Tante stelle nella Grande Nube di Magellano

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Le Nubi di Magellano sono due piccole galassie irregolari, che orbitano attorno alla nostra Via Lattea come satelliti. Sono visibili ad occhio nudo nel cielo notturno dell’emisfero sud, e prendono il loro nome dal navigatore portoghese Ferdinando Magellano, la cui spedizione 500 anni fa circumnavigò il globo per la prima volta. Qui vediamo la maggiore delle due, la Grande Nube, fotografata con un livello di dettaglio senza precedenti dal telescopio europeo Vista, collocato all’osservatorio Eso del Paranal, sulle Ande cilene. Questa piccola galassia, distante 163000 anni luce, possiede una vigorosa attività di formazione stellare ed è considerata un laboratorio ideale per studiare i processi che formano e trasformano le galassie. Grazie alle osservazioni del telescopio Vista, gli astronomi hanno potuto analizzare in dettaglio circa 10 milioni di stelle nella Grande Nube di Magellano, determinandone l’età e scoprendo inaspettatamente che le stelle più giovani tracciano in questa galassia bracci a spirale multipli. L’avere un dettaglio di così tante stelle è stata possibile grazie al fatto che Vista osserva il cielo a lunghezze d’onda nel vicino infrarosso e questo permette al telescopio di vedere attraverso le nuvole di polvere cosmica che oscurano parti della galassia. Tali nuvole bloccano infatti una grande porzione di luce visibile ma sono trasparenti alle lunghezze d’onda maggiori a cui sono sensibili i rilevatori di Vista. Ed ecco che, quasi per magia, divengono chiaramente distinguibili, rispetto a un’immagine ripresa nell’ottico, molte più stelle singole che popolano il centro della galassia.

Servizio di Stefano Parisini, Media Inaf

Crediti video: Eso/Vmc Survey

Musica: Velasquez, Roberto Vecchioni

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Categoria
Scienze e tecnologie
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VISTA svela una nuova immagine della Grande Nube di Magellano

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eso1914it — Foto Comunicato Stampa

13 Settembre 2019

Il telescopio VISTA dell’ESO rivela una straordinaria immagine della Grande Nube di Magellano, una delle galassie più vicine alla nostra. VISTA ha osservato questa galassia e la sua cugina, la Piccola Nube di Magellano, oltre ai loro dintorni, con dettagli senza precedenti. Questa survey consente agli astronomi di osservare un gran numero di stelle, aprendo nuove opportunità di studiare l’evoluzione stellare, la dinamica galattica e le stelle variabili.

La Grande Nube di Magellano, o LMC, è una delle galassie più vicine a noi, a soli 163000 anni luce dalla Terra. Insieme con la cugina, la Piccola Nube di Magellano, sono tra le galassie nane satelliti più vicine alla Via Lattea. L’LMC è anche la sede di vari conglomerati stellari ed è un laboratorio ideale per gli astronomi che studiano i processi che modellano le galassie.

Il telescopio VISTA dell’ESO ha osservato queste due galassie nell’ultimo decennio. L’immagine presentata oggi è il risultato di una delle molte survey che gli astronomi hanno eseguito con questo telescopio. L’obiettivo principale di VMC (survey delle Nubi di Magellano con VISTA) è stato quello di mappare la storia della formazione stellare della Grande e della Piccola Nube di Magellano, nonché la loro struttura tridimensionale.

VISTA è stata fondamentale per la realizzazione di questa immagine perché osserva il cielo a lunghezze d’onda nel vicino infrarosso. Questo permette di vedere attraverso nuvole di polvere che oscurano parti della galassia. Queste nuvole bloccano una grande porzione di luce visibile ma sono trasparenti alle lunghezze d’onda maggiori, quelle per cui VISTA è stata costruita. Di conseguenza, sono chiaramente visibili molte più stelle singole che popolano il centro della galassia. Gli astronomi hanno analizzato in dettaglio circa 10 milioni di stelle nella Grande Nube di Magellano e ne hanno determinato l’età utilizzando modelli stellari all’avanguardia [1]. Hanno scoperto che le stelle più giovani tracciano in questa galassia bracci a spirale multipli.

Per millenni, le Nubi di Magellano hanno affascinato gli abitanti dell’emisfero meridionale, ma erano praticamente sconosciute agli europei fino al momento della scoperta da parte dei primi esploratori. Il nome che usiamo oggi richiama l’esploratore Ferdinando Magellano, che 500 anni fa iniziò la prima circumnavigazione della Terra. I documenti che la spedizione riportò in Europa rivelarono per la prima volta luoghi e cose agli europei. Lo spirito di esplorazione e scoperta è ancora più vivo oggi nel lavoro degli astronomi di tutto il mondo, tra cui l’equipe della Survey VMC, le cui osservazioni hanno portato a questa straordinaria immagine dell’LMC.

Note

[1] I modelli stellari consentono agli astronomi di prevedere la vita e la morte delle stelle, fornendo informazioni su proprietà quali l’età, la massa e la temperatura.

Ulteriori Informazioni

Le stelle rivelate in questa immagine sono discusse nell’articolo “The VMC Survey – XXXIV. Morphology of Stellar Populations in the Magellanic Clouds” che verrà pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

LESO (European Southern Observatory, o Osservatorio Australe Europeo) è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e di gran lunga l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 15 paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, e Svizzera, oltre al paese che ospita l’ESO, il Cile e l’Australia come partner strategico. L’ESO svolge un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strumenti astronomici da terra che consentano agli astronomi di realizzare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo di punta nel promuovere e organizzare la cooperazione nella ricerca astronomica. L’ESO gestisce tre siti osservativi unici al mondo in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. Sul Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, osservatorio astronomico d’avanguardia nella banda visibile e due telescopi per survey. VISTA, il più grande telescopio per survey al mondo, lavora nella banda infrarossa mentre il VST (VLT Survey Telescope) è il più grande telescopio progettato appositamente per produrre survey del cielo in luce visibile. L’ESO è il partner principale di APEX e di ALMA, il più grande progetto astronomico esistente, sulla piana di Chajnantor. E sul Cerro Armazones, vicino al Paranal, l’ESO sta costruendo l’Extremely Large Telescope o ELT (significa Telescopio Estremamente Grande), un telescopio da 39 metri che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo“.

La traduzione dall’inglese dei comunicati stampa dell’ESO è un servizio dalla Rete di Divulgazione Scientifica dell’ESO (ESON: ESO Science Outreach Network) composta da ricercatori e divulgatori scientifici da tutti gli Stati Membri dell’ESO e altri paesi. Il nodo italiano della rete ESON è gestito da Anna Wolter.

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Anna Wolter
INAF – Osservatorio Astronomico di Brera
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Questa è una traduzione del Comunicato Stampa dell’ESO eso1914.

Sul Comunicato Stampa

Comunicato Stampa N”:eso1914it
Nome:Large Magellanic Cloud
Tipo:Local Universe : Galaxy : Type : Irregular
Facility:Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy
Instruments:VIRCAM

Immagini

The Large Magellanic Cloud revealed by VISTA

Immagine CS eso1914aThe Large Magellanic Cloud revealed by VISTA
soltanto in inglese

Highlights of the Large Magellanic Cloud

Immagine CS eso1914bHighlights of the Large Magellanic Cloud
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Large Magellanic Cloud

Immagine CS eso1914cLarge Magellanic Cloud
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Video

ESOcast 206 Light: VISTA Unveils the Large Magellanic Cloud (4K UHD)

Video CS eso1914aESOcast 206 Light: VISTA Unveils the Large Magellanic Cloud (4K UHD)
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Zooming on the Large Magellanic Cloud

Video CS eso1914bZooming on the Large Magellanic Cloud
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Comparison of the Large Magellanic Cloud in infrared and visible light

Video CS eso1914cComparison of the Large Magellanic Cloud in infrared and visible light
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Comparison of the Tarantula nebula in infrared and visible light

Video CS eso1914dComparison of the Tarantula nebula in infrared and visible light
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Panning across the Large Magellanic Cloud

Video CS eso1914ePanning across the Large Magellanic Cloud
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Vedere anche

Bando all’inquinamento luminoso

Astrofisica/Astrophysics, Astronomia/Astronomy, Cosmologia/ Cosmology, Fisica/Physics, Osservatori Astronomici/Astronomical Observatories, Osservatorio Europeo Australe (ESO)/European Southern Observatory (ESO), Unione Astronomica Internazionale/International Astronomical Union (IAU)
Bando all'inquinamento luminoso

Questa bellissima immagine mostra la Via Lattea che s’innalza sopra la “Residencia” all’osservatorio Paranal dell’ESO, essa si staglia sopra alla montagna in lontananza. La Residencia è l’hotel privato dell’ESO per il personale di Paranal, una seconda casa per astronomi, ingegneri, tecnici e altri visitatori del sito. Conosciuta come “oasi per astronomi”, l’edificio comprende un ristorante, una sala da musica, una biblioteca, una piscina e persino una sauna per aiutare gli astronomi a rilassarsi tra e dopo i loro turni. È stata anche presentata nel film di James Bond “Quantum of Solace” (2008).

Questa foto è stata scattata dall’ambasciatore fotografo dell’ESO Petr Horálek ed è una dimostrazione di come la luce artificiale può inquinare il suo ambiente: la luminosità delle luci della Residencia sembra quasi accecante rispetto alle stelle. La luce artificiale si diffonde grazie alle particelle nella nostra atmosfera e può soffocare il cielo notturno 

Preservare i cieli oscuri intorno al Paranal è della massima importanza per l’ESO: l’oscurità che circonda l’osservatorio consente agli astronomi di godere di eccellenti osservazioni. La conservazione dei cieli scuri è fondamentale per la sensibilità e la chiarezza delle osservazioni scientifiche. Le luci non celesti in questa immagine sono relativamente poche: un netto contrasto con le strade tempestate di lampioni e le città illuminate a cui potreste essere abituati.Crediti:

ESO/P. Horálek

Colta sul fatto

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Colta sul fatto

NGC 3351, nota anche come Messier 95, fu scoperta per la prima volta nel 1781 da Pierre Méchain, un astronomo e geometra francese, che lavorava al fianco di Charles Messier. NGC 3351 è un tipo di galassia nota come galassia a spirale barrata e si trova nella costellazione del Leone.

Nuove osservazioni di questo oggetto hanno mostrato un feedback stellare in azione. Il feedback stellare è il processo di ridistribuzione dell’energia nel mezzo interstellare (lo spazio tra le stelle) all’interno delle galassie che stanno formando stelle. In questa particolare galassia, la formazione stellare si sta verificando nell’anello che circonda il nucleo della galassia a un ritmo così violento che si possono effettivamente vedere enormi bolle di gas caldo che si fanno espellere. Questo gas espulso può quindi contribuire (sia positivamente che negativamente) alla formazione stellare in atto nella galassia.

I dati per questa osservazione sono stati presi con ALMA, il telescopio spaziale Hubble di NASA / ESA e il Very Large Telescope, dimostrando ancora una volta che la collaborazione scientifica tra più osservatori può produrre risultati meravigliosi.Crediti:

ESO/ R. Leaman/ D. Gadotti/ K. Sandstrom/ D. Calzetti

Una pausa caffè – in stile La Silla

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Una pausa caffè - in stile La Silla

Grazie alle condizioni buie e limpide dell’osservatorio La Silla dell’ESO in Cile, catturare immagini straordinarie della Via Lattea è relativamente comune per i fotografi in visita. Tuttavia, nonostante le condizioni favorevoli, produrre immagini belle e dettagliate come questa non è facile – come ha scoperto l’ambasciatore fotografo di ESO Petr Horálek  quando ha scattato questa insolita fotografia dell’edificio principale dell’osservatorio La Silla, che ospita l’hotel, la mensa e altre strutture.

Petr ha realizzato 52 singoli scatti per assemblare questo composito, spostando e riordinando vari mobili e se stesso: il bevitore di caffè che ammira il cielo nell’immagine. Petr lavorava nelle prime ore, con solo la scarsa luce del corridoio a disturbarlo. Tuttavia, proprio mentre si preparava per gli ultimi scatti finali, sono arrivati ​​tutti gli chef, accendendo una pletora di luci brillanti e rovinando la foto. Petr ha dovuto tornare prima delle 5:15 del mattino seguente per finire la sua immagine! Tale dedizione e pazienza sono qualità essenziali per un astrofotografo – e quello che sembra essere un momento meravigliosamente pacifico è stato in effetti il ​​risultato di un duro lavoro dietro le quinte. 

Link

Versione Fisheye di questa immagine

Versione estesa a 360 x 180 gradi di questa immagineCrediti:

ESO/P. Horálek

L’occhio submillimetrico dell’ESO sul cielo

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L'occhio submillimetrico dell'ESO sul cielo

L’antenna di 12 metri dell’Atacama Pathfinder Experiment  (APEX) ritaglia una figura solitaria in questa immagine aerea dell’altopiano di Chajnantor nel nord del Cile. La neve visibile sullo sfondo è dovuta alle temperature rigide che si trovano ad un’altitudine di oltre 5000 metri sopra il livello del mare. Questo telescopio si trova nell’arido e secco deserto di Atacama, che registra una piovosità media di soli 100 millimetri l’anno.

Fin dalla prima luce nel 2004, APEX ha contribuito molto alla nostra comprensione dell’universo a lunghezze d’onda submillimetriche nelle aree di formazione stellare e planetaria, di galassie molto distanti nell’universo primordiale e delle condizioni presenti nelle nuvole molecolari. Tra le molte intuizioni astronomiche che APEX ci ha fornito, è stato il primo telescopio a rilevare il perossido di idrogeno nello spazio e il primo ad osservare un disco circumstellare attorno a una giovane stella massiccia.

APEX è stato creato da un prototipo di antenna modificata per ALMA, l’Atacama Large Millimeter / submillimeter Array, situato a breve distanza. ALMA è il più grande progetto astronomico terrestre al mondo attualmente in funzione e si concentra anche sulla formazione di stelle e pianeti sia nell’universo locale che nell’universo primordiale.Crediti:

ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)

Paranal innevato

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Paranal innevato

La neve è uno spettacolo raro all’osservatorio di Paranal. Tuttavia, quando sceglie di apparire, il remoto paesaggio cileno si trasforma in qualcosa di straordinario e di un altro mondo.

La lontana montagna innevata al centro dell’inquadratura è Cerro Paranal, il sito del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Il VLT è costituito da quattro grandi telescopi unitari (TU) – Antu, Kueyen, Melipal e Yepun – e quattro telescopi ausiliari più piccoli. In questa immagine si possono vedere le cime di due delle TU che sbirciano dalla cima della montagna, accanto al VLT Survey Telescope (VST), che ha iniziato ad osservare nel 2011.

Questa immagine, scattata dall’ambasciatore fotografo dell’ESO Gerhard Hüdepohl, cattura una visione davvero rara del Paranal. Le precipitazioni di qualsiasi tipo sono molto rare nel deserto di Atacama; è il deserto non polare più secco del mondo. Alcune parti dell’Atacama non hanno sperimentato una sola goccia di pioggia da quando sono iniziate le registrazioni! In un’area che beneficia di una media di 330 notti limpide all’anno, non passerà molto tempo prima che le nuvole di neve scompaiano e il VLT possa tornare ad osservare l’universo.Crediti:

ESO/G. Hüdepohl (atacamaphoto.com)

Rossa e morta da tanto tempo

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Rossa e morta da tanto tempo

Questa nuvola di gas dal colore rosso si chiama Abell 24 e si trova nella costellazione di Canis Minor (Il Cane Minore) . Essa è una nebulosa planetaria: una raffica di gas e polvere creata quando una stella muore e getta i suoi strati esterni nello spazio. Nonostante il nome, le nebulose planetarie non hanno nulla a che fare con i pianeti. Il termine fu coniato da William Herschel, che notoriamente scoprì anche Urano; in un periodo di astronomia a bassa risoluzione, questi oggetti nebulosi sembravano somiglianti a pianeti giganti che nuotavano in un cosmo oscuro.

Una stella simile al Sole trascorre la maggior parte della sua vita a convertire l’idrogeno in elio nel suo nucleo. Negli anni del suo crepuscolo la stella esaurisce il carburante e diventa sbilanciata; non può più resistere allo schiacciamento interiore della gravità e il nucleo inizia a collassare. La temperatura nel nucleo aumenta drammaticamente mentre gli strati esterni più freddi si espandono, portando l’intera stella a gonfiarsi in una gigante rossa. Quando il Sole inizierà la sua trasformazione in una gigante rossa, si espanderà fino a inghiottire completamente i pianeti più interni e forse anche la Terra, raggiungendo oltre 250 volte il suo raggio attuale! I forti venti espelleranno poi gli strati esterni gassosi della stella, formando un guscio di gas che si espanderà nella vastità dello spazio. Senza la sua atmosfera, la stella esporrà infine il suo nucleo di residuo caldo e luminoso, che emetterà una violenta radiazione ultravioletta e ionizzerà il gas circostante. Questa immagine mostra il debole bagliore nebuloso di un canto del cigno stellare: il residuo luminoso di una stella morta da molto tempo.

Preso con lo strumento FORS (FOcal Reducer and Spectrograph) del VLT, questa immagine fa parte del programma ESO Cosmic Gems, un’iniziativa per produrre immagini di oggetti scientificamente interessanti e visivamente spettacolari utilizzando i telescopi ESO per scopi educativi e di sensibilizzazione del pubblico. Il programma utilizza il tempo del telescopio che non può essere utilizzato per le osservazioni scientifiche. Tutti i dati raccolti possono anche essere adatti a scopi scientifici e resi disponibili agli astronomi attraverso l’archivio scientifico dell’ESO.Crediti:

ESO

Segnare una svolta

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Segnare una svolta

Questa è una fotografia di SS 433, un microquasar scoperto per la prima volta quarant’anni fa e situato a circa 18.000 anni luce di distanza nella costellazione dell’Aquila. Questa immagine, catturata per la prima volta a lunghezze d’onda submillimetriche da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), è speciale perché mostra i getti emessi da un disco di materiale caldo e vorticoso che circonda il buco nero al centro di SS 433. Grazie alla sua relativa vicinanza, SS 433 è un oggetto particolarmente utile per i ricercatori che desiderano saperne di più sui microquasari e sui getti che emettono.

La forma del cavatappi visibile qui è creata da un fenomeno noto come precessione; mentre si muovono verso l’esterno attraverso lo spazio, questi due getti stanno lentamente ruzzolando attorno a un asse in modo simile al movimento di un giroscopio o una trottola che rallenta, l’orientamento dei loro assi di rotazione cambia mentre lo fanno. La scala di questo cavatappi è enorme: 5000 volte la dimensione del Sistema Solare.

Un aspetto notevole di questa osservazione è che la sua forma dettagliata era interamente prevista dalle misurazioni spettroscopiche effettuate dai telescopi Global Jet Watch  nell’anno precedente prima che fossero fatte le osservazioni ALMA. La sequenza di queste osservazioni ha permesso ai ricercatori di fare e testare previsioni sui percorsi che i jet avrebbero intrapreso, rappresentando una nuova pietra miliare nello studio dei microquasar. Le osservazioni hanno anche risolto la domanda sul perché i getti siano ancora caldi a così grande distanza dalla loro origine: la sensibilità di ALMA ha permesso ai ricercatori di identificare che il riscaldamento del plasma si verifica quando i successivi getti si espandono e si scontrano l’uno con l’altro.Crediti:

ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/K. Blundell (University of Oxford, UK), R. Laing, S. Lee & A. Richards, Ap J Letters.

A casa nella Via Lattea

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A casa nella Via Lattea

L’edificio moderno in quest’immagine è la Residencia all’osservatorio di Paranal in Cile, una seconda casa per molti professionisti e tecnici che lavorano all’osservatorio. Sopra la casa degli astronomi nel deserto di Atacama, l’immagine mostra la galassia Via Lattea – la nostra casa nell’universo.

La Residencia è stata disegnata dagli architetti tedeschi Auer+Weber, e si integra perfettamente nel paesaggio arido del deserto di Atacama in modo da disturbare il meno possibile le osservazioni astronomiche. Il colore sabbioso e il design moderno dell’edificio si  armonizza con il terreno marziano attorno all’osservatorio. La Residencia è stata scelta come il perfetto covo di un cattivo in un film di James Bond Quantum of Solace, ed è stata fatta esplodere – solo virtualmente – in una delle scene chiave. L’osservatorio di Paranal ospita il Very Large Telescope (VLT), insieme a quattro telescopi ausiliari che possono lavorare insieme per formare l’interferometro  Very Large Telescope Interferometer (VLTI).Crediti:

ESO/Y. Beletsky (LCO)