Gli Scienziati stanno per Dimostrare che l’Universo dello Specchio esiste

Ammassi di Galassie/Clusters of Galaxies, Ammassi Stellari/Star Clusters, Ammasso di Galassie/Cluster of Galaxies, Ammasso Stellare/Star Cluster, Astrofisica/Astrophysics, Astronautica/Astronautics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Buchi neri/Black holes, Buco Nero/Black Hole, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Energia oscura/Dark energy, Fisica/Physics, Galassia/Galaxy, Galassie/Galaxies, Geologia/Geology, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Materia oscura/Dark matter, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Stella/Star, Stelle/Stars, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Superammassi di Galassie/Superclusters of Galaxies, Superammasso di Galassie/Super-cluster of Galaxies, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale Hubble/Hubble Space Telescope, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

IL LATO POSITIVO

Pubblicato il 27 lug 2019

La teoria degli universi multipli, o paralleli, offusca la linea tra realtà scientifica e fantascienza.
Oh sì, ed è un argomento di dibattito piuttosto vasto nella comunità scientifica, con grandi nomi da entrambe le parti.
Se credi nell’esistenza di universi multipli, allora ti farà sicuramente piacere sapere che hai dalla tua parte il grande Stephen Hawking! Ha una teoria piuttosto spettacolare sugli universi multipli.
Sì, l’idea è che tutto ciò che conosci: il nostro pianeta, il sistema solare, la nostra galassia, tutte le altre stelle e galassie là fuori che riescono a vedere i nostri telescopi; sono solo una parte minuscola di un puzzle inconcepibilmente gigante!

Segnalibri:
Che cosa è un “multiverso” 1:33
Ci sono infiniti me e ognuno è nel proprio universo 😱 3:02
Che aspetto hanno questi universi 3:39
Come sarebbe una versione parallela del nostro mondo? 4:45
Come si può dimostrare? 5:39
Come si può viaggiare in un altro universo? 8:27

#scienza #universo #latopositivo

SOMMARIO:

– Fino a pochi anni fa, gli scienziati erano sicuri che esistesse un solo universo che contenesse tutto ciò che è noto all’umanità, tra cui un unico universo.
– Questo è ora noto come teoria dei mondi multipli. (Sì, ci sono punti di vista diversi tra tutti i sostenitori del multiverso, e quello di Everett è solo uno dei tanti!) Quindi come funziona? Puoi immaginarlo come un diagramma di flusso che continua a ramificarsi.
– Alcuni credono che questi universi siano come delle bolle, totalmente invisibili l’una dall’altra perché, beh, non abbiamo una tale tecnologia! C’è anche il modello che mostra gli universi come dei fogli di carta impilati uno sopra l’altro.
– Quindi, come sarebbe una versione parallela del nostro mondo? Bene, alcuni attributi del nostro universo potrebbero essere diversi, mentre alcuni potrebbero essere uguali! Ad esempio, forse la versione parallela del nostro pianeta ha erba, alberi e uccelli che volano nel cielo e quant’altro.
– Comunque, prima di poter viaggiare in questi mondi, dobbiamo sapere che sono effettivamente reali. Dimostrare o smentire la loro esistenza non è un compito facile.
– L’idea è di far esplodere una manciata di particelle subatomiche attraverso un tunnel di 15 metri, oltrepassando un magnete, e sbattendo, alla fine, contro un muro. Se, dall’altra parte, alcune di quelle particelle escono come un’immagine speculare di sé stesse, ciò significherebbe che la scienza ha fatto una svolta di proporzioni galattiche!
– Alcuni scienziati ritengono che il Big Bang, che ha dato il via a tutto, potrebbe essere stato causato da due universi che si sono scontrati per formarne uno nuovo!
– Come è possibile viaggiare verso un nuovo universo? Naturalmente, stiamo parlando di fisica teorica, e ci sono molte teorie! Prima di tutto, ci sono gli wormhole!
– E, beh, c’è sempre la teoria di Stephen Hawking su come viaggiare in un altro universo: tutto ciò che devi fare è saltare in un buco nero!

Musica di Epidemic Sound
https://www.epidemicsound.com/

Materiali usato (foto, filmati e altro):
https://www.depositphotos.com
https://www.shutterstock.com
https://www.eastnews.ru

Iscriviti a “Il Lato Positivo”:
https://goo.gl/LRxYHU
Iscriviti a 5 MINUTI CREATIVI:
https://goo.gl/TXK8uY
Iscriviti a ENIGMI DI 7 SECONDI
https://bit.ly/2wevtol

Categoria
Persone e blog
Annunci

Quanto Lontano Potremo Spingerci Nel Cosmo?

Ammassi di Galassie/Clusters of Galaxies, Ammassi Stellari/Star Clusters, Ammasso di Galassie/Cluster of Galaxies, Ammasso Stellare/Star Cluster, Astrofisica/Astrophysics, Astronautica/Astronautics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Buchi neri/Black holes, Buco Nero/Black Hole, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Energia oscura/Dark energy, Fisica/Physics, Galassia/Galaxy, Galassie/Galaxies, Geologia/Geology, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Materia oscura/Dark matter, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Stella/Star, Stelle/Stars, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Superammassi di Galassie/Superclusters of Galaxies, Superammasso di Galassie/Super-cluster of Galaxies, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale Hubble/Hubble Space Telescope, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
IL LATO POSITIVO
Pubblicato il 5 lug 2019

La nostra mappa del mondo era finalmente completa intorno al 1820, con la scoperta dell’Antartide.
Ma perché fermarsi ai confini del mondo?
E la luna allora?
E più in là ancora, fino a dove?
Malgrado i nostri grandi progressi, per millenni la curiosità umana è stata costretta ad accontentarsi dei limiti della Terra.
Ma tutto cambiò il 12 Aprile 1961, il giorno in cui il primo essere umano si spinse oltre il nostro pianeta.
Il cosmonauta russo Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio.
Gagarin orbitò sopra la Terra per un totale di 108 minuti.

SOMMARIO:

– Nel 1969, la missione Apollo 11 portò due uomini a posare i piedi sulla Luna.
– Nell’aprile 1970, l’equipaggio della missione NASA Apollo 13 circumnavigò la luna spingendosi fino al suo lato nascosto, osservandola da un’altezza di 254 km, e ad una distanza di oltre 400.000 km dalla Terra.
– Tutto cominciò quando gli astronomi si accorsero che alcune stelle erano meno splendenti di altre.
– Henrietta Swan Leavitt studiò migliaia di stelle variabili, ovvero le stelle che, viste dalla Terra, presentano fluttuazioni di luminosità.
– Più o meno nello stesso periodo venne installato il telescopio Hooker nell’osservatorio di Mount Wilson, in California. È stato il telescopio più grande del mondo dal 1917 al 1949.
– La galassia più lontana mai osservata è la EGS-zs8-1. Si trova a ben 13,1 miliardi di anni-luce da noi.
– Nessuno sa con certezza cosa c’è nei punti più lontani da noi, o quanto grande sia davvero l’universo. C’è chi dice che l’universo sia infinito, mentre altri propongono la teoria del multiverso.

#fattisullospazio #illatopositivo #galassia

Musica di Epidemic Sound
https://www.epidemicsound.com/

Materiali usato (foto, filmati e altro):
https://www.depositphotos.com
https://www.shutterstock.com
https://www.eastnews.ru

Iscriviti a “Il Lato Positivo”:
https://goo.gl/LRxYHU
Iscriviti a 5 MINUTI CREATIVI:
https://goo.gl/TXK8uY
Iscriviti a ENIGMI DI 7 SECONDI
https://bit.ly/2wevtol

Categoria
Persone e blog



Gli Astronomi hanno Scoperto un Pianeta Proibito e Sanno il Perché della sua Esistenza

Ammassi di Galassie/Clusters of Galaxies, Ammassi Stellari/Star Clusters, Ammasso di Galassie/Cluster of Galaxies, Ammasso Stellare/Star Cluster, Astrofisica/Astrophysics, Astronautica/Astronautics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Buchi neri/Black holes, Buco Nero/Black Hole, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Energia oscura/Dark energy, Fisica/Physics, Galassia/Galaxy, Galassie/Galaxies, Geologia/Geology, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Materia oscura/Dark matter, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Stella/Star, Stelle/Stars, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Superammassi di Galassie/Superclusters of Galaxies, Superammasso di Galassie/Super-cluster of Galaxies, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale Hubble/Hubble Space Telescope, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
IL LATO POSITIVO
Pubblicato il 1 lug 2019

Secondo gli astronomi, pianeti delle dimensioni di Nettuno non sono in grado di formare e sostenere alcun tipo di atmosfera mentre orbitano attorno e in prossimità delle stelle madri.
Beh, dimenticati di ciò che ho appena detto, anche perché non ho capito molto.
Ma l’anno scorso, gli astronomi hanno trovato questo tipo di pianeta!
E non è l’unico pianeta che sfida tutte le nostre convinzioni.
Gli esopianeti sono il tema più caldo in astronomia, e con ogni nuova scoperta, abbiamo un’idea più chiara dell’universo in cui viviamo.
Ma alcune di queste scoperte lasciano tutti sbigottiti.
Gli scienziati dovranno riconsiderare l’idea che si erano fatti dell’Universo?
Scopriamolo!

Segnalibri:
Cosa c’è di così speciale in questo pianeta? 0:55
Uno strano gigante gassoso 2:46
Quando un anno dura solo 8,5 ore 3:52
Il pianeta “Bob” (orbita intorno a una stella binaria!) 5:31
Plutone non è un pianeta?! 6:56
Il pianeta X nel sistema solare 8:03

#spazio #pianeti #latopositivo

Musica di Epidemic Sound https://www.epidemicsound.com/

Materiali usati (foto, filmati e altro):
https://www.depositphotos.com
https://www.shutterstock.com
https://www.eastnews.ru

SOMMARIO:
– NGTS-4b è, almeno per ora, l’unico pianeta noto di dimensioni sub-nettuniani che orbita intorno alla sua stella in un cosiddetto “deserto nettuniano”.
– Questo pianeta ha ancora un’atmosfera, e ha l’80% delle dimensioni di Nettuno. Orbita attorno alla stella a una velocità sorprendente: una rotazione completa in 1,3 giorni.
– Il 31 ottobre, 2017, il pianeta NGTS-1b è stato scoperto. Ma la cosa strana di questo pianeta è che orbita attorno a una stella nana rossa che è grande solo la metà del nostro Sole. Questo non è mai stato visto prima, e in teoria, pianeti cosi grandi non dovrebbero orbitare attorno a stelle così piccole.
– Kepler-78b è il nome del pianeta. Presumibilmente, è denso come la Terra e ha una composizione simile, ma è ancora più vicino alla sua stella rispetto a NGTS-4b. Un anno su questo pianeta dura solo 8,5 ore.
– Per quanto ne sappiamo, non c’è nessuna spiegazione per cui un pianeta come Kepler- 78b si sia formato così vicino a una stella, e non c’è nemmeno una spiegazione per cui ha migrato così vicino senza schiantarsi contro la stella.
– Parliamo di un pianeta che è così lontano dalla sua stella, che non dovrebbe esistere. Il pianeta di cui sto parlando è, preparati perché sarà una bella botta, HD 106906 b. Per semplicità, chiamiamolo ” Bob “.
– Il pianeta è 11 volte più massiccio di Giove e orbita intorno a una stella binaria a una distanza inimmaginabile.
– C’è un una grande collezione di asteroidi, ghiaccio, e polvere, chiamata la fascia di Kuiper. Qui sono stati scoperti altri oggetti, alcuni grandi come Plutone. – Le prove trovate nel 2016 dagli astronomi Gongjie Li e Fred Adams, suggeriscono che, in realtà, esiste uno strano “pianeta X” nel sistema solare. Solo che è molto più distante da Plutone e dalla fascia di Kuiper.
– La spiegazione più probabile per la distanza del non pianeta è che un tempo era un gigante gassoso, come Giove, ma non poteva competere, e le forze gravitazionali di altri pianeti lo hanno spinto più lontano.

Iscriviti a “Il Lato Positivo”:
https://goo.gl/LRxYHU

Iscriviti a 5 MINUTI CREATIVI:
https://goo.gl/TXK8uY

Iscriviti a ENIGMI DI 7 SECONDI
https://bit.ly/2wevtol

Categoria
Persone e blog

Un secolo di relatività… sperimentale!

Ammassi di Galassie/Clusters of Galaxies, Ammassi Stellari/Star Clusters, Ammasso di Galassie/Cluster of Galaxies, Ammasso Stellare/Star Cluster, Astrofisica/Astrophysics, Astronomia/Astronomy, Buchi neri/Black holes, Buco Nero/Black Hole, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Telescope Consortium of the Events Horizon (EHTC), Consorzio Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (Ehtc), Energia oscura/Dark energy, Fisica/Physics, Galassia/Galaxy, Galassie/Galaxies, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Materia oscura/Dark matter, Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio del Sud Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Osservatorio Europeo Australe (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio Europeo del Sud (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Stella/Star, Stelle/Stars, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Superammassi di Galassie/Superclusters of Galaxies, Superammasso di Galassie/Super-cluster of Galaxies, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Telescope of the Events Horizon (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale Hubble/Hubble Space Telescope, Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU)

29 maggio 2019

di Emiliano Ricci

Composizione digitale di 22 immagini dell’eclissi di Sole dell’11 agosto 1999 (Science Photo Library / AGF) 

Il 29 maggio 1919 la teoria generale della relatività di Albert Einstein ottenne la sua prima conferma sperimentale grazie a un’eclissi totale di SoleLa guerra, si sa, non rende mai agevoli le comunicazioni, soprattutto se ci si trova su fronti contrapposti, a combattere gli uni contro gli altri. E nel 1915, anno in cui il tedesco Albert Einstein presentò all’Accademia prussiana delle scienze la sua teoria della relatività generale, l’Impero tedesco e l’Impero britannico (come si chiamavano allora) erano impegnati – assieme a gran parte dei paesi europei – nel tentativo di annientarsi reciprocamente, piuttosto che a scambiarsi informazioni scientifiche. Pubblicata in tedesco, su una rivista tedesca, la nuova teoria della gravità non trovò inizialmente una grande diffusione, né fra gli scienziati né, tantomeno, fra il pubblico.

Fortuna volle che i Paesi Bassi, durante un conflitto che stava devastando l’intero continente, fossero rimasti neutrali. All’epoca, all’Università di Leida, prestigiosa istituzione olandese, era professore un certo Willem de Sitter, matematico e fisico, diventato più tardi noto per i suoi studi di cosmologia (proprio grazie all’applicazione della teoria della relatività generale). Arrivatagli notizia della teoria di Einstein, de Sitter – scienziato illuminato – ne comprese presto l’importanza e decise di divulgarne i contenuti principali scrivendo alcuni articoli in lingua inglese.

Fu proprio grazie a questo passaggio in una terra neutrale che la teoria della relatività poté varcare il canale della Manica e arrivare in Inghilterra, dove trovò subito un sostenitore entusiasta: l’astrofisico Arthur Stanley Eddington, già titolare delle cattedre di astronomia teorica e sperimentale a Cambridge. È curioso pensare che Eddington iniziò ad apprezzare il lavoro di Einstein, ancora prima che per la rilevanza in fisica, per l’eleganza dell’elaborazione matematica. Fatto è che, grazie a questa sua immediata attenzione nei confronti della nuova teoria della gravità, quest’ultima trovò modo di diffondersi anche nei paesi anglosassoni, in particolare proprio per un celebre articolo scritto da Eddington stesso, dal titolo Report on the Relativity Theory of Gravitation, pubblicato nel 1920 dalla Physical Society of London.

Sir Arthur Stanley Eddington (1882-1944)

Eddington, a quel punto, non era più solo affascinato dalla “bellezza matematica” della teoria di Einstein, ma aveva potuto saggiarla sul campo, mettendola direttamente alla prova dei fatti. L’anno prima, quindi nel 1919, era riuscito a farsi finanziare dalla Royal Society e dalla Royal Astronomical Society una costosa missione scientifica volta proprio a dimostrare per la prima volta sperimentalmente la validità della teoria di Einstein. A convincere le due prestigiose istituzioni britanniche fu ancora uno scritto di Eddington, che nel 1918 – a guerra ancora in corso, quindi in condizioni di grande difficoltà anche economica del paese, impegnato nello sforzo bellico – arrivò a tessere le lodi di una teoria formulata da un tedesco (quindi tecnicamente un nemico) scrivendo una relazione per diffonderla fra i suoi colleghi britannici ed esaltando proprio la bellezza della “potenza insita nel ragionamento matematico”, come scrisse nella prefazione.

E siamo quindi al 1919, il 29 maggio, per la precisione. Un secolo fa esatto. La missione scientifica richiesta da Eddington riguardava l’osservazione dell’eclissi totale di Sole che si verificò proprio in quella data. Lo scopo dichiarato era effettuare misurazioni che avrebbero permesso di valutare le previsioni della teoria di Einstein relativamente alla deflessione dei raggi di luce a opera del campo gravitazionale. L’idea era misurare le posizioni apparenti di alcune stelle di sfondo in prossimità del disco solare occultato dalla Luna e di confrontarle con le rispettive posizioni assunte a distanza di alcuni mesi, quando quelle stesse stelle si trovano angolarmente più distanti dal Sole e possono pertanto essere osservate di notte. Quell’eclissi si verificava in condizioni particolarmente favorevoli da questo punto di vista: il campo stellare da osservare era quello dell’ammasso delle Iadi, nella costellazione del Toro, composto da stelle piuttosto luminose e facilmente riconoscibili.

Per inciso, la deflessione della luce è anche all’origine del fenomeno delle lenti gravitazionali: quando lungo la linea di vista fra noi e una sorgente lontana si trova una galassia o anche un ammasso di galassie, la luce della sorgente lontana viene deflessa più o meno intensamente proprio a causa della presenza di quella grande massa. Il risultato è che la sorgente lontana (un quasar, una galassia e così via) viene osservata deformata e talvolta addirittura moltiplicata. La lente gravitazionale – appunto la massa della galassia o dell’ammasso di galassie lungo la linea di vista – può deflettere in maniera diversa la luce a seconda della distribuzione della sua massa, potendo produrre anche immagini multiple della stessa sorgente lontana.

Ma torniamo a Eddington e alla “sua” eclissi. Per tutelarsi da eventuali problemi logistici, meteorologici e altro, furono organizzate due spedizioni scientifiche, naturalmente in due località toccate dalla fascia di totalità dell’eclissi, che avrebbe attraversato l’Oceano Atlantico, dal Brasile all’Africa occidentale. Sotto il coordinamento complessivo di Eddington, la prima spedizione, guidata dall’astronomo Andrew Crommelin, dell’Osservatorio di Greenwich, ebbe come destinazione Sobral, nel nord del Brasile, l’altra l’isola Príncipe, al largo delle coste africane della Guinea, guidata dallo stesso Eddington. E, a posteriori, bisogna dire che l’idea di organizzare due spedizioni fu vincente. Le osservazioni di Eddington furono di bassa qualità, prevalentemente per motivi meteo, mentre da Sobral il gruppo di Crommelin osservò l’eclissi in condizioni ottimali.

Le misurazioni sulle lastre raccolte da più strumenti, rese difficoltose non solo dalla qualità delle immagini, che mostravano poche stelle riconoscibili, ma anche dall’entità della deflessione (inferiore a 2 secondi d’arco), portarono a risultati incerti affetti da errori piuttosto rilevanti, ma comunque compatibili con le previsioni di Einstein. E in ogni caso Eddington non si fece frenare dall’incoerenza di alcuni numeri: la conclusione delle necessarie elaborazioni fu che la teoria generale della relatività era confermata (e, verrebbe da dire, non poteva essere altrimenti).

L’annuncio che la teoria di Einstein aveva ricevuto la prima conferma sperimentale, dato il 6 novembre dello stesso anno nel corso di una riunione congiunta dei due enti finanziatori, Royal Society e Royal Astronomical Society, ebbe immediata e ampia eco non solo nella comunità scientifica, ma anche su quotidiani e riviste sia britanniche sia statunitensi, consegnando definitivamente l’ex oscuro impiegato dell’Ufficio brevetti di Berna alla fama mondiale.

Fu così che, nonostante le ampie e giustificate critiche portate da molti fisici di rilievo alle misurazioni realizzate da Eddington e collaboratori, la relatività generale prese il volo. Un successo più che meritato, certo, anche perché quella nuova e rivoluzionaria teoria della gravità, dopo quella prima verifica, è stata sottoposta a numerose altre verifiche sperimentali che hanno – almeno fino a oggi – confermato la sua validità, ma che, almeno in quel momento, fece affidamento più sul grande entusiasmo di Eddington nei confronti della teoria che sulla reale affidabilità dei dati raccolti durante quell’eclissi di un secolo fa.

Futuro24: captare le onde radio per svelare i misteri dell’Universo

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life

Origen: Futuro24: captare le onde radio per svelare i misteri dell’Universo

Is Our Galaxy a Rebel?

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
avatar

20 settembre 2017

Dr. Brenda Frye

Siamo particolarmente affezionati alla Via Lattea perché è la casa del Sole e della Terra (così come altri 100 miliardi di altre stelle e ancora più pianeti).

La Via Lattea costituisce la pietra angolare su cui basiamo la nostra comprensione di come le altre galassie potrebbero lavorare in dettaglio. La domanda è: può la Via Lattea essere descritta come una tipica galassia a spirale?

Ci sono alcuni segnali che la Via Lattea potrebbe essere un po ‘diversa dai suoi vicini. Un indizio viene dal guardare i centri della galassia. Tutte le massicce galassie a spirale come la Via Lattea ospitano giganteschi buchi neri, tranne che per la Via Lattea questo buco nero supermassiccio centrale è più piccolo.

Un altro indizio viene da un’indagine sui dintorni delle galassie a spirale. La Via Lattea ha dozzine di galassie molto piccole nelle immediate vicinanze che chiamiamo satelliti. Molti di questi satelliti sono stati scoperti solo molto recentemente perché sono molto deboli a causa del fatto che in essi ci sono poche nuove stelle. Allo stesso tempo, altre galassie a spirale vicine hanno satelliti che sostengono tassi molto più alti di formazione stellare.

È in corso una nuova indagine per aumentare la nostra comprensione di queste differenze, denominata sondaggio Satellites Around Galactic Analogs (SAGA) condotto da un team della Yale University.

Imparare a conoscere le differenze tra la Via Lattea e altre galassie, se ce ne sono, può aiutarci a capire meglio il nostro posto nell’universo.

IAU Executive Committee meets at Vatican Observatory

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
avatar

17 maggio 2019

Robert Macke

Scritto da p. Peter Lah, SJ

Il comitato esecutivo della International Astronomical Union (IAU) ha visitato l’Osservatorio Vaticano (Specola Vaticana) il 15 maggio 2019. Il gruppo di 23 membri comprendeva membri del comitato esecutivo (13), presidenti di divisione (8) e due membri del personale di segreteria generale. Hanno tenuto tre sessioni di lavoro nei locali della Specola, seguito dal tour della mostra permanente nelle cupole del telescopio di Villa Barberini. La visita si è conclusa con una cena in cui loro e i loro coniugi sono stati accolti dai membri della comunità dei gesuiti.

Comitato esecutivo IAU, accompagnato da alcuni gesuiti dall’Osservatorio Vaticano, visitando le nostre cupole telescopiche nelle Ville Pontificie. (Foto di Peter Lah SJ)

Lunedì 13 maggio, il comitato esecutivo della IAU si è riunito all’Accademia dei Lincei a Roma. Fr. Paul Mueller, vice direttore della Specola, ha tenuto un discorso sulla storia del rapporto dell’Osservatorio Vaticano con l’Unione. L’Accademia dei Lincei è il luogo della prima Assemblea Generale della IAU nel 1922, durante la quale i partecipanti hanno anche visitato l’Osservatorio Vaticano nella sua posizione nella Città del Vaticano. 
L’ottava Assemblea Generale della IAU si riunì anche a Roma, nel settembre del 1952. In quell’occasione furono ricevuti da Papa Pio XII nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Questa visita fu accompagnata da un’altra visita all’Osservatorio, che si era trasferito in quella località nel 1935.
L’Unione Astronomica Internazionale è stata fondata nel 1919. Ripercorre le sue radici al primo progetto multinazionale in astronomia, chiamato il progetto “Carte du Ciel” che ha prodotto una mappa fotografica completa del cielo. Durante la loro ultima visita, i visitatori della IAU erano entusiasti di vedere il telescopio originale che è stato recentemente restaurato. 
L’Osservatorio Vaticano era un partner del progetto Carte du Ciel. I suoi astronomi – padri gesuiti, suore religiose e laici – hanno dedicato decenni di ricerche ad esso. Le lastre fotografiche originali sono attualmente digitalizzate e analizzate dal suo astronomo personale, don Alessandro Omizzolo.

Across the Universe: Faith in the search

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Cristianesimo/Christianity, Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
avatar

6 settembre 2018

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 8 di 184 nella serie  Across the Universe

Questa colonna è stata pubblicata per la prima volta su The Tablet  a ottobre 2016

L’istituto SETI nella Silicon Valley in California utilizza notoriamente una serie di radiotelescopi per cercare segnali da extraterrestri intelligenti.Incontrandosi come parte del loro Science Advisory Board [nel 2016], ho sentito la fondatrice Jill Tarter insistere sul fatto che il loro lavoro era basato sulla scienza razionale, non sulla “fede”. Non ero d’accordo.”Non puoi ancora provare che la vita aliena esiste”, ho spiegato. “Ma devi avere fiducia che è lì, nonostante la mancanza di prove; è per questo che continui a cercare. “

Una delle cose più belle dell’essere un astronomo vaticano è che posso uscire con persone davvero fantastiche … come Jill Tarter e Frank Drake al SETI Institute

La vita extraterrestre è un esempio di qualcosa che crediamo dovrebbe esistere, dato come pensiamo che l’universo funzioni, anche senza prove precedenti.Recentemente abbiamo avuto successo cercando cose del genere: il Bosone di Higgs, le Onde gravitazionali.Quelle ricerche richiedevano rivelatori incredibilmente complessi e costosi e enormi team di scienziati per trovare cose che non eravamo sicuri fossero effettivamente lì.

Più spesso in astronomia, però, crediamo nelle cose che non possiamo vedere perché influenzano le cose che possiamo vedere. Infatti, quasi tutti i circa 100 scienziati dell’Istituto SETI lavorano effettivamente su queste domande più tangibili, come trovare pianeti attorno ad altre stelle e capire come potrebbero sostenere la vita. Ora conosciamo migliaia di stelle con sistemi di pianeti non troppo diversi dal nostro sistema solare. Recentemente, la stella più vicina al nostro Sole, Proxima Centauri, è stata aggiunta alla lista più breve di stelle con un pianeta paragonabile alla Terra.

Una manciata di astronomi sta attualmente guardando all’interno del nostro sistema solare per un “pianeta nove” non ancora visto, molto al di là di Nettuno e Plutone. Come ha detto a Space.com Scott Sheppard del Carnegie Institute di Washington, “ci sono un sacco di cose strane che sembrano andare avanti e che potrebbero essere spiegate abbastanza bene con l’esistenza di una specie di pianeta enorme là fuori”. 

Quelle strane cose comprendono una mezza dozzina di pianeti nani distanti le cui orbite insolite sembrano essere state spinte da un corpo del genere. In effetti, il lavoro recente annunciato questo mese suggerisce che potrebbero esserci almeno due di questi pianeti invisibili. Persino qualcosa di così grande come Marte sarebbe difficile da individuare così lontano da noi; ma analizzando le orbite di questi pianeti nani, si può avere una migliore idea di dove esattamente cercare.

Siamo in grado di inviare navi spaziali per visitare questi mondi? La sonda spaziale New Horizons, viaggiando a velocità fino a 84.000 km / h, impiegò quasi dieci anni per arrivare a Plutone. Lo sconosciuto Planet Nine potrebbe essere il doppio più lontano. Per raggiungere Proxima Centauri (40 trilioni di chilometri di distanza) a quella velocità ci sarebbero voluti 55.000 anni.Eppure, possiamo almeno immaginare un simile viaggio.

Dopo il nostro incontro all’Istituto SETI sono volato a Roma per partecipare alla 36ª Congregazione Generale dei Gesuiti. Qui siamo impegnati in un diverso tipo di ricerca. All’età di 80 anni, e in mancanza di salute, il nostro attuale Padre Generale p. Adolfo Nicholás ha presentato le sue dimissioni. Ora stiamo cercando di trovare l’uno tra i 200 di noi come suo successore.Secondo le regole dei gesuiti nessuno può candidarsi né a se stesso né a nessun altro. Invece, passiamo una settimana in preghiere e conversazioni tranquille, uno a uno. 

Sebbene il nostro metodo non richieda attrezzature complesse o costose, sono colpito da quanto sia simile alle nostre ricerche scientifiche. Entrambe richiedono osservazioni accurate, alla ricerca di cambiamenti talvolta sottili … movimenti questa volta non di pianeti, ma delle nostre disposizioni interiori. Abbiamo fede che in questo modo scopriremo colui che lo Spirito Santo, che non possiamo vedere, spinge nella nostra orbita.

Fr. Arturo Sosa SJ ha visitato la VATT in Arizona nel 2015, un anno prima di essere eletto padre generale dei gesuiti. Ha scoperto la neve!

Aggiornamento 2018: il pianeta 9 non è ancora stato scoperto; così come ogni traccia di extraterrestri intelligenti. Tuttavia, nella Congregazione Generale, abbiamo eletto p. Arturo Sosa SJ come nostro nuovo Padre Generale. Il suo precedente lavoro era stato assistente del Padre Generale incaricato di case gesuite internazionali come la Comunità gesuita dell’Osservatorio Vaticano; come tale, ci ha visitato più volte. In realtà, lo abbiamo portato a vedere il Grand Canyon quando ha visitato Tucson, dove ha visto per la prima volta la neve; ed è stato catturato in una bufera di neve.)

Across the Universe: Waiting for the Call

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
avatar

15 settembre 2016

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 86 di 184 nella serie  Across the Universe

Questa colonna è stata pubblicata per la prima volta in The Tablet  nel settembre 2010

Cinquanta anni fa, un giovane radioastronomo di nome Frank Drake trovò il tempo sul nuovo radiotelescopio di Green Bank, West Virginia, per ascoltare i segnali intelligenti di due stelle vicine al sole. È stata la nascita di SETI: la ricerca dell’intelligenza extraterrestre.

Bill Higgins ha partecipato all'incontro del 2010 con me e mi ha scattato questa foto davanti al Greenbank Radio Telescope

Bill Higgins ha partecipato all’incontro del 2010 con me e mi ha scattato questa foto davanti al Greenbank Radio Telescope

Nel giro di un anno aveva presentato, in un seminario nella sala degli osservatori del dormitorio dell’Osservatorio di Green Bank, quella che è stata chiamata l’equazione di Drake: una serie di probabilità che dovrebbero essere determinate per calcolare le probabilità di trovare una civiltà extraterrestre .Quante stelle hanno pianeti? Quanti pianeti hanno la vita? Quali sono le probabilità che la vita sia intelligente nel senso di costruire trasmettitori radio abbastanza potenti da poter essere rilevati? E qual è la vita tipica di una tale civiltà prima che crolli?

Nel 2010, ho fatto parte di un seminario tenuto nella stessa sala su “SETI a 50”. Erano presenti astronomi, biologi, storici della cultura; Jill Tarter, il capo dell’Istituto SETI che è stato drammatizzato nel film Contact ; e, a 80 anni, un vigoroso Frank Drake.

Cosa ci ha insegnato 50 anni di silenzio? Il fatto che non abbiamo ancora sentito nulla significa che tali civiltà (come la nostra) non sopravvivono molto a lungo?O solo che non usano più la radio? Sulla Terra, la televisione viene rimpiazzata via cavo e via Internet, e persino i radar aeroportuali e militari operano a una potenza inferiore rispetto a 50 anni fa. Del resto, non sapevamo nemmeno delle onde elettromagnetiche fino a 150 anni fa. Forse la comunicazione viene fatta tramite un mezzo che non abbiamo ancora scoperto.

Eppure, nel 1960, era plausibile immaginare un universo con miliardi di antiche civiltà che comunicavano via radio, i cui segnali sarebbero esplosi attraverso i nostri ricevitori, non importa dove guardassimo.Sappiamo ora che questo non è vero. Questo di per sé è significativo; questo cambia la nostra visione dell’universo. Ciò che rimane è il famoso paradosso espresso ancor prima di SETI, nel 1950, dal fisico italiano Enrico Fermi: con così tante possibili dimore per la vita nell’universo, perché non sono qui? Se non altro, questo suggerisce fortemente che la semplice tecnologia più veloce della luce è fisicamente impossibile. Anche questo è un risultato di fisica potente.

Naturalmente ci sono altre possibilità. Forse siamo membri di uno zoo cosmico, ignari degli osservatori per il nostro bene (e per i loro scopi di studiarci nel nostro stato naturale). O forse l’intelligenza non è utile in uno stato darwiniano; dopo una gara è abbastanza intelligente da ottenere la tecnologia, crolla in un miasma non intelligente di guardare le celebrità su Internet, e smette di esplorare o raggiungere dal suo confortevole pianeta natale. Forse gli alieni hanno paura della nostra atmosfera di ossigeno velenoso. Forse viaggiare è possibile solo attraverso il wormhole occasionale, e non viviamo vicino a una stazione della metropolitana cosmica. O forse il problema è semplicemente che abbiamo solo esaminato un bicchiere d’acqua dall’oceano cosmico delle possibilità.

O forse, davvero, siamo tutti soli. Il dott. Ian Morison della Jodrell Bank ha sostenuto che la Terra ha avuto una raccolta molto insolita di circostanze che hanno permesso l’ascesa della vita intelligente. Se non è unico nella storia dell’universo, potremmo essere l’unica intelligenza nella nostra galassia in questo momento.

Oggi, il SETI Institute porta avanti finanziamenti privati ​​dai miliardari della Silicon Valley. Nella comunità di astronomia, i ricercatori di SETI sono per lo più conosciuti per lo sviluppo di potenti strumenti di elaborazione dati che consentono di sfogliare le normali osservazioni del radiotelescopio, cercando suggerimenti di segnali intelligenti. Come gli artigiani dello Shaker , sono tollerati come anime gentili con abilità utili, anche se in qualche modo non ortodosse.

Sono stato invitato a far parte del primo  consiglio consultivo scientifico del SETI Institute; ci incontreremo all’Istituto SETI a fine mese …

Across the Universe: The Church of UFO

Astrofisica/Astrophysics, Astronomi Gesuiti/Jesuit Astronomers, Astronomia/Astronomy, Brother Guy Joseph Consolmagno SJ, Città del Vaticano/Vatican City, Collaborazione Specola Vaticana/Vatican Observatory Collaboration, Compagnia di Gesù/Society of Jesus, Consorzio del Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope Consortium (EHTC), Father David Brown SJ, Father Gabriele Gionti SJ, Father George V. Coyne SJ - Director of the Vatican Observatory (1978 - 2006), Father Josè Gabriel Funes SJ, Fisica/Physics, Fratello Guy Joseph Consolmagno SJ, Geologia/Geology, Gesuiti/Jesuits, Grande Schieramento Millimetrico di Antenne Radio in Atacama/Atacama Large Millimeter Array (ALMA), Intelligenza Artificiale/Artificial Intelligence, Matematica/Mathematics, Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)/Unidentified Flying Objects (UFO), Osservatori Astronomici Australiani/Australian Astronomical Observatories, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Australe Europeo (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Osservatorio di Antenne Radio di un Chilometro Quadrato/Square Kilometre Array Observatory (SKAO), Padre David Brown SJ, Padre Gabriele Gionti SJ, Padre George V. Coyne SJ - Direttore della Specola Vaticana (1978 - 2006), Padre Josè Gabriel Funes SJ, Papa Francesco/Pope Francis, Pianeti del Sistema Solare/Planets of the Solar System, Pianeti Extrasolari/Extrasolar Planets, Progetto SETI/SETI Project, Sonde Interplanetarie/Interplanetary Probes, Specola Vaticana/Vatican Observatory, Storia dell'Astrofisica/History of Astrophysics, Telescopi Spaziali/Space Telescopes, Telescopio dell'Orizzonte degli Eventi/Event Horizon Telescope (EHT), Telescopio Sferico con Apertura di Cinquecento Metri/Five Hundred Meter Aperture Spherical Telescope (FAST), Telescopio Spaziale James Webb/James Webb Space Telescope, Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU), Vita Extraterrestre/Extraterrestrial Life, Vita intelligente Extraterrestre/Extraterrestrial intelligent Life
avatar

14 settembre 2017

Br. Guy Consolmagno

Questa voce è la parte 138 di 184 nella serie  Across the Universe

Questa colonna è stata pubblicata per la prima volta in The Tablet  nel settembre 2014

“Preparing for Discovery”, un simposio di due giorni presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per discutere del possibile impatto sulla società di trovare la vita nello spazio, è stata la mia destinazione [settembre 2014]. Scoprire la vita al di fuori della Terra sarebbe un grande passo avanti nella comprensione della biologia; trovare una vita intelligente colorerebbe il modo in cui capiamo di essere umani. Ma è una calamita per le nostre speranze e paure.

Gli atti del simposio sono usciti nel gennaio 2016. Questa immagine si collega al sito amazon.com; per un collegamento diretto al sito di Cambridge Press,  link qui 

Il campo dell’astrobiologia ha ancora difficoltà a sfuggire alla contaminazione dei “piccoli uomini verdi”. Così quasi tutti gli oratori si sono fatti in quattro per enfatizzare che erano Scienziati Seri, vedendo la vita e l’intelligenza da un materialismo puramente secolare e, appunto, materialista punto di vista. È stato fatto costante riferimento al problema “N = 1”: come si può definire la vita, molto meno l’intelligenza, quando il numero di pianeti noti per ospitare la vita è uguale a uno solo? Tuttavia, le leggi della fisica forniscono alcune indicazioni. E comprendere l’origine di quell’esempio che abbiamo della vita, qui sulla Terra, ci aiuterebbe certamente a posizionare come la vita potrebbe essere trovata altrove.

Ciò non significa che non sia stato promosso alcun numero di idee esotiche. In effetti, i discorsi erano spesso una miscela esasperante del profondo e dell’assurdo.

Un oratore ha chiesto: perché limitiamo la nostra ricerca ai microbi o all’intelligenza? Perché scartiamo altri “animali non umani”? È una domanda legittima (con una risposta semplice – i microbi e l’intelligenza saranno probabilmente più facili da trovare) ma è stata subito ribattuta dall’insistenza del relatore sul fatto che non è  scientifico  valutare gli umani rispetto ad altri animali.

La ricerca della vita è uguale alla ricerca dell’intelligenza? Equilibrando l’intelligenza con la complessità calcolatrice, un altro oratore ha concluso che gli esseri avanzati si sarebbero caricati nei computer superintelligenti – solo per diventare obsoleti 18 mesi dopo, suppongo.

Perché supponiamo che le civiltà con tecnologia avanzata dispongano anche di sistemi etici avanzati? Questo certamente non è stato il caso nella storia umana. Da ciò, un altro oratore ha messo in discussione la vera realtà dell’etica, dell’altruismo e dell’amore. (Come i pony extraterrestri, sono difficili da osservare con un telescopio.)

Nell’insegnare la fisica universitaria, ricorderei sempre ai miei studenti che quando arrivano alla fine di un calcolo hanno bisogno di fare un respiro profondo, guardare la loro risposta e chiedersi: questo ha davvero senso? O ho fatto uno svarione da qualche parte lungo la strada? È un passo che troppi miei colleghi non sembrano aver preso. Vedere le assurdità che possono derivare dalla loro rigida applicazione del materialismo mi ha dato un nuovo apprezzamento per la mia fede cristiana.

Nel frattempo, le domande e i commenti del pubblico hanno suggerito che molti di loro erano veri credenti UFO. Molti hanno insistito nel raccontarmi delle sedute di UFO che avevano vissuto, completate da interpretazioni abbozzate degli artisti degli eventi.(Strano come la diffusione delle fotocamere dei telefoni cellulari non abbia soppiantato tali disegni).

Il fumetto online  xkcd  ha evidenziato l’interessante mancanza di correlazione tra i report UFO e le fotocamere dei cellulari …

Diversi giornalisti erano più interessati alla domanda letterale del titolo del mio discorso (“Vorresti battezzare un extraterrestre?”) Che alle mie più banali riflessioni sulle reazioni di entrambi i credenti e degli atei ai possibili avvistamenti di ET. Sia i credenti che gli atei insistono sul fatto che trovare l’ET rivendicherebbe le loro credenze; non ha scosso nessuno dei due lati che non li abbiamo ancora trovati!

Linda Billings dell’Istituto nazionale aerospaziale ha chiuso il seminario suggerendo che SETI, la ricerca dell’intelligenza extraterrestre, aveva tutte le caratteristiche di una religione fondamentalista. Film di successo e spettacoli di TV via cavo surriscaldati sono le tende di risveglio che entusiasmano una disperata passione per trovare la nostra nemesi, o salvatore, tra gli extraterrestri. Seth Shostak, dell’Istituto SETI, ha fatto eccezione; se SETI fosse una religione, borbottò, sarebbe stato meglio finanziato!

Data la mia posizione  di raccolta fondi per l’Osservatorio Vaticano , vorrei solo che fosse vero.