…
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Cosa sono i Buchi Bianchi ?

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Pubblicato il 1 ott 2014

E se lanciassimo un gattino in un buco nero? :

https://www.youtube.com/watch?v=1uKTg…

Veniteci a trovare su

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ULTERIORI INFORMAZIONI:

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http://curious.astro.cornell.edu/ques…
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La galassia più grande nell’Universo – #AstroCaffè

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Pubblicato il 9 mag 2018

La nostra Via Lattea è una galassia di circa 120.000 anni luce in diametro. Ma quanto grandi possono diventare le galassie e qual è la più grande di tutte ?
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Ulteriori fondi e approfondimenti
http://www.astro.ucla.edu/research-ar…
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of…

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EHI! Se ti interessa l’astronomia, ho scritto un libro sull’esplorazione del sistema solare, e sulle cose più incredibili e belle che abbiamo mai scoperto su ognuno dei pianeti.

si chiama “A Piedi Nudi su Marte”

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Scienze e tecnologie

Cosa c’era prima del Big Bang ? – #AstroCaffè

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Pubblicato il 11 mar 2018

C’è mai stato un prima del Big Bang? In che modo potremo conoscere cosa c’era prima dell’inizio dell’universo?
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Ulteriori approfondimenti

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